Itinerari

Giordania: in bicicletta alla scoperta della perla del Medio Oriente

Giordania: in bicicletta alla scoperta della perla del Medio Oriente

Un viaggio in bicicletta alla scoperta della Giordania, lungo itinerari immersi in paesaggi incantevoli, deserti e città magiche.

Prima di partire per la Giordania la domanda più frequente che mi veniva fatta era “ma è un posto sicuro”? Da quando sono tornato la prima domanda che mi fanno è “ma è un posto sicuro”?
Se all’inizio non ero certo di cosa rispondere ora quello che posso dire è semplicemente “si, è un posto sicuro”.

Le informazioni che ci arrivano sul Medio Oriente, troppo spesso parziali, vanno ad offuscare l’umanità, l’ironia e l’ospitalità che invece ho avuto modo di osservare in questo Paese, che purtroppo vive un po’ di riflesso, i pregiudizi e le generalizzazioni che nutriamo nei confronti dei paesi confinanti come la Siria o l’Iraq, territori più inquieti certo, ma che nulla hanno a che fare con questa terra molto aperta e ospitale e che risulta molto semplice da visitare sia per i servizi che propone sia per le attrazioni di cui gode.

Giordania crediti Paolo Ciaberta 2
Deserto Bianco, crediti Paolo Ciaberta

Per quello che ho visto e sentito consiglio a tutti di andare a visitare la Giordania, ovviamente non solo per il carattere pacifico che la caratterizza, lo consiglio principalmente perché è un Paese bellissimo, cuore di un territorio che è stato culla della civiltà e che racchiude moltitudini, bisognerebbe infatti parlare delle “Giordanie”. C’è quella desertica, introspettiva, beduina e accecante, quella turistica, ammiccante e profumata di spezie. E poi quella della capitale Amman, brulicante di vita, modernità e del caos tipico delle grandi capitali. I giordani sono aperti e ospitali, vogliono farsi conoscere ma vogliono anche conoscere e questa apertura l’ha portata ad essere un Paese che sa accogliere lo straniero.

Alla scoperta della Giordania in bicicletta

Di solito viaggio in autonomia, mi piace decidere e organizzare da me cosa fare e come farlo. In questa occasione ho ritenuto utile affidarmi ad una guida cicloturistica, non per il timore di perdermi o per mancanza di idee su cosa visitare, bensì per avere qualcuno del luogo che sapesse ‘interpretare’ ciò che vedevo, che mi parlasse della storia e del presente del Paese, che mi spiegasse la cultura, il cibo e l’utilizzo delle spezie, l’usanza del tè, parlare del ramadan o che mi facesse ascoltare la musica del luogo insomma una immersione a 360 gradi.

Guida cicloturistica in Giordania crediti Paolo Ciaberta
Sari, Guida Cicloturistica in Giordania – crediti Paolo Ciaberta

Inutile negare che c’è un divario culturale con l’occidente e man mano che questo divario aumenta, aumenta anche in me la curiosità e l’interesse verso il luogo che visito. Mi sono affidato a qualcuno che sapesse spiegarmi quello che incontravo sul cammino, in modo da dare un senso alle cose per capire meglio il Paese ed il popolo che lo abita. Certo non ho la pretesa di apprendere millenni di storia in 10 giorni ma avere qualcuno a cui poter fare domande aiuta la comprensione.

La mia guida cicloturistica

La guida si chiama Sari è di Gerusalemme ma vive da molti anni ad Amman, ha gli occhi buoni, è gentile ed empatico ma, cosa più importante, sa fare il suo mestiere. Me ne sono accorto perché più che una guida è risultato un prezioso compagno di viaggio, che sa curare i dettagli, che segue le necessità e risulta flessibile sulle scelte dei percorsi. Infine, ma cosa altrettanto importante, sa dare utili consigli per affrontare le escursioni in totale tranquillità.

La bici che ho pedalato

La bici l’ho affittata sul posto, una MTB risultata parecchio versatile vista la quantità di superfici diverse su cui ho pedalato, questo mi ha smarcato dal dover portare la mia bici in aereo, cosa che comporta sempre una logistica più complessa.

Pedalare nel deserto

Giordania in bici crediti Paolo Ciaberta 8
Wadi Rum, crediti Paolo Ciaberta

Io vado in bici da molti anni ma ammetto di non avere una grande tecnica sui terreni eccessivamente accidentati, pedalare nel deserto non è così scontato. Le tracce che sulla carta sembrano semplici in realtà non lo sono, è vero che non c’è dislivello ma in compenso, se c’è il vento, soffia in ogni direzione. Ci sono superfici sempre differenti tra pietre, sabbia e arbusti e poi quelle cose inaspettate, quelle eventualità che non consideri perché non conosci le usanze, come ad esempio i cammelli.

Oltre ad essere esotici e placidi sono anche molto sensibili, si spaventano facilmente al passaggio delle bici. E se scappano poi ti tocca vedertela con i beduini perché un cammello che scappa può fare anche km prima di fermarsi, senza contare che la maggior parte di loro sono animali da competizione, quindi rincorrerli risulta parecchio complicato. Cosa si fa quindi? La regola è rallentare e possibilimente fermarsi, aspettare un cenno del beduino che li governa e poi riprendere la strada. Senza le raccomandazioni della guida è una questione che non avrei considerato. Ci sono state anche questioni meramente tecniche come ad esempio pedalare sulla sabbia senza incagliarsi, riconoscere e scegliere le tracce anche dove tracce non ne vedi, l’abbigliamento migliore per gli sbalzi climatici tipici del deserto.

Itinerario 1 | Il deserto bianco

Questo particolare deserto è uno dei luoghi che più mi ha colpito, da una parte perché era inaspettato, dall’altra perché quegli spazi sconfinati e quel bagliore bianco fanno vibrare qualcosa nell’anima. Conoscevo di fama i luoghi blasonati come il Wadi Rum, il Mar Morto o Petra ma di questo luogo a ridosso del confine con l’Arabia Saudita ignoravo l’esistenza.

Il Wadi al Dahek è un luogo marziano, un ampio semicerchio delimitato da bianche scogliere che si staglia luminoso in mezzo ad un ambiente circostante decisamente più scuro. Riserva naturale istituita nel 2018 di circa 265 km2 è una bellezza ancora incontaminata, che testimonia senza dubbi il ricco patrimonio naturale del Regno di Giordania.

Giordania tè, crediti Paolo Ciaberta
La Giordania e il tè, crediti Paolo Ciaberta

Mi sono ritrovato a pedalare in una meraviglia naturale unica, un santuario di fossili marini che ospita una ricca varietà di formazioni rocciose bianche e gessose, erose dall’azione congiunta di vento e acqua che hanno disegnato un paesaggio insolito, risultato di milioni di anni di storia geologica.

Non c’è una traccia precisa da seguire, abbiamo ‘vagato’ ad istinto verso ciò che ci incuriosiva, ci siamo addentrati tra le piccole gole, pedalato in cerca degli scorci migliori e tra gli arbusti dove i cammelli sostano per mangiare e riposarsi.

Incontriamo anche un pastore con il suo gregge di pecore. Grazie alla traduzione della guida posso fargli domande e lui le fa a noi, gli offriamo qualche snack mentre ci racconta la sua giornata e la vita nomade. Le ore passano in fretta, me ne accorgo quando il bianco intorno vira verso il rosso mentre il sole lentamente scende sull’orizzonte e questa immensa pianura si mostra in tutto il suo splendore.

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Itinerario 2 | Madaba – Mar Morto

Per raggiungere il Mar Morto e le sue coste siamo partiti da Madaba, una delle più antiche città della Giordania, situata a circa 35 km dalla capitale Amman. Bella e vivace viene definita la ‘città dei mosaici’ per la quantità di opere di epoca bizantina, il più importante dei quali si trova all’interno della Chiesa Ortodossa di San Giorgio risalente al VI secolo. Il pavimento di questo edificio ospita un enorme mosaico di raffinatissima fattura che raffigura la mappa più antica della terra santa giunta fino a noi, chiamata Mappa di Madaba. Svariati negozi e ristoranti ne fanno un luogo perfetto per soggiornare qualche giorno e fare escursioni.

Mar Morto in Giordania crediti Paolo Ciaberta
Mar Morto in Giordania, crediti Paolo Ciaberta

Lasciata la città mi aspetta una pedalata di 65km con 690mt di dislivello positivo e ben 1800mt di dislivello negativo, il bacino del Mar Morto rappresenta la terra emersa più bassa al mondo e la targhetta al muro della mia stanza lo conferma segnando ben -425mt slm.

Il tracciato è bello e vario tra asfalto e sterrato battuto, lungo il percorso si attraversano villaggi caratteristici come ad esempio Uyun al Dhib che, curiosamente, significa “occhi di lupo”. Rispetto alla parte orientale del Paese attraversiamo molte aree verdi e rigogliose, non mancano canyon e vallate molto ampie, in una di queste ci fermiamo per un picnic ristoratore dove ci preparano carne e pomodori, formaggio spalmabile, un mix di spezie chiamato Za’atar che si mangia con l’olio e il pane ed infine l’immancabile tè o caffè.

Giordania gastronomia  crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

In bici sul Mar Morto giordano

L’arrivo sul Mar Morto è magico. Il sole, basso sull’orizzonte, colora tutto di arancione e davanti a noi un serpente d’asfalto scende verso la costa e ti fa venir voglia di buttarti giù in picchiata, cosa che poi non fai perché sai che il bello è scendere lentamente per farsi avvolgere e poter ammirare ogni sfumatura di quel tramonto.

Durante la storia ha cambiato denominazioni svariate volte, Mar Salato, Mare del Deserto, Mare del Destino. È davvero un territorio molto particolare, per le sue caratteristiche direi unico.

Mar Morto in Giordania crediti Paolo Ciaberta
Mar Morto in Giordania crediti Paolo Ciaberta

Il Mar Morto è il mare più salato al mondo dove non esiste vita vegetale né animale. È un mare chiuso ed ha come immissari il fiume Giordano ed il fiume Uadi Mujib, senza avere però alcun emissario, risultando quindi un bacino senza alcun sbocco.

Non c’è sabbia ma candido purissimo sale che rende l’insieme molto simile alle spiagge tropicali, solo alla vista però, perché poi quando provi a nuotare ti accorgi di quanto sia un mare diverso da tutti gli altri. L’acqua del Mar Morto ha una densità talmente alta di sale che permette a chiunque di galleggiare senza sforzo, ma risulta impossibile nuotarci o immergersi, per queste caratteristiche le sue acque vengono usate per la produzione di minerali di cui è ricchissimo. L’alto livello di ossigeno e il basso tasso di raggi UV, uniti appunto dalla vasta produzione di minerali, sono ottimi per la salute della pelle e delle vie respiratorie. Leggenda vuole che anche Cleopatra ne utilizzasse i fanghi e le acque per rendere la sua pelle vellutata e conservare la sua notoria bellezza.

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Itinerario 3 | Wadi Rum – Aqaba

Dallo struggente deserto del Wadi Rum alla spumeggiante città di Aqaba ci sono circa 60km e 250mt di dislivello. Questa volta però i numeri sulla carta non mi ingannano più, perché ho inteso cosa significa pedalare sulle superfici desertiche.

Giordania crediti Paolo Ciaberta 7
Wadi Rum, crediti Paolo Ciaberta

Il Wadi Rum, conosciuto anche come la Valle della Luna è un deserto caratterizzato da vaste montagne di arenaria e rocce di granito che raggiungono i 1700 metri di altezza. Tra le montagne serpeggiano stretti canyon e profonde spaccature che rivelano fonti d’acqua e antichi disegni rupestri scolpiti dagli abitanti del deserto. Molte culture umane hanno abitato queste formazioni rocciose fin dalla preistoria, mentre le tribù beduine, caratterizzate da grandi tende di pelo di capra, vivono ancora nel deserto e non è raro incontrarli e fermarsi a bere un tè e fare due chiacchiere. Qui i colori dominanti tendono al rosso e la presenza di montagne così drammatiche rende il territorio molto articolato e visivamente meno noioso dei classici deserti piatti e sconfinati.

Questa escursione è ottima per i ciclisti di medio livello, poiché distanza e caldo possono risultare impegnativi (io ho viaggiato a fine febbraio ed il caldo è sempre stato tollerabile ma tra giugno e agosto le temperature sono più importanti). Il percorso è quasi interamente fuoristrada. Seguendo il sentiero ci si immerge in un territorio che rapisce lo sguardo e non di rado ti verrebbe voglia di abbandonare la traccia per andare a vedere cosa c’è dietro questa o quella montagna. Pedalata davvero indimenticabile che ogni ciclista alla ricerca di emozioni dovrebbe concedersi.

Aqaba

Il punto di arrivo è Aqaba, la città portuale giordana situata sul Mar Rosso, nell’omonimo Golfo. La città è abitata fin dal 4000 a.C. ed è stata un punto strategico per la produzione e il commercio del rame nel periodo Calcolitico. La città è nota per la Battaglia di Aqaba della Grande Rivolta Araba, in cui le forze arabe ebbero la meglio sui difensori ottomani. Oggi Aqaba è una città di mare ancora non raggiunta dal turismo di massa e rappresenta una meta ideale per passare qualche giorno di relax in spiaggia oppure per escursioni nei dintorni.

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Petra

Ovviamente non poteva mancare Petra, che infatti è stata una tappa davvero inestimabile. La inserisco per ultima solo perché non è visitabile in bicicletta, e aggiungo giustamente. È una meta assolutamente imperdibile e non dista molto dal deserto del Wadi Rum. Risalente al 300 a.C., fu la capitale del Regno nabateo ed è accessibile da due vie. Noi abbiamo scelto quella più lunga, una ventina di km extrasensoriali tra antiche montagne, templi e tombe reali scavate nelle pareti di arenaria rosa, da cui deriva il suo nome “Città rosa”.

Petra, Giordania crediti Paolo Ciaberta 7
Petra, crediti Paolo Ciaberta

La sua struttura più famosa è probabilmente Al Khazneh. Si tratta di un tempio di 45 m di altezza con una facciata decorata in stile greco conosciuto come Il Tesoro. La facciata è quella che la fa da padrona in tutte le foto promozionali, ma devo dire che è una piccola parte del tutto. Petra senza dubbio testimonia la cultura millenaria di questo Paese.

Era da molto che volevo visitare il Medio Oriente e la Giordania mi ha dato la possibilità di farlo in tutta tranquillità. Come pensavo è davvero un luogo ricco di umanità e di storia, di bellezze paesaggistiche e curiosità culturali. Sono lontano dall’aver visto tutto di questo Mondo, ma di quel qualcosa che ho visto posso dire che qui ci sono alcuni tra i luoghi più suggestivi che ho avuto la fortuna di incontrare nei miei reportage.

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