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Il Mortirolo e le salite della Valtellina in bici

Il Mortirolo e le salite della Valtellina in bici

Tra tutte le regioni alpine italiane, la Valtellina occupa un posto d’onore nella geografia epica del ciclismo. Qui non si trovano soltanto salite dure e panorami da togliere il fiato: qui si fa la storia. Mortirolo, Gavia e Stelvio sono nomi scolpiti nell’immaginario ciclistico, non solo per la loro durezza tecnica ma per ciò che rappresentano: prove di forza, coraggio e resistenza, veri esami di maturità per chi vuole lasciare un segno nella corsa rosa.

Il Giro d’Italia, la più importante corsa a tappe del Paese, ha infatti consacrato queste strade come teatro di battaglie memorabili. Ogni tornante qui racconta di sfide leggendarie, di maglie rosa conquistate sotto la neve, di scalatori che si sono elevati al rango di eroi grazie a imprese entrate nella memoria collettiva.

Ma le salite valtellinesi non appartengono solo ai professionisti: sono diventate mete per migliaia di appassionati che ogni anno si misurano con questi giganti, alla ricerca non solo della prestazione, ma anche dell’esperienza, dell’immersione nella natura e nella leggenda.

Che si tratti della brutalità del Mortirolo, delle nevi del Gavia, delle pendenze infinite dello Stelvio o dei tornanti panoramici di Cancano, ogni salita è un racconto a sé, con il proprio carattere e la propria aura.

Il Mortirolo

Mortirolo salita da Mazzo Foto: Consorzio Turistico Media Valtellina, Valtellina Outdoor
Foto: Consorzio Turistico Media Valtellina, Valtellina Outdoor

Quando si parla delle grandi salite della Valtellina, è impossibile non soffermarsi sul Mortirolo, una delle ascese più temute e celebrate del ciclismo internazionale. Il solo nome evoca fatica, eroismo e leggenda. Situato tra la Valtellina e la Val Camonica, il passo del Mortirolo (1.852 m) è diventato nel tempo sinonimo di impresa, grazie alla durezza del tracciato e alla sua storia legata ai grandi campioni del ciclismo.

La salita presenta diversi versanti, ma quello che ha consacrato il Mortirolo nell’immaginario collettivo è senza dubbio il lato che parte da Mazzo di Valtellina: una vera e propria sfida con pendenze proibitive che arrivano fino al 18%, con una media superiore al 10% su quasi 12 km. Un muro continuo, senza tregua, che non concede respiro e mette alla prova anche i corridori più esperti. Su questo versante, Marco Pantani costruì uno dei suoi capolavori, trasformando il Mortirolo in un’icona della fatica e della gloria su due ruote.

Gli altri versanti del Mortirolo

Altri versanti, come quelli da Grosio, Monno e Tovo di Sant’Agata, presentano caratteristiche diverse: da quello più regolare ma comunque impegnativo di Monno, a quello ancora più feroce e poco battuto da Tovo, considerato da alcuni ancor più difficile di Mazzo. Queste varianti permettono di costruire anelli di allenamento o giri epici, spesso abbinati ad altri colossi come il Gavia o lo Stelvio, in veri e propri tour de force alpini.

Oltre all’aspetto sportivo, il Mortirolo è anche un luogo di memoria e passione. Lungo la salita da Mazzo, una piccola stele dedicata a Pantani ricorda la sua impresa e rappresenta una sorta di pellegrinaggio per tutti gli appassionati che desiderano rendere omaggio al “Pirata”. Ogni anno migliaia di ciclisti si mettono alla prova su questi tornanti, in cerca non solo di una sfida personale, ma anche di un’emozione da portare con sé.

Nonostante non sia tra i passi più alti delle Alpi, il Mortirolo è universalmente riconosciuto come una delle salite più dure d’Europa, e affrontarlo significa entrare a far parte di una tradizione epica fatta di sudore, determinazione e, spesso, sogni realizzati.

La salita al Passo Gavia

Activeitaly_Road Bike Tours Italy Passo Gavia
Activeitaly Road Bike Tours Italy – Passo Gavia

Accanto al Mortirolo, il Passo Gavia è un’altra vetta mitica che ha segnato profondamente la storia del ciclismo. Con i suoi 2.621 metri di altitudine, collega la Valtellina (da Bormio) alla Val Camonica (versante di Ponte di Legno), regalando panorami spettacolari, ghiacciai eterni e paesaggi lunari. Ma il Gavia è molto più di una salita: è leggenda pura.

Il suo tratto più celebre risale al Giro del 1988, quando una bufera di neve trasformò la tappa in un’odissea epica. I corridori affrontarono condizioni proibitive, e fu l’americano Andrew Hampsten a scrivere la storia, arrivando in vetta tra la neve e conquistando la maglia rosa. Da quel momento, il Gavia è diventato un simbolo di resistenza e coraggio.

Dal lato di Bormio, la salita è lunga ma più pedalabile, mentre dal versante di Ponte di Legno si fa più dura e selvaggia, con lunghi tratti esposti e un’atmosfera quasi mistica. In cima, il piccolo rifugio Bonetta accoglie i ciclisti che qui si sentono parte di qualcosa di più grande.

Lo Stelvio

Grandi Salite del Giro - Stelvio Valtellina in bicicletta
Stelvio Valtellina in bicicletta

Sua maestà lo Stelvio, con i suoi 2.758 metri, è il passo asfaltato più alto d’Italia e uno dei più affascinanti dell’intero arco alpino. Affrontarlo significa laurearsi ciclisticamente: 48 tornanti sul versante di Prato allo Stelvio, altri 40 da Bormio, un infinito zigzagare verso il cielo tra pareti di roccia, ghiaccio e silenzio.

Il versante valtellinese, da Bormio, è una lunga salita di oltre 20 km, immersa nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, con scenari mozzafiato e tratti tecnici. Negli ultimi anni, il Giro ha spesso optato per lo scollinamento all’Umbrail Pass (2.498 m), a pochi chilometri dalla cima, soprattutto in caso di neve o rischio valanghe.

Lo Stelvio è parte di numerosi eventi ciclistici non competitivi, come Enjoy Stelvio Valtellina, che ogni estate chiude il traffico a motori su queste strade leggendarie, permettendo a migliaia di appassionati di conquistare la cima in totale libertà. Pedalare qui, in silenzio, ascoltando solo il proprio respiro e le ruote sull’asfalto, è un’esperienza indimenticabile.

Cancano

Più breve e meno noto rispetto agli altri giganti valtellinesi, ma non per questo meno affascinante, il salto ai Laghi di Cancano rappresenta una salita unica nel suo genere. Parte da Valdidentro, poco fuori Bormio, e sale per circa 9 km fino ai 1.950 metri delle dighe gemelle di Cancano, in un contesto naturale spettacolare e fuori dal tempo.

La strada, tutta asfaltata e ben tenuta, è celebre per i suoi tornanti numerati e per le due spettacolari Torri di Fraele, che si incontrano poco prima dell’arrivo. La salita non presenta pendenze estreme (media attorno al 7%) ed è perfetta anche per ciclisti meno allenati, ma con voglia di vivere un’avventura alpina.

In cima, il paesaggio si apre su una vasta conca con laghi artificiali e viste che spaziano fino al ghiacciaio del Cima Piazzi. È uno degli itinerari più amati anche dalle famiglie e da chi cerca salite tranquille ma suggestive.

Altre salite della Valtellina

Negli ultimi anni, la provincia di Sondrio ha valorizzato anche salite meno note ma altrettanto spettacolari, molte delle quali ora fanno parte del circuito Enjoy Stelvio Valtellina. Tra queste:

  • Il Passo San Marco, tra Morbegno e la Val Brembana, lungo e isolato, con ampi tornanti e vista sulle Orobie.
  • Il Passo Spluga, al confine con la Svizzera, paesaggisticamente straordinario e con traffico ridottissimo.
  • La salita di Campo Moro in Valmalenco, che conduce a due laghi alpini incastonati tra le cime, con una parte finale in mezzo a dighe e rifugi.
  • Il Passo Forcola di Livigno, che collega la Valtellina all’Engadina, spesso inserito nei giri ad anello con lo Stelvio e l’Umbrail Pass.

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