In Norvegia è saltata fuori una proposta di legge che potrebbe vietare le ebike nei percorsi fuoristrada. Mai più gravel o MTB elettriche nei boschi norvegesi. Ma perché?
Apprendiamo della proposta per modificare la legge norvegese sul traffico motorizzato da Cycling Industries Europe, a sua volta informata da IMBA Europe (International Mountain Biking Association) e dalla Norwegian Organisation for Mountain Biking (NOTS).
Di cosa si tratta? La legge intende regolare l’uso dei veicoli a motore al di fuori degli ambienti stradali e delle aree coltivate. Il loro uso dovrebbe infatti essere limitato a strade specifiche e percorsi generali designati, impedendo l’accesso alla quasi totalità dei sentieri apprezzati dai mountain biker norvegesi. La legge riguarda tutti i veicoli motorizzati. Ebike e bici a pedalata assistita comprese.
Le motivazioni della messa al bando delle ebike
Qual è la ratio dietro questa proposta? Riporto quanto scritto da Cycling Industries Europe e IMBA Europe perché, pur avendo trovato la proposta sul sito del Ministero del Clima e dell’Ambiente norvegese, non mi affido completamente alle traduzioni automatiche (e il mio norvegese è pressoché inesistente). Dicevamo la ratio.
Il Comitato Norvegese per il Traffico Motorizzato afferma che “considera un rischio l’aumento dell’uso delle ebike in campagna e l’aumento della loro autonomia, in quanto in futuro potrebbero portare all’aumento di conflitti con la natura e con la vita all’aria aperta. Le biciclette elettriche possono trasportare più persone in quelle aree altrimenti caratterizzate da poca presenza umana. Queste aree sono solitamente tranquille e meno influenzate dalle attività umane. L’uso delle ebike in questi luoghi potrebbe quindi incrementare l’usura dei sentieri e dell’ambiente naturale. Per questi motivi, siamo scettici sul fatto che l’uso delle biciclette elettriche debba essere consentito ovunque.”
Se il ragionamento non pare del tutto sbagliato, quello che lascia perplessi è che, a quanto riferito, nessuno ha pensato minimamente a interpellare le associazioni come la Norwegian Organisation for Mountain Biking né le comunità locali.

È evidente che queste associazioni si preoccupino per la natura e per l’ambiente in cui esercitano le loro attività. Ma anche che desiderino garantire che il pubblico abbia l’opportunità di apprezzare gli sforzi di conservazione attraverso un accesso libero a momenti di ricreazione responsabile.
IMBA Europe teme infine che l’approvazione di una legge così mal motivata e poco informata possa creare un precedente e ispirare restrizioni simili nel resto d’Europa.
Ebike, cambiamento climatico e turismo
In un periodo storico caratterizzato dal cambiamento globale e dal surriscaldamento, sapendo che l’unica via è quella di avviarci verso un’economia senza combustibili fossili, “criminalizzare le ebike” pare alquanto azzardato.
La bici elettrica infatti è uno strumento efficace per convertire le persone a una mobilità più sostenibile e rispettosa del clima. La sua forza è quella di abbassare le barriere d’ingresso, ovvero rende il ciclismo più accessibile a una gamma più ampia di partecipanti.
Ebike, eMTB e eGravel permettono di raggiungere luoghi che altrimenti sarebbero accessibili solo con veicoli motorizzati. Auto fuoristrada, intendo. Ne beneficiano di conseguenza il settore turistico e l’economia locale, come dimostrano i dati relativi agli incrementi del settore cicloturistico registrati negli ultimi anni.
Inoltre sono mezzi che consentono di mantenersi in salute, un beneficio che si ripercuote sulla spesa sanitaria pubblica. Perché dunque ingarbugliare la situazione?
Le associazioni come Cycling Industries, NOTS e IMBA non intendono stare a guardare e stanno promuovendo azioni intese a fermare questa proposta. Perché ritengono che non ci sia alcun fondamento nella realtà, nessuna base di evidenze per giustificare questa legge. A loro parere, la proposta contiene numerosi pregiudizi sul mountain biking e le ebike, inseriti consultando fonti che non comprendono il ruolo dell’assistenza elettrica nell’aiutare più persone ad avvicinarsi alla mountain bike.
Mi piace molto un’affermazione che ho letto sul sito di Cycling Industries: “crediamo davvero che quando i responsabili politici propongono politiche basate su supposizioni e pregiudizi, debbano essere contestati.”
Non posso che trovarmi d’accordo. Fare squadra e contestare. Le politiche insensate non devono limitare i comportamenti responsabili.











Personalmente utilizzo la bici da quando sono bambino ora ho 70 anni e utilizzo tutti e tre i tipi di bici: la gravel, la MTB muscolare e la EMTBike, ho percorso migliaia di chilometri con tutti e tre i tipi di veicolo e dai commenti rilevo una mare di luoghi comuni, la eMTBike è una moto, sfreccia pericolosamente, non si suda o si fa fatica etc. la muscolare invece viene deificata, peccato che se scendo con la MTB muscolare su un sentiero a volte sono più veloce che con la EMTBike, così su strada con la gravel in certe discese posso scendere a 70/90 km orari mentre con la eMTBike non supero i 60 a causa delle ruote tassellate e dei limiti aerodinamici, con la EMTBike posso percorrere in minor tempo certe salite ma senza allenamento non vado ovunque e la fatica la faccio lo stesso, per avere autonomia non posso usare la massima assistenza e l’assistenza più bassa mi aiuta a eliminare il sovrappeso della Ebike e poco più, quindi di fatica ne devo fare e molta, provare per credere … attacca 11 chilometri di salita che non molla con la minima assistenza (se vuoi avere batteria per proseguire il giro) e poi vedi se non sudi! Più che per salire e rendere possibile a ciclisti di una certa età la gioia di rampare senza rischiare l’infarto, limiterei l’uso delle ebike in pianura in particolare per i giovani (che senso ha?) … personalmente in pianura non utilizzo mai la EMTBike perché lo trovo un contro senso, la gravel è veloce, leggera e permette di andare quasi ovunque, ho smesso la bici da corsa stradale soltanto perché non voglio essere asfaltato, posso garantire che pur evitando sistematicamente strade trafficate, anche nei luoghi più ameni trovi sempre qualcuno che nonostante luci anteriori e posteriori (anche fuori strada) e radar cerca di spiaccicarti perché non ti vede. A volte si ha l’impressione surreale che una volta sceso da un’auto sei un’entità invisibile … forse se gli automobilisti prestassero attenzione alla strada e non ai cellulari … ma anche questo, il ciclista schiacciato è un luogo comune.
sono d accordo con la proposta norvegese. La fauna selvatica vede sempre più restringere i propri spazi, mentre gli umani- anche grazie all’eliminazione del vincolo della “fatica” data dalle e-bike, stanno invadendo i loro luoghi.inoltre ,l ‘umano anche ciclista -si confronta abitualmente col bisogno della performance:la sensibilità all’ambiente è un optional. allora restiamo sull’asfalto che c’è n è sempre di più!! e la performance si realizza pure li! e sopratutto pensiamo che quando entriamo in un bosco stiamo invadendo la casa di altri viventi.bicicletta non è automaticamente sostenibilità!so bene che questa visione da noi è ancora fantascenza: cominciamo a rifletterci
Una premessa: non ho nulla contro le e-bike
Sono d’accordo con Giovanni quasi su tutto.
A mio avviso il problema, Massimiliano, non è lo strumento fine a se stesso, ma chi lo utilizza.
Sono sicuro che un ciclista che per anni ha usato la Specialissima e/o la MTB “anziano” o che deve optare per una elettrica per motivi validi, non sarà mai un problema ne per l’ambiente ne per le persone, perché SA come ci si comporta.
il Problema è che l’elettrico ha sdoganato una moltitudine di gente che non sa neanche che sta facendo, sulle strade di montagna e sui sentieri si vede di tutto. Hai nominato le Dolomiti, ok, io sono trenta anni che ci vado in ferie, quello che si è iniziato a vedere dopo il Covid è qualcosa di assurdo, tra “escursionisti” e “biciclettari” ti invito ad andare a vedere le statistiche degli interventi di Soccorso Alpino, decuplicati (forse bisognerà iniziare a cercare i posti che dici te)
Comunque la cosa che più mi dà da pensare è il messaggio che si dà ai giovani con l’avvento indiscriminato dell’elettrico: – Tranquillo Ragazzo, non c’è bisogno di allenarsi, sudare e fare sacrifici, basta avere i soldi e anche in bicicletta puoi arrivare in cime al mondo!
E non mi venissero a dire:- così faccio un giro in bici con mio figlio!! Caro genitore lo puoi fare lo stesso, fagli fare meno km, ma insegnagli qualcosa, se ne sei capace!!
Ogni attività impatta sull’ambiente. Invece di pensare solo ai divieti sarebbe più sensato creare consapevolezza per il rispetto della natura e … delle persone
Perfettamente d’accordo con i norvegesi: chi sa andare in bici, in montagna e in fuoristrada in generale ci sa e ci può andare anche con una bici tradizionale. Troppi e-bikers invece sono ancora solo ciclisti novizi, oppure ormai troppo avanti con l’età, che non hanno tecnica ma che, proprio grazie alla bici, arrivano dove non dovrebbero in relazione alle loro capacità di guida, mettendo quindi in pericolo sé stessi e anche gli altri (pedoni) soprattutto nei percorsi in discesa.
Discorso simile anche per gli atleti, che con le e-bike potrebbero scendere ancora più velocemente, con conseguente aumento del pericolo in fase di incrocio con altri utenti, senza contare la maggiore usura che causano ai percorsi.
E-bike ottima per cicloturismo, per persone anziane e/o con difficoltà motorie/fisiologiche, per iniziare l’approccio al ciclismo e per il bike to work; per tutto il resto, a mio avviso è generalmente inutile/superflua.
Tralascio i commenti relativi alla vostra difesa/argomentazione sulla bontà delle e-bike, del tutto fuori luogo [ma la pensate davvero così?]
Alpe d’Huez, le piste di discesa per i MTB sono superbi toboga dove si può avere “fun” dopo avere usato le funivie per andare su. Non penso sbagliarmi in dicendo che l’acqua della pioggia le transformera in torrenti.
Caro luigi allora chiudiamo tutti gli alpeggi e impediamo alle mucche di muoversi per i prati che devastano tutto… anzi evitiamo anche di far andare gli escursionisti in montagna, in fondo i sentieri li ha creati l’uomo impattando sul territorio… e si sa che i maggiori tagli sui sentieri sono stati fatti da chi andando a piedi non ha tempo per farsi i tornanti mentre scende… torniamo al medioevo quando la montagna faceva paura
ps. prova ad andare nei sentieri in quota in VDA, o nelle valli semi isolate delle alpi piemontesi e conta le mtb che trovi sui sentieri… L’Italia montana non è solo Dolomiti
concordo con Luigi.
vietare le EMTB nei sentieri di montagna o dei Parchi naturali non ha alcun senso, innanzitutto perchè :
– le EMTB non emettono inquinanti e non creano eccessivi rumori molesti per la fauna selvatica,
– chi frequenta i sentieri di montagna facendo trekking o con EMTB, conosce bene i sentieri dove è possibile andare a piedi con gli scarponi e dove è possibile andare in EMTB o MTB, questo perchè ci sono sentieri in montagna che sono praticabili con gli scarponi ai piedi, ma impraticabili con EMTB o con MTB,
– gli utenti di EMTB sono generalmente utenti responsabili che vogliono usufruire dell’ambiente
naturale della montagna in modo sostenibile.
Condivido interamente il commento di Luigi, aggiungendo che lo sport e’ salutare e gratificante se e’ fatto con i muscoli e non con un motore a batteria. La conquista di una salita, anche piccola, ci da’ gli stimoli per cercare di superare noi stessi ed arrivare un po’ più in alto. Il sentiero del Ponale ad esmpio e’ ormai un’autostrada per e- bikes , dove le guide dei noleggiatori motivano persone che non stanno compiendo alcuno sforzo a resistere ( forse al vento contro ) e ad intasare posti che fino a ieri vedevano ciclisti veri di ogni livello incrociare sguardi sudati..
Certo il business e’ esploso, ma non esistono solo i soldi.
Esiste la natura, che deve essere alla portata di tutti.. coloro che la vivono con i propri mezzi
Il suolo nei boschi e sulle montagne è molto fragile essendo poco profondo e questo porta a deteriorarsi in modo irrimediabilmente con l’’attrito delle ruote, come ho già scritto da anni sul mio sito. Basta vedere i sentieri degli escursionisti dove mostrano degli scavi profondi e di lunghezze di centinaia di metri. Oltre a disturbare la fauna. Tutto qua.
Io sono tendenzialmente d’accordo con il Comitato Norvegese per il Traffico Motorizzato. Una bicicletta elettrica non é piu una bicicletta ma un mezzo a motore, anche se elettrico. Se l’obiettivo é preservare la natura e la sua fruizione sostenibile, ritengo sia molto opportuno un provvedimento di questo tipo. Inoltre muoversi in elettrico non significa essere “green”, anzi. Il ciclo di produzione delle batterie dall’estrazione delle materie prime fino alla batteria esausta, oltre alla produzione dell’energia elettrica hanno un’impronta ambientale per nulla “sostenibile”. Infine ritengo serva una regolamentazione piu severa anche per l’accesso alla montagna, cosi come a tutti gli ambienti sensibili, includono le città d’arte. Il semaforo per evitare affollamenti per i selfie in Liguria, cosi come le file per salire sull’Everest, la dicono lunga sull’approccio consumistico del turismo senza limiti.
io non ne farei solo un problema di e-bike ma regolamenterei per tutte le le bici l’accesso alla montagna,cominciando a vietarlo su quei sentieri che per le loro caratteristiche possono risentire di un’usura eccessiva,lasciandolo libero invece su stradelli, mulattiere e simili il cui fondo è più robusto
Da ciclo viaggiatore e stradista, ma anche escursionista e alpinista, sono pienamente d’accordo sul vietare i mezzi a motore sui sentieri di montagna, o in altre zone fragili: lasciamo alle comunità locali la possibilità di individuarle, a ragion veduta.
Per mezzi a motore, intendo tutti i mezzi che sono forniti di un qualsiasi tipo di motore, elettrico o endotermico, e-bike comprese, ovviamente.
Così come accetto che ci siano aree totalmente interdette al turismo (riserve integrali), o altre a numero chiuso, se la pressione antropica le può mettere in disequilibrio.
L’ambiente non può più essere al servizio dei nostri capricci.
Loro si che sono avanti, qui (in Sardegna) continuano a scorrazzare senza alcun limite moto da motocross e quad che di sicuro disturbano la fauna e rovinano le strade.
Con l’utilizzo di una MTB a pedalata assistita, ho avuto il piacere di riscoprire percorsi che da ragazzo facevo con la moto da enduro e che non ripercorrevo da tempo. Essendo non più giovanissimo, mi aiuta anche materialmente a superare difficoltà che solo gli atleti più allenati superano con la bici muscolare. Purtroppo è vero che certi percorsi presentano evidenti segni di “utilizzo intensivo dei mezzi”, ma appunto, parlo di mezzi, non solo di e-mtb, perché, a mio parere, più che l’utilizzo delle e-mtb, è l’utilizzo esasperato anche dal punto di vista agonistico dei mezzi, assistiti e non, che causa deterioramento dei sentieri (a volte ridotti ad un “passaggio ruota” senza nemmeno la possibilità di poter camminare in sicurezza) ed aumento di pericolosità per chi ci passeggia. Quindi, non sono favorevole ad una proposta come quella Norvegese, perché verrebbero penalizzate le categorie che meno “rovinano” e più avrebbero bisogno dei benefici della pedalata assistita, ma forse sarebbe il caso di individuare e delimitare percorsi e zone adibite all’uso più agonistico di tutti i mezzi, come già ci sono percorsi per downhill o bike-park. Chi va in bici, inoltre, dovrebbe avere il buon senso di rispettare l’ambiente come le norme di circolazione, ma si sa, il buon senso non puoi imporlo per legge…
Sono d’accordo con i norvegesi e con i commenti di chi mi ha preceduto. Tra l’altro, se è vero che l’e-bike è una valida alternativa all’auto, vediamo di incentivarne l’uso in ambienti urbani. Nelle poche zone “selvagge” continuiamo ad andare a piedi o con le vecchie muscolari.
Dove vivo io non è certo Norvegia, ma se il problema se lo sono posto i vichinghi il cui rapporto tra boschi/ densità abitanti non si può nemmeno paragonare, mi lo chiedo perchè noi caciaroni e omniscienti mediterranei non ce lo siamo minimamente posto. Dal canto mio, sono a favore della proposta vichinga, e lo dico da biker e trailbuilder. La E-mtb non è una mtb, non vedo perchè le si debba dare la possibilità di andare negli stessi posti. E’ un veicolo a motore con altre finalità , intenti e peculiarità. Se poi le industrie sfornano motociclette assistite dotate di pedivelle girevoli come le bici, e la legislazione (e sorveglianza che ne dovrebbe seguire ) non si adegua prendendone atto come stan invece facendo i vichinghi, non posso far altro che dar ragione agli ambientalisti bacchettoni che fanno di un erba un fascio e additano qualsiasi mezzo abbia 2 ruote mettendola sullo steso piano, finchè si passerà dal “tutto ci è concesso” al “più niente vi concediamo”. Mea culpa.
sicuramente la ebike nasce come strumento per cominciare ad usare meno la macchina e dare la possibilità a chi è meno allenato di macinare più km! detto ciò, bisogna valutare la realtà di ciò che sta accadendo! e purtroppo è sempre colpa dell’uso che se ne fa di uno strumento! io sono un’escursionista appassionato di trekking da tanti anni,e la differenza sui sentieri si vede e si sente! si trovano pedali,fanalini,catarifrangenti e pezzi vari che non so descrivere! quando sono in gruppo non parlano,urlano! li senti 10 minuti. prima che arrivino! questo xchè non fanno fatica,altrimenti farebbero silenzio! poi devi stare attento a non trovarti in mezzo quando arrivano xchè vanno forte!e questo vale anche x le bici normali in discesa! mi piaceva anche portare il cane,ma non posso più togliergli il guinzaglio xchè è un rischio! la stessa maleducazione la trovi anche tra chi va a piedi xchè l’immondizia e le urla sono anche le loro! quindi io penso che il bosco è la campagna debbano essere rispettati in questo senso! più umiltà e rispetto da parte di tutti! sono luoghi di silenzio e lentezza! se acceleriamo e facciamo casino anche lì, dove andiamo a meditare,a rilassarci. e a staccare la spina? siccome non sappiamo regolarci da soli,purtroppo,mi trovo favorevole al regolamento!
secondo me andrebbero limitate le bici o sentieri molto larghi, o meglio a percorsi appositi riservati ai cicli. Sicuramente a chi cammina su un sentiero non è affatto gradevole sentirsi sfrecciare accanto una E-bike,,, bikers che si sono i inventati tali, dalla moda delle E-bike, e spesso si lanciano in discesa su sentieri pericolosi a se, e pure agli ai pedoni.
secondo me andrebbero limitate le bici o sentieri molto larghi, o meglio a percorsi appositi riservati ai cicli. Sicuramente a chi cammina su un sentiero non è affatto gradevole sentirsi sfrecciare accanto una E-bike,,, bikers che si sono i inventati tali, dalla moda delle E-bike, e spesso si lanciano in discesa su sentieri pericolosi a se, e pure agli ai pedoni.
L’e-bike ha aiutato moltissimo la mia terza età, purtroppo nella mia città (Reggio Calabria)le piste ciclabili sono ridicole e impraticabili e invidio le zone dove i percorsi sono fatti molto bene e soprattutto sono rispettati sia dai ciclisti che dagli automobilisti
Sarebbe da considerare anche qui, una legge del genere, troppi incidenti a causa della gran quantità di gente che usa la mobilità semplificata oer raggiungere luoghi dove con la semplice muscolare non arriverebbe mai senza avere l’adeguata preparazione.
In discesa inoltre creano percorsi fuoristrada rovinando lo strato superficiale e favorendo il dilavamento del terreno con danni irreversibili.
Andrebbero creati circuiti appositi tipo down hill e non permetterne l’uso indiscriminato.
ne sarei molto felice… chi non ne ha non può.
al giro e tour oppure ad eventi come le olimpiadi non puoi doparti sei squalificato. quindi la natura la si lascia in pace…. tragitti ne è pieno il mondo. come lo stelvio ieri con oltre 22.000 partecipanti (con o senza l’assistenza), senza doverci entrare nel parco nazionale su tratti non prescritti.
poiché sempre più persone cercano l’adrenalina infischiandosene però di ciò che lasciano dietro a sé (rifiuti che al giro e tour purtroppo accade).
allo stelvio vi erano i cestini x rifiuti… ma anche qua vi era chi se ne fregava, così è pure con la natura in Norvegia o in altre parti del mondo.
a prescindere cosa decideranno, il valore dei parchi nazionali non salva il nostro ecosistema se è una bici assistita o no ma dell’educazione di ognuno di noi.
io? sono x il divieto, xchė posso andare a piedi, bici??? gli itinerari non mancano anzi già troppi.
A me sorprende di più il disappunto che emerge dall’articolo: per quale motivo dovremmo dare accesso illimitato a mezzi motorizzati in aree naturali protette o che si vuole proteggere e preservare limitando, per quanto possibile, la presenza umana? Sono assolutamente favorevole allo sviluppo e al sostegno della mobilità dolce, sia nelle città sia fuori. Però frequento molto anche la montagna e i parchi naturali per fare escursioni a piedi e per godere della natura e della tranquillità che solitamente si trova in questi luoghi e non posso non segnalare un aumento più o meno sregolato e indisciplinato di persone che si muovo in e-bike, cosa che sta creando non pochi problemi e pericoli.
Le e-bike sono mezzi motorizzati, le loro caratteristiche e prestazioni miglioreranno nel tempo e consentiranno sempre a più persone, anche non interessate all’attività fisica all’aria aperta, alla mobilità dolce o alla frequentazione di campagne parchi naturali e montagne, di raggiungere e invadere anche questi luoghi rompendo in modo definitivo lo spirito e l’atmosfera che vi si respira.
Anche questa volta, i paesi scandinavi hanno qualcosa di nuovo da insegnarci. Le battaglie che facciamo noi oggi in Italia sono quelle che loro facevano 20, 30 o 40 anni fa. Ricordiamoci anche di questa nuova iniziativa.
io vieterei le bici elettriche cioè quelle bici che non hanno bisogno della pedalata ma che si muovono solo premendo un pulsante.
Le bici con la pedalata assistita invece, aiutano, limitano lo sforzo però ti costringono sempre a pedalare perché vietarle?
Perché vietare a una persona di una certa età di andare in un prato e farsi una pedalata….. molto leggera… proporzionata, adatta alla sua età?
Buongiorno
da sempre gli ecosistemi sono tali proprio perché esiste un equilibrio che permette loro di rimanere come natura lì ha creati
Un conto è il passaggio di poche bici muscolari( che più sostenibili di così si muore), tutt’altro è l’ invasione di un numero spropositato di bici elettriche ( vogliamo parlare di come si fabbricano le batterie? )
Io ho 61 anni e ancora mi diverto a pedalare, quando un giorno il corpo mi dirà di smettere farò delle belle passeggiate.Questo è rispetto per la natura.
Mi fa piacere che con le e bike tanta gente scopra lo sport all’ aria libera, ma non a tutti i costi
Saluti Mario
Non sono solito lasciare commenti ma, in questo caso mi sono sentito di voler partecipare alla riflessione.
Sono un felice possessore ed utilizzatore di Mtb-e ed approdo a questo mondo dopo anni di fuoristrada in moto, purtroppo ultimamente noto delle similitudini che hanno portato ai numerosi e per lo più giusti divieti di circolazione per le moto.
La mancanza di educazione e/o conoscenza delle regole di comportamento in dei territori che vedono l’utilizzo e la convivenza di varie tipologie di appassionati e che dovrebbero avere tutte il fine ultimo della salvaguardia di quei luoghi.
nel rispetto di quanto da lei è stato scritto, credo che non capire che non è una politica contro le ebike, qualsiasi essa sia, significa essere veramente miopi. Sono un ciclista di vecchissima data e un amante della montagna; negli ultimi anni l’invasione delle eMtb sui sentieri di montagna, con gente che non ha alcun rispetto ne della gente che cammina ne tanto meno della natura e degli animali che li circonda, è insostenibile. Ripeto, questa è la mia opinione da amante della bici e della natura, ma soprattutto da chi è fermamente convinto che non tutto deve essere o può essere consentito
Precisazione:
la cit di Rigoni Stern, rintracciabile in occasione del conferimento della laurea honoris causa UniPD 1998 è: “Il bosco è sì il bene di tutti, ma non è da tutti.”
Mi scuso per imprecisione
Buongiorno, premetto che non ho vis polemica e propongo “laicamente” il mio punto di vista (che però è abbastanza netto). Non faccio crociate e sono pronto al dialogo.
Beh, io sarei a favore della misura.
Sono un camminatore in montagna e penso che sia giusto discriminare tra mezzi motorizzati tutti e non motorizzati. Se un’e-bike mi sfreccia a fianco a 20 km/h in salita su un sentiero:
1)non è “fair”;
2)rende l’accesso all’area libero a tutti, ma rimane solo la variabile del censo (sono strumenti dispendiosetti);
3)quando, grazie alla batteria potente, hanno conquistato la vetta, anche conducenti inesperte/i si catapultano a grande velocità con cancelli che assomigliano più a moto da cross che a biciclette.
In definitiva, sorvolando sul fatto che non bruciano benzina e non fanno rumore, sono comunque mezzi motorizzati e come tali andrebbero trattati.
Sono favorevole a individuare percorsi specifici, come per i quad e le moto da enduro/cross/trial.
Citando il monumentale Mario Rigoni Stern: “il bosco è di tutti, ma non è per tutti”.
Ergo, se vuoi goderti una discesa a capofitto su un pendio alpino, devi prima essertela guadagnata con le tue forze, se no sei come uno sciatore di fuoripista che sale in elicottero.
Altrimenti vai in un resort, paghi la seggiovia estiva, carichi la bici e te ne stai dentro i percorsi previsti.
Tra un po’ ci sarà l’imbottigliamento di bici nei boschi e le
Code chilometriche . Sono più che d’accordo di vietare il traffico di bici elettriche nei boschi in tutta Europa.
Usare mezzi di svago non inqiunanti o meno impattanti é la strada giusta per evolverci . Aborro yaght, mezzi a petrolio, altri con impatto devastante sull’ambiente.
Cosa si vuole tutelare? L’ambiente dove si va a pedalare o il business? E ogni contesto naturale deve essere per forza accessibile a tutti? Con ebike o senza?
Sono sempre 30anni avanti a tutti i norvegesi, e ne hanno piena ragione,la bici è fatta per andare su strade,strade bianche che o forestali ma non su sentieri,special modo in montagna, dove li si va a piedi sui sentieri adatti a questo scopo,senza creare imbarazzo a chi cammina a piedi, costretti il più delle volte a lasciar il passo a tali bici il più gente inesperta e spesso cafona!
Trovo giusto che si cominci a prendere in considerazione l’idea di bloccare l’utilizzo delle ebike in certi contesti e auspico che si comincino ad aprire gli occhi anche in altre nazioni.
Non solo dove si arriverebbe con le auto si spingono le ebike ,ma soprattutto dove si arriverebbe solo a piedi ,e questa è la realta.
Bici che sembrano piu piccole moto, con copertoni di almeno tre pollici di diametro , con una massa che alle velocita che raggiungono diventano pericolose ed invadenti ,lasciando profondi solchi nei sentieri.
In quanto alla sostenibilita delle Ebike, vorrei ricordare che è un mezzo consumistico , sia per la continua evoluzione dei motori,sempre piu potenti ,sia per quella delle batterie ,che spingono ad un continuo rinnovamento nel giro di pochi anni dall’acquisto.
Niente a che vedere con una bicicletta.
Ci sentiremo tra qualche anno ,quando la spinta ad accaparrarsi il litio che serve per le batterie avra scatenato la distruzione delle aree dove questo è presente ,basti vedere quello che sta adesso accadendo in Serbia ,uno dei maggiori siti di questo materiale in Europa.
Ben venga la Ebike , penso all’uso intelligente di migliaia di persone che possono cosi utilizzarle per turismo, le cargo bike che avendo la pedalata assistita possono portare piu carico e sostiture lo spostamento di merci nelle citta ecc…
Quello però che trovo sbagliato è metterle su di un piedistallo come fossero la medicina per guarire il mondo dal disastro ambientale ,quando invece è solo un mero pretesto commerciale per vendere un prodotto.
E trovo sbagliato ,profondamente sbagliato prendere posizione contro che cerca di regolamentarne giustamente un certo uso.
La natura non è un Luna Park.
Pubbliciziamo la bicicletta ,la vera bicicletta a propulsione umana ,quella sostenibile perche puoi comprartene una a venti anni ed utilizzarla ancora quando ne avrai cinquanta.
Quella si ,sostenibile .
basta che non ne vengano a conoscenza le migliaia di inutili polituccoli nostrani a caccia di un momento di notorietà.
Finalmente qualche paese con un po’ di cervello, stanno rovinando tutti i sentieri e poi sono pericolose per che fa trekking, sfrecciano come se fossero in pista, se vuoi andar x boschi ci vai a piedi, punto.
Sono utilizzatore di emtb da 17 anni ed ho sempre fatto il possibile per non lasciare segno del mio passaggio. Purtroppo, vista la diffusione attuale delle emtb, il loro utilizzo di massa, da troppi che hanno come unico fine la prestazione o lo scimmiottare i campioni, producendo forte degrado sui sentieri, non posso che essere d’accordo con chi vuole limitare, o vietare, il loro utilizzo su certi percorsi. È già successo con le moto da enduro, che hanno scavato troppi sentieri tanto da distruggerli, non c’è da biasimare, ma da elogiare, chi memore di tali accadimenti, mette le mani avanti e tenta di prevenire. E non si parli di soluzioni atte a diffondere la cultura del rispetto, tutte cazzate. La stragrande maggioranza dei nuovi utilizzatori di ebike lo è per moda; gli importa assai del luogo dove la utilizzano, forse neanche si accorgono di quanto li circonda. L’importante è il partecipare alla moda, la prestazione, il gusto di una bella derapata o di passare in sella dove sarebbe meglio scendere per non far franare tutto.
La proposta di divieto Ebike su sentieri è giusta e ne condivido le motivazioni. Per la mia esperienza pluri decennale e diretta ho constatato l’aumento vertiginoso di frequentatori con Ebike su tutti i tipi di sentieri, mulattiere, stradine ecc., hanno aumentato l’erosione del suolo, disturbato la fauna e snaturato molti ambienti.
la legge sembra voler definire delle ciclabili dedicate alle ebike ma limitare l’accesso delle stesse in aree più delicate dal punto di vista naturalistico. una ebike ha lo stesso impatto sul terreno di una moto, visto che anche i pneumatici hanno raggiunto dimensioni simili. Limitare quindi il libero accesso ovunque specie ad utenti totalmente inesperte ed impreparate dal punto di vista atletico, non ci vedo nulla di male. anzi, appunto per preservare ecosistemi resi ancora più fragili dal cambiamento climatico bisognerebbe limitare l’impatto che questi mezzi ludici hanno sul territorio.
Mi sembra assurdo! Finalmente grazie alle e-bike, molte persone si avvicinano alla natura e decidono di fare fuoristrada raggiungendo posti e vedendo scorci della natura che mai avrebbero potuto vedere.
Probabilmente in Norvegia le esigenze sono diverse rispetto ad altre nazioni europee che non vivono questa problematica.
Io sono d’accordo. La grande diffusione di questi mezzi ha un grande impatto in certe aree: le colline boschive vengono spesso devastate da un uso spregiudicatamente ludico ed irrispettoso di questi pseudo-ciclisti che usano le e-bike come moto da cross, creando piste e percorsi OR a scapito della natura, dei pedoni e ciclisti muscolari e della fauna boschiva. Come per tutte le attività umane lasciare ingestite le cose sperando in un buonsenso che spesso non c’è è una pessima idea. Che le e-bike possano essere una soluzione ali problemi di mobilità urbana posso anche essere d’accordo, ma i boschi e i monti lasciamoli protetti! È stato vietato tutto ai.mezzi a motore, anche le e-bike lo sono e sono troppo spesso male utilizzare da gente priva di buonsenso ed educazione che le usa con spregiudicatezza a fini ludici.
Sbagliata questa legge, i sentieri di montagna nn si rovinano con le e-bike. Togliere anche questa possibilità di evasione dal caos cittadino ai più consentendo di fare attività fisica è scellerata. La natura è grandiosa,sa difendersi da sola. Non c’è nessun pericolo. Il pericolo è nel cervello di questi pseudo ambientalisti estremi che credo nn hanno mai messo piede in un bosco.
Penso che la proposta di legge norvegese, sia lungimirante e perfettamente giustificabile.
credo che i politici pretestuosamente , non sapendo come affrontare problematiche climatiche ben più importanti delle e-bike , che riguardano il cambiamento climatico , se la prendano con l anello più debole della filiera della mobilità, debole di una struttura finanziaria forse ma non nei suoi propositi di sostenibilità ambientale nella quale primeggia e spero aumenti nei suoi numeri
Follia pura si sono cotti il cervello
Non si parla di vietare le Ebyke ovunque ,ma nei sentieri montani !! Dove c’è contrasto con gli escursionisti pedoni ,che devono soccombere alla prepotenza dei bikers!! ( Io sono nato sulla bici,poi dall ‘ 85 sempre sulla MTB )
conosco il problema e penso che sia ora di regolamentare il settore!!!!
le nostre montagne non possono diventare una Disneyland di piste per le due ruote !!
Basta ,anteporre gli interessi economici ,alla difesa della natura !!
La Ratio ? una derapata in discesa di un Biker vale almeno il passaggio di 100 pedoni ad esempio!!!
Questo per il degrado sentieri ed erosione versanti !!!
Ma certo conta di più vendere 4 panini in più !!!
Zaccaria Domenico
4 Brevetti MTB
e Trek Leader
Saluti
E vi lamentate? Alle e-bike vogliono vietare solo alcune zone molto sensibili, però continuano a non avere l’obbligo del casco,della targa,delle frecce, dell’assicurazione ecc.In più possono viaggiare su tutte le strade tranne auto e superstrade; pensate cosa sta succedendo invece ai poveri monopattini elettrici!
Sono i più grandi produttori di petrolio in Europa
( 3mln al giorno) e fanno i radical chic ambientali nei loro territori
Speriamo ne approvino una anche in italia!
buona sera:
anch’io la penso come i norvegesi. le e-bike sono dei piccoli trial , più leggeri ma con ruote di dimensioni più grandi di una normale montan bike. In Italia si stanno attrezzando dei sentieri di montagna con l’utilizzo di piccoli escavatori per poter far utilizzare le E-bike. Ed è sbagliato perché alla fine questi percorsi nel giro di pochi anni si trasformano in piccoli ruscelli ,quando piove, poi franano e pochi comuni ne curano la manutenzione.
le e-bike hanno consentito a troppa gente incapace di andare dappertutto, anche in posti dove con le loro forze non potrebbero mai arrivare. Le e bike sono più pesanti e potenti e rovinano i sentieri quasi come le moto. Non è vero che consentono l’accesso a luoghi altrimenti accessibili solo con mezzi a motore, perché una volta, e ancora adesso, esistevano le biciclette, nel nostro caso mountain bike. Se volete andare in luoghi inaccessibili andateci con le vostre forze, andateci in MTB
Ci ho già pensato frequentando con la mia gravel muscolare certi percorsi a Madonna di Campiglio.Nel senso che l’utilizzo di tali mezzi in percorsi frequentati da pedoni o ranner e da ciclisti con bici muscolare crea qualche problema soprattutto perché molti affittano le e Bike senza avere un minimo di esperienza tecnica e più volte ho rischiato di essere investito,mentre salivo,da ciclisti con e Bike che in discesa non riuscivano a controllare il mezzo.Parliamo di mezzi molto diversi e le e Bike ormai somigliano più a motorini che a bici e devono essere usati da persone con un minimo di esperienza ed anche buon senso ed educazione.Avere uno che ti chiede strada dietro al doppio della tua velocità rischiando di farti cadere non è il massimo.
sono pienamente d’accordo rovinano tutti i sentieri ed il sottobosco