Abruzzo in bici: il Piccolo Tibet fra la Piana di Navelli e Campo Imperatore
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Abruzzo in bici: il Piccolo Tibet fra la Piana di Navelli e Campo Imperatore

Abruzzo, Italia, Itinerari • di

E’ incredibile la varietà di panorami che si possono trovare in Italia. Spiagge, città d’arte, montagne: non manca nulla. Il percorso (o meglio, i percorsi) che presentiamo in questo articolo vanno ad esplorare uno dei paesaggi montani più particolari che si possano trovare negli Appennini: il “piccolo Tibet” di Campo Imperatore, partendo dalla piana di Navelli.

Prima di tutto un po’ di geografia: ci troviamo in Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso, la cima più elevata degli Appennini, con i 2912 metri del suo Corno Grande. A sud est della vetta si trova un grande altopiano, Campo Imperatore, con un’altitudine variabile fra i 2100 e i 1400 metri circa. Campo Imperatore è collegato, tramite una serie di piccole valli ed elevazioni, alla Piana di Navelli, un grande altopiano a sud-est della Conca Aquilana. Fra queste bellezze naturali, anche dei borghi che sono dei gioielli storici: Calascio con la sua Rocca, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio. Com’è facile intuire, pedalare da queste parti vuol dire avere a che fare con le salite; per esplorare queste zone vi proponiamo quindi tre percorsi di difficoltà crescente. E’ possibile comprendere meglio la geografia della zona guardando questa immagine (cliccare per ingrandire), dove sono evidenziati gli elementi nominati finora:

Mappa Campo Imperatore in bici

In verde il percorso facile, in arancione il medio, in rosso il difficile

Tutti e tre i percorsi sono ad anello: partono e arrivano nella piana di Navelli. Salendo di difficoltà, l’anello viene gradualmente ampliato, fino a raggiungere il punto più alto di Campo Imperatore, dove si trova il famoso albergo, con il percorso “rosso”. Il modo migliore per raggiungere il punto di partenza è il treno, sfruttando la stazione di San Demetrio Ne’ Vestini. Dato l’impegno fisico richiesto, il consiglio è di arrivare nel pomeriggio con il treno, pernottare in loco, e partire di buon’ora il mattino dopo, riposati e con tutta la giornata davanti per poter pedalare con calma. In questo modo il percorso facile può essere compiuto in giornata senza troppi problemi da chi ha un minimo di allenamento; per i percorsi medio e difficile consigliamo di prevedere una tappa intermedia, anche per poter dedicare il tempo necessario alla visita dei vari borghi che si incontrano lungo la via.

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Osteria della Posta, Poggio Picenze

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Si pedala sempre lungo strade asfaltate aperte al traffico automobilistico. La zona è nota ai turisti, e per questo è meglio evitare i periodi e le giornate di maggiore afflusso; l’ideale sarebbe pedalare in giorni infrasettimanali. Con il percorso difficile si sale fino a 2100 metri circa: siate preparati al freddo intenso anche d’estate; è importante notare anche che l’ombra è molto rara da queste parti, per cui ricordate di portare molta acqua e le protezioni adeguate.

Percorso facile: mappa

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico anello Campo Imperatore facileTraccia GPS gps-Appia-Antica Mappa kml mappa-cammino

Descrizione

Si può partire da qualsiasi punto lungo la Piana di Navelli o negli immediati dintorni, da Navelli a Poggio Picenze. Fare qualche chilometro in pianura aiuterà a riscaldarsi e prepararsi alla salita con cui inizia la traccia, da Castelnuovo: questo è un borgo in mezzo alla Piana, in posizione strategica, tanto da essere abitato fin da tempi remoti, come testimonia l’impianto viario che ancora ricalca quello dell’epoca romana, nonostante i ripetuti terremoti che hanno sconvolto questo come gli altri paesi della zona.

partenza da Castelnuovo

Nella simulazione 3D di Google Earth, la partenza da Castelnuovo: subito ci si inoltra nelle montagne

Da Castelnuovo basta seguire le indicazioni verso Calascio. Ci si comincia subito a arrampicare in salita, notando l’orografia tipica di questi posti, che rimarrà costante per tutto il percorso: le elevazioni si dispongono tutte lungo un asse parallelo a quello principale dell’Appennino, quindi da nord-ovest verso sud-est, e si alternano a delle strette e lunghe valli sfruttate per la coltivazione (soprattutto di zafferano).

Abbiamo scelto di far partire la traccia da questo versante perché la salita è qui divisa in tre tronconi, cosa che permette di riprendere fiato ogni tanto. Il primo tratto di salita (meno di 5km a meno del 6% di pendenza media) termina quando si svalica in vista di un’ampia valle sulla destra (est) alla quale però non si arriva, mantenendosi invece in quota per arrivare a Castelvecchio Calvisio (8 km dalla partenza; poco prima di arrivare in paese, sulla sinistra, la Chiesa di San Cipriano, risalente al X secolo). Questo non è forse il più famoso dei borghi che si attraversano in questo percorso, ma vale comunque la pena fermarsi a fare una passeggiata e a consumare una leggera merenda in vista della prossima salita.

Castelvecchio

La chiesa di San Cipriano, poco prima di Castelvecchio

Una breve discesa è seguita da 4km di salita con pendenza media del 6%, fino ad arrivare a Calascio con la sua magnifica Rocca (13 km). Per raggiungere quest’ultima è necessario superare un’altra ripida salita, ma ne vale indubbiamente la pena, data la magia dei luoghi e il panorama stupendo che si può ammirare. Pare che una fortificazione fosse presente qui fin dai tempi dei romani, ma la rocca arrivò al suo periodo di massimo splendore nel basso medioevo, dominando le vie della transumanza; un terremoto nel 1703 segnò l’inizio del suo declino; oggi la Rocca e il borgo (per lo più disabitato) che le sorge attorno sono zone che attraggono giustamente molti turisti.

Rocca CalascioMentre per il percorso medio e difficile si continua verso nord e verso Castel del Monte, il percorso semplice comincia a chiudere l’anello già da qui: si prende infatti la strada in leggera salita (4 km al 4% di pendenza media) che porta fino a Santo Stefano di Sessanio, con una bella vista su una valle coltivata sulla sinistra. Santo Stefano di Sessanio (18 km) fa parte dei Borghi più belli d’Italia, e una passeggiata fra le sue case fa comprendere subito il motivo. Il terremoto del 2009 ha colpito duramente questo borgo, che sta cercando di risollevarsi grazie al turismo incentivato anche dall’innovativa idea di realizzare un albergo diffuso.

Santo Stefano di SessanioDal paese la salita continua per un altro paio di chilometri. Si tratta solo dell’ultimo sforzo prima di scendere, fra tornanti molto panoramici, a Barisciano per concludere l’anello dopo poco più di 28 chilometri.

Percorso medio: mappa

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico anello Campo Imperatore, medioTraccia GPS gps-Appia-Antica Mappa kml mappa-cammino

Descrizione

Una volta arrivati a Calascio (13 km dalla partenza da Castelnuovo), invece di prendere subito la strada per Santo Stefano di Sessanio, si continua verso nord, inoltrandosi in direzione di Campo Imperatore. Dopo una breve discesa, si sale ancora per quasi 10 km, con una pendenza media del 5,8%. Fortunatamente, più o meno a metà salita, si incontra il paese di Castel del Monte (20 km): visitarlo è un’ottima scusa per fermarsi a riprendere fiato, tanto più che anche questo è incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

Castel del MonteSi continua a pedalare fra tornanti in salita con ormai una splendida vista sul Gran Sasso. 3,5 km di discesa preparano a una salita lunga ma dolce, mentre si risale Campo Imperatore (13 km al 2,7% di pendenza media). Gradualmente la direzione generale del percorso cambia, e si pedala verso nord-est, est, e sud-est. La quota massima che si raggiunge è di circa 1635 metri. Al km 40, poco prima della fine della salita, si trova un bivio. Con questo percorso di difficoltà media prendiamo a sinistra: dopo circa 3,5 km la salita finisce, e una serie di tornanti riportano a Santo Stefano di Sessanio (55 km), da cui si riprende il percorso descritto in precedenza.

Percorso difficile: mappa

Profilo altimetrico

Profilo altimetrico anello Campo Imperatore, difficile

Traccia GPS gps-Appia-Antica Mappa kml mappa-cammino

Descrizione

Il percorso difficile si distingue da quello medio in quanto al bivio descritto in precedenza (40 km dalla partenza da Castelnuovo) invece di girare a sinistra si continua dritti. Altri 2,5 km di salita facile seguiti da un falsopiano portano a una ripida salita (8 km al 6,5% di pendenza media), in cima alla quale si trova il famoso albergo rosso di Campo Imperatore, a 2130 metri di quota. L’albergo è noto soprattutto per un episodio accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale: qui infatti fu imprigionato Mussolini dopo l’8 luglio del 1943. Con l’Operazione Quercia, il 12 settembre i tedeschi lo “liberarono”, con un blitz che prevedeva l’atterraggio a Campo Imperatore con aerei e alianti; non tutte le migliaia di turisti che arrivano qui conoscono questo episodio e dedicano qualche momento a ricordare il forestale Pasqualino Di Tocco e il carabiniere Giovanni Natali, morti nell’operazione.

Albergo Campo Imperatore

Nella simulazione di Google Earth, l’arrivo all’albergo e la cima del Gran Sasso

Se non siete stanchi di salire, è possibile proseguire (a piedi) fino alla cima del Gran Sasso, 2912 metri. Altrimenti, magari dopo un cambio di vestiti per non farsi gelare il sudore addosso, si riscende fino a riunirsi al percorso medio al bivio incontrato prima (66 km dalla partenza), da cui proseguire per Santo Stefano di Sessanio e poi per Barisciano (90,8 km in tutto).

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