Lo spopolamento avvenuto nella seconda parte del secolo scorso e la lontananza dalla rete autostradale hanno consentito alle valli cuneesi di preservare quella wilderness che rappresenta una potente calamita per tutti quei ciclisti che amano scalate solitarie in luoghi appartati e privi del costante viavai dei mezzi motorizzati. Fra le salite della Provincia Granda, una delle più affascinanti è il Colle di Sampeyre, valico di 2284 metri che consente il passaggio fra le valli Varaita e Maira.
Sono oltre due decenni che il Giro d’Italia non transita sul Colle di Sampeyre: sia nel 1995 che nel 2003 la scalata avvenne dal versante meridionale della Val Maira con epilogo, rispettivamente, a Pontechianale e Chianale, in Valle Varaita. Come altri colli della Provincia di Cuneo, anche il Sampeyre viene chiuso al traffico motorizzato nell’ambito delle Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso. Nel 2025 la chiusura avverrà martedì 8 luglio, dalle ore 8 alle ore 13.

Colle di Sampeyre da Stroppo: il versante della Val Maira
La Val Maira è considerata una delle più selvagge d’Europa, tanto da essere stata inserita dalla CNN in una short list dei 23 migliori itinerari escursionistici del Pianeta. Se d’estate le sue strade e i suoi sentieri vengono battuti dai turisti e dai pastori che salgono in quota con mandrie e greggi, nel resto dell’anno la popolazione residente si riduce a poche migliaia di abitanti, meno di 1600 nei dieci comuni della media e alta valle.
L’attacco della salita avviene a Stroppo, quando si abbandona la SP422 per imboccare la SP335. In passato l’ascesa era possibile dalla SP104 che presentava suggestivi passaggi fra gole e gallerie, ma alcune frane hanno reso impraticabile questa variante. L’ascesa meridionale inizia a quota 954 metri, presenta un dislivello di 1375 metri e una pendenza media del 7,6% lungo i suoi 17,7 km di percorso.

Affrontare la salita
L’ascesa si può dividere in quattro segmenti: l’attacco, la tregua, la pineta e i prati. I primi 5 chilometri della salita, quelli che conducono a Cucchiales, sono molto esigenti con una pendenza media del 9,4%.
Dopo un chilometro e mezzo di ascesa si arriva a Paschero, piccola frazione in cui spicca la chiesa di San Giovanni Battista. Poche centinaia di metri e si transita davanti alla chiesa di San Peyre. Se affrontato nelle ore centrali di una giornata estiva, l’attacco del versante meridionale può risultare molto caldo. A partire dal terzo chilometro si entra in una zona ombreggiata che si prolunga per una decina di chilometri.
Raggiunta Cucchiales, con una breve discesa, inizia un tratto di 3 km nel quale la pendenza media è del 2,5%. Si tratta di una vera e propria tregua prima di entrare nella pineta, il segmento più impegnativo dell’ascesa meridionale del Sampeyre. La frazione di San Martino Superiore è una sorta di spartiacque fra le latifoglie e le aghifoglie.
Dopo la pineta, i prati
È proprio all’uscita di quest’ultimo centro abitato che si incontra la pendenza massima dell’intera ascesa: 12,7%. Una sequenza di quattro tornanti in rapida successione segna il termine di questo tratto di pineta molto suggestivo. Sulla destra lo sguardo si apre sul Vallone di Elva, caratteristico borgo occitano raggiungibile scollinando ai 1925 metri del Colle della Cavallina che si trova a 4 km dalla sommità del Sampeyre. A Elva si trova la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, chiesa in stile romanico che custodisce la crocifissione e i dipinti situati nel presbiterio del pittore fiammingo Hans Clemer. Da molti considerata come la “cappella Sistina delle Alpi”, questa chiesa merita la discesa di 3 km e il successivo supplemento di fatica per tornare al Colle della Cavallina.

Raggiungendo questo colle intermedio da Stroppo, la deviazione per la sommità del Sampeyre è una decisa inversione a U. Inizia l’ultimo tratto, quello dei prati. Nelle giornate estive l’incontro con le marmotte è la norma. Negli ultimi 4 km la pendenza media è dell’8,8%. Lo sguardo è catturato dal magnifico Vallone di Elva e dalle cime del Monte Chersogno e del Pelvo d’Elva. Soltanto nell’ultimo mezzo chilometro le pendenze si attenuano scendendo al 7%. Meteo permettendo in cima si può ammirare la vetta del Monviso.
Colle di Sampeyre da Sampeyre: il versante della Valle Varaita

Grazie a un grande lavoro di asfaltatura effettuato sul versante settentrionale, il Colle di Sampeyre è tornato a essere frequentato dai ciclisti anche dal lato della Valle Varaita. Da quota 959 metri si arriva in cima colmando un gap altimetrico di 1134 metri in 15,7 km, con una pendenza media dell’8,4%.
Rispetto all’altro versante, il lato settentrionale del Colle di Sampeyre è decisamente omogeneo. Non ci sono segmenti nei quali tirare il fiato, né tratti in contropendenza. Le due punte massime di pendenza al 12% sono situate nei primi due chilometri.
La maggior parte dell’ascesa si sviluppa all’interno di una foresta, non è un caso che la Valle Varaita sia anche nota come la Valle Smeraldina in virtù della sua notevole boscosità. Questa caratteristica rende decisamente piacevole la scalata anche nelle giornate più torride. Nella prima parte dell’ascesa la vegetazione si dirada solamente in prossimità delle borgate Sodani, Sant’Anna e Grangiasse e di Meira Graneri.
Al Pian delle Baracche, intorno a quota 2000 metri, la vegetazione scompare lasciando intravvedere il punto d’arrivo e la maestosa sagoma del Monviso.

L’epilogo è perfettamente speculare a quello del lato opposto, con una pendenza del 9% che scende al 7,5% nell’ultimo mezzo chilometro.
Percorribile in bici da giugno a ottobre, il Colle di Sampeyre è uno dei Duemila meno conosciuti delle Alpi Occidentali, ma c’è da scommettere che il reinserimento nel percorso della Granfondo La Fausto Coppi Generali e il numero crescente di confratelli de Les Sept Majeurs contribuiranno a farlo riscoprire ben oltre i confini nazionali.





















Grazie x l’articolo dettagliato ed esaustivo!
L’ho percorso in mtb lungo la strada dei cannoni ed ho intenzione di rifarla visto che è stata ripristinata per scendere poi a Sanpeire… Uno spettacolo impagabile, colmo di emozioni! Grazie
Da dove inizia la strada dei cannoni? Grazie
ascesa da Sampeyre bellissima omogenea e con un panorama mozzafiato.
da rifare al più preso
Fatto più volte. Io lo utilizzo x fare la strada dei cannoni, che ora è finalmente rifatta nel fondo . Ottimo anello x grave e x e-mtb !!!