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Torino: approvata proposta a sostegno del bike leasing aziendale

Torino: approvata proposta a sostegno del bike leasing aziendale

Nelle nostre città, la rivoluzione della mobilità ciclistica non si gioca solo sulle infrastrutture, ma passa anche dalle scelte quotidiane dei pendolari e, soprattutto, dai pacchetti di welfare delle aziende. Un segnale forte in questa direzione arriva da Torino, dove il Consiglio della Circoscrizione 3 ha recentemente approvato, quasi all’unanimità (con la sola astensione della Lega), un Ordine del Giorno che punta sullo sviluppo delle flotte di ebike aziendali.

Il contesto: tante piste ciclabili, ma l’aria resta pesante

Il capoluogo piemontese negli ultimi anni ha dato un forte impulso alla ciclabilità: oggi conta 290 km di percorsi ciclabili, un aumento del 45% rispetto al 2019. Entro fine 2026 si prevedono ulteriori 50 km per arrivare a una rete complessiva di 340 km.

Eppure, tutto questo non basta. Nonostante l’adesione al Climate City Contract europeo, l’ultimo rapporto di ARPA Piemonte conferma che Torino continua a superare i valori limite per inquinanti critici come PM10, biossido di azoto e ozono, con il traffico stradale come principale responsabile. Le conseguenze sono drammatiche: le stime parlano di oltre 6.000 decessi annui nelle principali città italiane legati all’esposizione al particolato fine PM2.5, con Torino tra i centri più colpiti.

Agire sugli spostamenti casa-lavoro, che sono flussi pendolari prevedibili e ricorrenti, diventa quindi un’arma fondamentale. E qui entra in gioco il Corporate Bike Leasing.

La proposta approvata: noleggio, riscatto e supporto fiscale

Il documento, primo firmatario il consigliere Domenico De Leonardis, impegna il Sindaco e la Giunta di Torino a promuovere, per le aziende e gli enti pubblici del territorio, formule di noleggio a lungo termine di ebike con possibilità di riscatto finale da parte del dipendente. L’idea è equiparare questi incentivi a quelli già ampiamente diffusi per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale.

L’Ordine del Giorno non si limita alle dichiarazioni di intenti, ma delinea un piano d’azione molto pratico:

  • Creare un servizio di supporto: l’istituzione di uno sportello dedicato ai Mobility Manager e ai responsabili delle Risorse Umane, che fornisca schede pratiche sui modelli di corporate bike sharing e sulle opportunità fiscali attuali.
  • Avviare un piano pilota: coinvolgere enti pubblici strategici (come ASL, ARPA, e Università) per far partire una sperimentazione di ebike aziendali con riscatto, integrando queste soluzioni nei Piani di Mobilità Aziendale.
  • Infrastrutture mirate: aggiornare il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) per garantire colonnine di ricarica e parcheggi sicuri vicino alle principali sedi lavorative, con un focus speciale proprio sui quartieri ad alta densità produttiva della Circoscrizione 3.

La fattibilità di questa misura poggia su un tassello fondamentale e poco conosciuto del fisco italiano: la recente Risposta n. 41 del 16 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate. Questa ha chiarito che i costi di leasing per le ebike inserite nei piani di welfare sono totalmente deducibili ai fini IRES per le aziende. Inoltre, per il dipendente, il mezzo non fa cumulo sul reddito imponibile se viene utilizzato per almeno il 30% degli spostamenti casa-lavoro.

Focus ➡️ Scarica la proposta per lo sviluppo del bike leasing aziendale a Torino

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“Rimuovere le discriminazioni e cambiare passo”

A margine dell’approvazione del documento, il consigliere De Leonardis sintetizza così l’obiettivo politico e culturale della misura: “Questo ordine del giorno mira a rimuovere una discriminazione nelle poche politiche di mobility management nostrane: i budget che sono utilizzati da aziende ed enti pubblici per promuovere il trasporto pubblico siano utilizzati anche proattivamente per promuovere forme di prova-noleggio-riscatto dei lavoratori che vogliono provare forme nuove di mobilità casa lavoro come le bici a pedalata assistita. Certo sarebbe auspicabile una politica più proattiva da parte degli enti come regioni e città metropolitane rendendo questa misura strutturale con risorse aggiuntive soprattutto nelle regioni più inquinate come la pianura padana dov’è urgente un cambio di passo in favore della mobilità dolce”.

Un modello che guarda all’Europa e chiama in causa Roma

La strada tracciata da Torino ricalca i successi dei nostri vicini. In Francia, il “vélo de fonction” ha letteralmente raddoppiato in tre anni la quota di bici aziendali grazie ad agevolazioni per il recupero dell’IVA. In Germania, dal 2018 le flotte in leasing fornite ai dipendenti sono detassate e colossi come Bosch o Deutsche Bahn permettono ai propri dipendenti di risparmiare fino al 40% sul prezzo di acquisto di un’ebike.

Questa iniziativa torinese si inserisce in un dibattito nazionale che sta finalmente prendendo quota. Come vi abbiamo raccontato recentemente, proprio in questi giorni alla Camera dei Deputati è in fase di elaborazione una proposta di legge bipartisan sul Corporate Bike Leasing. Oggi in Italia lo strumento fiscale teoricamente esiste, ma tutto il peso amministrativo e il rischio ricadono sui datori di lavoro, tenendo l’adozione al palo.

L’impulso locale di Torino e l’attesa normativa nazionale potrebbero presto allinearsi. Solo alleggerendo la burocrazia per le imprese e rendendo strutturali questi fondi potremo finalmente trasformare il tragitto casa-lavoro degli italiani: meno stress nel traffico e zero emissioni grazie a una buona bici a pedalata assistita messa a disposizione dall’azienda.

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