Il Duemila più selvaggio che possiate scalare in bici in Italia si chiama Colle Fauniera, un colle di 2481 metri che il Giro d’Italia ha scollinato soltanto nel 1999, in una tappa resa leggendaria dall’attacco in salita di Marco Pantani, ma soprattutto dalla discesa “a tomba aperta” di Paolo Savoldelli, vincitore di tappa a Borgo San Dalmazzo.
Il Giro d’Italia non è più tornato su questa terribile salita che è divenuta, negli ultimi due decenni, un punto fisso della Granfondo La Fausto Coppi che si disputa l’ultima domenica di giugno.
Perché scalare i tre versanti del Colle Fauniera?
C’è una buona ragione per scalare ognuno dei tre versanti di questa iconica ascesa, il cui toponimo originale Colle dei Morti è stato sostituito dal più rassicurante nome della cima che lo sovrasta.
La salita dalla Val Maira è la più boscosa, la meno frequentata, quella con l’attacco più ostico. Il versante della Valle Grana è il più impegnativo, quello più frequentato e più spettacolare dal punto di vista paesaggistico. Il lato della Valle Stura è il più caldo, il più esposto e quello con le maggiori variazioni di pendenza.
Il minimo comun denominatore che rende questa salita uno dei luoghi più selvaggi d’Italia in cui praticare ciclismo su strada è la totale assenza di centri abitati sopra la curva di livello di 1800 metri. Gli unici insediamenti umani al di sopra di questa quota sono i rifugi Valanghe, Fauniera e Carbonetto e gli alpeggi situati sui tre diversi versanti. Ogni estate i tre versanti del colle vengono chiusi al traffico motorizzato in occasione dei due appuntamenti di Scalate leggendarie.
Colle Fauniera in bici: il versante nord della Val Maira

L’attacco del versante della Val Maira avviene da Ponte Marmora, località che si può raggiungere percorrendo i 26 chilometri del tortuoso fondovalle che inizia a Dronero oppure arrivando dalla discesa del vicino Colle di Sampeyre.
I primi 4 km di ascesa che conducono alla frazione Vernetti hanno una pendenza media del 6% e si sviluppano su di un tratto ombreggiato. Superato questo centro abitato inizia il segmento della salita che si sviluppa nelle borgate di Marmora alternando tratti impegnativi con momenti di respiro. Dopo 9,3 km si raggiunge la frazione di Tolosano, ultima occasione per riempire la propria borraccia. Da qui inizia un tratto di 5 km in mezzo alla conifere caratterizzato da rampe secche e improvvise che incattiviscono la già impegnativa salita al Colle Fauniera, su tutte quella al 20% che dura fortunatamente poche decine di metri.
Al Gias Lauset il bosco si dirada lasciando spazio ai prati d’alta quota. È qui che d’estate inizia a sentirsi il fischio delle marmotte. Poco prima dei 2373 metri del Colle di Esischie la pendenza torna al 10%. Dopo questo passo intermedio mancano alla cima 1500 metri al 7%. Giunti in quota sono due i punti in cui scattare una foto ricordo: il cartello del colle e il monumento dedicato a Marco Pantani.

In breve
L’ascesa dalla Valle Maira è lunga 21,5 km ha un dislivello di 1537 metri e una pendenza media del 7,1%.
Colle Fauniera in bici: il versante est della Valle Grana
In virtù del passaggio del Giro d’Italia 1999 e della Granfondo La Fausto Coppi, il versante orientale della Valle Grana è tradizionalmente il più frequentato dai ciclisti. Nel 2022, la prima volta che ho preso parte alla Scalata leggendaria del Fauniera, per esempio, il 45% dei ciclisti è salito dalla Valle Grana, il 28% dalla Valle Stura e il 27% dalla Val Maira.
L’ascesa orientale inizia a Pradleves e nei primi 5 km è piuttosto pedalabile, con pendenze che oscillano fra il 2 e il 4%. La strada è ampia e totalmente ombreggiata nelle prime ore del mattino. Le difficoltà iniziano quando si arriva a Campomolino. Qui le pendenze si impennano al 10% e rimangono in doppia cifra per 6 chilometri, fino ai 1800 metri del Santuario di San Magno.

La pendenza massima del versante est è una rampa al 15% in prossimità del Santuario di San Bernardo di Mentone che precede il passaggio dalla frazione Chiotti.
Lasciato alle spalle il Santuario di San Magno, la strada si fa più stretta e la vegetazione sparisce. A 6 km dalla vetta le pendenze tornano al 10%. Superato un piccolo ponte la strada sale rettilinea al 13% per un chilometro.
Una volta superato questo tratto ci si può dedicare alla contemplazione di una montagna talmente incontaminata da essere meta degli astrofili di tutta Europa per la totale assenza di inquinamento luminoso. La parte alta della Valle Grana è infatti considerato un santuario dei cieli bui, un luogo ideale per poter scrutare il cielo senza l’interferenza dell’illuminazione artificiale.
Dettagli tecnici delle ultime pendenze
Dal punto di vista tecnico, le pendenze diventano più miti: 9% nel chilometro che precede il Rifugio Fauniera, 8% in quello seguente che conduce al bivio per il Colle di Esischie, 7% in quello che prosegue verso il Fauniera.
L’epilogo – condiviso con la salita dalla Val Maira – è ancora più pedalabile e dà modo di godersi un panorama superbo di rocce e prati dove, con un po’ di fortuna, si possono incrociare degli stambecchi al pascolo.
In breve
L’ascesa dalla Valle Grana è lunga 21,7 km ha un dislivello di 1659 metri e una pendenza media del 7,6%.
Colle Fauniera in bici: il versante sud della Valle Stura
Il più lungo di tre versanti che conducono in vetta al Colle Fauniera è quello meridionale: fra la partenza dai 790 metri di Demonte e la vetta ci sono 1691 metri di dislivello con una pendenza media del 7,2%. Nelle giornate estive l’ascesa da sud è molto calda è quindi consigliabile iniziare la salita nelle prime ore del mattino.
Nei primi 5 chilometri, totalmente esposti al sole, si attraversano le borgate di Genet, Fedio Sottano, Fedio Massolo e San Maurizio con pendenze che oscillano fra il 5% e il 7%, eccezion fatta per il quarto chilometro che si sviluppa con un falsopiano all’1%.

I successivi 5 chilometri alternano tratti ombreggiati ed esposti al sole, così come falsipiani e segmenti al 10%. In questa fase la strada attraversa le frazioni di Trinità, Morier, Tomengh e San Giacomo. Una volta lasciati alle spalle questi piccoli centri abitati, inizia la fase più impegnativa dell’ascesa, quella che conduce al Rifugio Carbonetto: 7 km in cui gli alberi diventano sempre più rarefatti fino a scomparire e le pendenze si fanno sempre più impegnative fino a toccare una punta massima del 14%.
Il Rifugio Carbonetto e gli ultimi chilometri
Il Rifugio Carbonetto, situato a 17 km dalla partenza e a 8 km dall’arrivo, propone un’ottima cucina ed è davvero il luogo ideale per una pausa. C’è anche una fontana in cui è possibile rabboccare la propria borraccia.

Si entra nello splendido Vallone dell’Arma. Lunghi rettilinei con una pendenza costantemente al 9% caratterizzano l’avvicinamento al groviglio di tornanti che precede il Colle Valcavera, una bocca intermedia dove la strada finalmente spiana e ci si può guardare intorno, godendo di un panorama mozzafiato. I due chilometri restanti sono una pura formalità.
Per arrivare al Colle Fauniera, dunque, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Da metà giugno a fine settembre è una delle salite più autentiche e sfidanti che si possano scalare in Italia.











Descrizione esaustiva. Consiglio: in che ordine scaleresti e tre versanti in un unico giro?