Viaggiare

Il nostro viaggio in bici dall’Argentina all’Alaska

Le bici sono pronte, partiamo sotto la neve in direzione nord. Ushuaia è già passata, la Fine del Mondo è già meno fine. Tutte le stagioni in un giorno. Il vento contrario soffia fortissimo. Spingi la bici sullo sterrato che corre sulle colline, se alzi un braccio, tocchi il cielo. La velocità è meno di cinque chilometri all’ora.

Partenza da Ushuaia (Argentina)

Albe rosso fuoco fanno da sfondo al caffè fumante fuori dalla tenda. Dopo i ghiacci del Perito Moreno, la Penisula Valdes offre incontri con animali che non avevamo mai visto prima: puzzola, armadillo, pinguini magellano, leoni marini. Nel Parque Nacional Los Alerces, la strada sterrata corre a fianco di bellissimi laghi blu profondo. Il Cile si è presentato con un paesaggio alpino verdissimo. Santiago città brulicante di persone e colori, affianca quartieri eleganti e storici in stile coloniale. La capitale cilena è base per escursioni all’Isola di Pasqua e alle cascate dell’Iguazu.

Ripartiamo verso il deserto dell’Atacama uno dei luoghi più aridi al mondo, quindici litri d’acqua devono essere sufficienti per tre giorni, fino ad Antofagasta. San Pedro, il gayser El Tatio, la Valle della Luna e della Morte, la laguna Cejar, il Salar de Uyuni, luoghi magici. L’uscita da La Paz è il preambolo alla traversata delle Ande.. Percorriamo l’altipiano andino che conduce al lago Titicaca e raggiungiamo Cuzco, favolosa città coloniale, poi Machu Picchu.

Attraversiamo le Ande peruviane in un saliscendi di passi a oltre 4.000 metri di altitudine. La fatica si fa sentire e il fiato è corto. Siamo costretti a percorrere sterrati molto stretti pieni di buche, fango e sterco di animali. Diverse rotture di pezzi della bici e soste forzate in mezzo al nulla, in tratti pericolosi perché molto esposti. Pedaliamo l’America Centrale attraverso foreste umide e piogge incessanti che ci portano ai confini del Messico dove facciamo visita a siti Maya e Aztechi.

Entriamo negli Usa da Tijuana e il mondo cambia volto. Un luna park per i ciclisti, campeggi lungo tutta la costa ovest fino al Canada. Percorriamo la highway one lungo tutto il Big Sur con l’oceano sempre al nostro fianco. La strada serpeggia tra le gigantesche sequoie dell’Avenue of the Giants, nel Redwood State Park. Tra orsi, nebbia e gelate mattutine di settembre, ci deliziamo della vista delle balene dal traghetto che lungo l’Inside Passage, ci conduce alle porte dell’Alaska, terra dura e bellissima. Il tempo cambia all’improvviso, il freddo e il vento sono pungenti come quelli alla Fine del Mondo.

Arrivo a Fairbanks (Alaska)

Le ultime giornate sono lunghe e intense, ma le soste sono molto rigeneranti, come la chiesetta aperta a Dot Lake dove passare la notte o il camping a Haines Junction, considerato come un piccolo miracolo, doccia calda dopo sette giorni, servizio lavanderia con Wi-Fi. Fairbanks è troppo vicina, nemmeno la sosta a North Pole per una pizza rallenta l’inesorabile “ultimo chilometro”; l’arrivo è stata una tappa come le altre, la numero centottantadue, ma siamo già certi che sarà la successiva che ci mancherà tanto.

[Katia Ganzerli e Raffaele Bedostri]www.bedotrip.it

Il racconto completo di questo viaggio in bici in America di Katia Ganzerli e Raffaele Bedostri dall’Argentina all’Alaska è presente nel libro che hanno pubblicato al loro ritorno: “Pura Bici – An extension of our life”, Epika Edizioni

Pura bici (copertina libro)

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