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Grecia: Atene e dintorni in Bicicletta

Grecia, Itinerari • di

Atene è orgoglio, è rumore, è traffico. Atene è storia, è bellezza, è vita.

Atene è ogni aggettivo uno si possa immaginare e nello stesso momento il suo esatto contrario.

I ragazzi a Plaka disegnano graffiti sui muri, emblema dell’espressione artistica moderna; un paio di pedalate bastano per proiettarci, come se la bicicletta fosse una macchina del tempo, indietro di 2500 anni e scorgere l’acropoli alzando lo sguardo verso il cielo, maestosa con i suoi palazzi di colonne di marmo pentelico.
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Già, pedalare, ad Atene non si vedono molte biciclette, i passanti guardano straniti noi personaggi con divisa attillata e caschetto (che scopro, non essere obbligatorio nemmeno alla guida di un motociclo).

La viabilità ciclistica non è prevista, nel centro di Atene si dividono fette di asfalto con i pedoni sui marciapiedi, comunque spesso di larghezza generosa. In generale in sella, non ci si sente mai totalmente a proprio agio ne ben accetti.

Esistono solo tracce di ciclovie, come ci spiega Spiros Papageorgiou, coordinatore del progetto EuroVelo per la tratta Ellenica, all’interno di un progetto Bike Friendly molto ambizioso che propone di creare un’importante rete di piste ciclabili puntando a godere dell’importanza mediatica dell’ ECF (European Cyclists’ Federation).

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Una di queste è quella che percorriamo per circa 10 km, il primo giorno di pedalata, realizzata a partire dal 2014 con l’idea di collegare il centro città al lungo mare, appoggiandosi sul tracciato suggestivo dei binari della metropolitana di superficie e passando attraverso i luoghi simbolo dei giochi olimpici del 2004, valorizzandone le ex strutture ricettive e gli ancora funzionanti impianti sportivi, fino ad arrivare alla fondazione “Stavros Niarchos”, gioiello di architettura moderna ed orgoglio italiano, ideato da Renzo Piano e perfettamente integrato nell’ambiente urbano di Attica.

Ogni quartiere che attraversiamo offre la propria breve “bikelane”: un tappeto di asfalto rosso sbiadito dal sole, spesso poco segnalato ed a tratti interrotto da importanti arterie del traffico extraurbano tipico della regione.

La domanda che mi accompagna è sempre la stessa: “ad Atene, in bici, si può?”… Se la risposta può apparirvi negativamente scontata dopo aver letto questo preludio, sarete piacevolmente sorpresi, come lo sono stato io, di scoprire cosa può offrire al ciclista (di ogni genere), questa stupenda regione.

Proprio così, perché Atene è anche contraddizione, è voglia di crescere, di combattere per ricordare la propria storia ed affermare il proprio presente, così come in bicicletta, partendo dall’acropoli si “combatte” il traffico per conquistare l’ultima striscia di ciclabile che porta al mare. A livello ciclistico si ha la sensazione che le poche infrastrutture esistenti siano state create per invitarci ad apprezzare i paesaggi naturali più puri e genuini evadendo dal centro città.
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Da Atene a Capo Sounio e il Tempio di Poseidone
Il secondo giorno in bicicletta si fa più impegnativo, l’obiettivo è lo spettacolare Tempio di Poseidone, a Capo Sounio, ventoso promontorio che offre un’indimenticabile vista sulle isole cicladi.

Sono circa 70 i chilometri da percorrere dalla città di Atene, di cui la quasi totalità da pedalare a margine di strade a doppia corsia a veloce scorrimento: c’è da sottolineare che il traffico non è mai massiccio e lo spazio consente di coabitare la carreggiata anche se mancano totalmente degli spazi riservati alle sole biciclette.

Di questi 70km ne percorriamo gli ultimi 45, disegnati su di un percorso divertente, ma comunque mai banale.

Non si incontrano mai salite con pendenze superiori al 10% e per lo più sono strappi di poche centinaia di metri sui quali i ciclisti ellenici si allenano e sui quali il cicloturista puro può cimentarsi impostando una rapporto agile senza troppe difficoltà.

Pedalare la mattina abbracciati dalla costante presenza del mare con le note e caratteristiche calette greche con acqua cristallina sulla destra, le colline tappezzate di un verde intenso di ulivi e il rosso della terra sulla sinistra dal quale fa capolino un caldo sole d’ottobre, permette di non prestare attenzione alla fatica nelle gambe e godere solo del rumore del mare e del vento che già da qualche km ha sostituito quello dei clacson e i motori diesel dei mezzi pubblici.

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Sulla strada del ritorno facciamo tappa, dopo un sostanzioso pranzo in uno dei tantissimi ristoranti tipici con affaccio sul mare, a Vouliagmeni, un piccolo comune greco che ospita un affascinante ed alquanto insolito lago termale presso il quale è piacevole fare una sosta rigenerante, bevendo un caffè e mangiando un Galaktoboureko, tipico dolce di dubbia origine greco/turca.

Torniamo per la cena, al civico 26 di via Sofokleous al Fresh Hotel, accomodazione bike friendly che si sviluppa su 10 piani di altezza ed offre una romantica vista con le luci della sera sull’acropoli, dal ristorante situato al nono piano adiacente alla piscina in stile roof-top.

La cena è il momento migliore per imprimere nella testa i recenti ricordi della giornata vissuta e per pianificare la strategia di movimento per il giorno seguente, il sorriso stampato sul volto dei miei compagni di viaggio mentre Alexandros Zantos, fondatore di GrCycling, ci spiega l’itinerario che ancora ci aspetta è forse la conferma di aver vissuto fin qui un’ottima esperienza sui pedali, o forse la birra Ziss e le intramontabili polpette con salsa zaziki cominciano a farci sentire a casa.

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GrCyicling è un progetto giovane e lungimirante. I ragazzi che ne fanno parte sono attivi ed in prima linea per ritagliarsi uno spazio ciclabile urbano e allo stesso momento aprendo, mappando e tracciando nuovi percorsi e sentieri in tutta la penisola greca.

Offrono servizio di noleggio biciclette (dalla bici da corsa, alla city bike, alla mountain bike) e organizzazione di tour da percorrere in autonomia o accompagnati e addirittura con la possibilità di scorta con mini van attrezzato di ciclofficina mobile.

Canale di Corinto, Epidauro e Methana in Bicicletta

Il terzo giorno abbandoniamo la città e proprio a bordo di un furgoncino copriamo le due ore e mezza di distanza dal punto di partenza del nuovo itinerario, in corrispondenza dell’affascinante anfiteatro di Epidauro, il più grande ed importante dell’intera Grecia, passando dal suggestivo canale di Corinto, ormai meta solamente turistica.
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Da questo punto scegliamo di farci accompagnare attraverso un suggestivo e di certo più impegnativo tracciato che si snoda per circa 40km completamente immersi nella campagna collinare greca, attraversando distese di uliveti ed agrumeti, passando in poche centinaia di metri di dislivello dal pedalare attraverso boschi di lecci, e poi di nuovo macchia mediterranea e poi deserto di roccia rossa e poi di nuovo mare.
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L’asfalto su cui pedaliamo, contro ogni previsione (o forse colpevole pregiudizio) non presenta imperfezioni, i collegamenti tra i vari e isolati paesini sono efficientemente segnalati e la possibilità di reperire acqua per le borracce c’è di media ogni 10 km.
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L’idea che fosse più sicuro farci accompagnare in un itinerario stabilito lascia presto il rammarico per non avere avuto la possibilità di perdersi letteralmente negli innumerevoli sentieri per abbandonare il bitume a favore della terra.

Atene e la Grecia offrono un potenziale ciclistico immenso e aprono le braccia a qualsiasi tipo di ciclista.
Durante i giorni trascorsi in terra ellenica avrei desiderato avere con me almeno 3 tipologie di bicicletta, dalla MTB alla bici da corsa alla gravel.
Superata l’iniziale tipica (e quanto mai storicamente giustificata) diffidenza ellenica, sarà facile sentirsi a casa.

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Atene è orgoglio, ma è anche condivisione e se avrete la possibilità di condividere anche solo un pezzo di strada, due ruote e uno scorcio di mare con un ateniese allora sarà difficile non sognare di tornarci.





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