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Il Valdarno in bicicletta, ospiti della Casa Le Fornaci

Italia, Itinerari, Toscana • di

Un fine settimana di ottobre, io ed un amico, per il nostro tour emozionale in bicicletta, abbiamo scelto il Valdarno Superiore, zona della Toscana che si divide in tre province, Firenze, Arezzo e Siena. Luogo ben raggiungibile perché ottimamente servito dalla viabilità ordinaria e da quella autostradale. Il Valdarno infatti è percorso dall’Autostrada A-1 Roma-Milano con uscita Valdarno e Incisa Valdarno.
Noi ci soffermiamo nel primo Comune che incontriamo, Laterina, ci incuriosisce questo piccolo borgo medievale a pochi minuti da Arezzo, città d’arte e cultura, famosa per l’artigianato orafo, poiché speriamo di trovare percorsi che si adattano a ciclisti di tutti i livelli.
Per raggiungere Laterina abbiamo attraversato un ponte romanico ben conservato, si ipotizza che sia il ponte raffigurato sullo sfondo del celebre quadro di Leonardo da Vinci, “La Gioconda” e vi giuro che attraversarlo ci ha dato un’emozione particolare.

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La frazione più importante del comune di Laterina, è Ponticino, luogo natale dell’artista televisivo e radiofonico Pupo. Ponticino è detta anche “la porta del Valdarno” e quindi è proprio da qui che noi entriamo letteralmente in un “museo a cielo aperto”, affascinante titolo attribuito a questo meraviglioso angolo della Toscana.
Proseguiamo per la frazione di Latereto dove troviamo alloggio in una caratteristica struttura ricettiva chiamata “ Casa Vacanze Le Fornaci”. Appena arrivati abbiamo conosciuto Ezio, il titolare della struttura ricettiva, che ci ha illustrato con passione la storia del posto. Pensate che questa struttura è stata ricavata dai locali di un antico essiccatoio per mattoni, coppi e tegole depositati qui prima della loro cottura in fornace, risalente a primi anni del ‘900.

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La struttura è situata in una posizione strategica, in quanto si adatta bene, per gli amanti dello slow bike, ad esplorare con giri brevi e piacevoli le numerose attrattive di questa zona, antichi Borghi, Pievi, Centri Fortificati e Opere d’Arte. Bellissimi sono i tracciati che offre ai visitatori amanti della bicicletta come la strada detta Setteponti e l’Antica Cassia Vetus. La zona è adatta anche per ciclisti con un’elevata preparazione atletica, poiché offre percorsi ben più lunghi ed impegnativi come quelli del Massiccio del Pratomagno. La quota massima è 1600 m e in inverno è sempre coperto di neve. Esiste una strada, denominata “Panoramica” che lo attraversa tutto a mezza costa, quasi sempre sopra i mille metri di quota, quindi potete capire com’è facile godere delle splendide vedute panoramiche sull’intero Valdarno Superiore, sul Chianti e giù a sud fino all’Amiata. Da qui per gli amanti del birdwatching è possibile inoltrarsi nelle due riserve naturali della Valle dell’Inferno e Bandella e di Ponte a Buriano e Penna, create in ambienti umidi, dove giungono ogni primavera per nidificare innumerevoli specie di grandi uccelli migratori. Questa zona offre anche percorsi su sentieri per gli amanti della Mountain Bike.

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Dopo una bella dormita, ci alziamo di mattina presto e alla partenza ore 9.00 circa, (durata 4 ore circa compreso le soste, con preparazione fisica media) siamo in tre io (Stefano), Luigi e il proprietario della struttura Ezio Baglioni, il quale, udite udite…è un appassionato di biciclette e quindi, ci ha voluto accompagnare a scoprire gli angoli più interessanti del suo territorio. Le mogli, dormono un po’ più a lungo, ma dopo una buona e abbondante colazione non perdono tempo per dedicarsi shopping e alla visita dei borghi vicini.

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Partiti quindi da Latereto, ci siamo diretti alla volta di Terranuova Bracciolini. Strade poco transitate, con un buon asfalto, vigneti ed oliveti formano un contesto paesaggistico a dir poco meraviglioso proprio per i colori rosso-arancio che l’autunno ogni anno ci regala. Lungo il percorso, incontriamo diversi casolari ben conservati, alcuni di questi hanno però una forma particolare e incuriosito chiedo a Ezio e con mio stupore scopro che sono vecchi opifici per la lavorazione delle foglie di tabacco, un’attività ormai persa sul territorio, oggi convertiti in strutture ricettive per il turismo.

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Abbiamo percorso circa 10 km, ma la tentazione di fare una breve sosta per visitare una di queste strutture è troppo forte, salutiamo i gestori che molto gentilmente ci offrono da bere, e poco dopo ripartiamo verso Terranuova Bracciolini, percorendo un tratto di strada di medio facile difficoltà.

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Ogni angolo di strada qui è un quadro a cielo aperto, l’aria è frizzante, il sole illumina i prati e pedalando scorgiamo paesaggi mozzafiato.

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Tutti saranno d’accordo con noi che da una sella di una bicicletta ci si può aspettare di vedere di tutto, ma non pensavo di trovarci di fronte a un fenomeno particolare come le Balze di Argilla, pittoresche forme di erosione argillosa, ci sembrava di essere nei canyon americani, mai visto uno scenario del genere in Toscana!

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Nei pressi di Montevarchi, svoltiamo a destra verso Terranuova Bracciolini, poche pedalate per raggiungere Loro Ciuffena, piccolo borgo di circa 6.000 abitanti, arroccato sulle pendici dei monti del Prato Magno. Zona molto ricca di acqua.

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Per raggiungere Loro Ciuffena, ultimo strappo di salita breve, ma impegnativo. Arrivati! Ne è valsa la pena durare un po’ di fatica per godersi un panorama, credetemi molto suggestivo. Questo paese è diviso in due da un piccolo torrente il “Ciuffena”, dove un mulino ad acqua ancora funzionante, il più vecchio della Toscana, viene utilizzato in occasione della macinazione per la farina di castagne, prodotto tipico del luogo. Risaliamo piccole strade con la bicicletta e gli abitanti ci salutano come se ci conoscessero da tempo, non ci facciamo mancare l’occasione di chiedere informazioni sul luogo. Ci dicono che il mulino risale all’anno1100 e per il pregio di trovarsi nel centro storico del paese, riesce ancora oggi a farsi ammirare dai visitatori per il suo aspetto nostalgico.
Loro Ciuffena, come altri piccoli borghi nella zona, non ha servizi per un’assistenza meccanica di biciclette, quindi il nostro consiglio è di partire preparati con un po’ di scorta. Ezio però ci assicura dicendoci che garantisce sempre un veicolo per il recupero uomo-bici.

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Abbiamo pedalato per circa 25 km e devo dire che un leggero languorino incombe, ci fermiamo così a degustare alcuni prodotti locali, pane e prosciutto del Pratomagno, e per finire un buon caffè.
Senza appesantirci troppo, ripartiamo sulla statale di Setteponti che collega Arezzo a Firenze, 80 km di pura bellezza, non impegnativa, ma con un saliscendi costante, noi ne percorriamo solo una parte per ritornare in direzione Arezzo. Strada molto rilassante con tante curve, bel panorama, e soprattutto tanti ciclisti, sembra di essere al Giro d’Italia! Ezio ci dice che viene chiamata “la strada dei ciclisti”.

Nel ritorno verso Latereto, facciamo l’ultima sosta in un piccolo borgo “Il Borro”, un vero gioiello architettonico medievale. Un paesino situato in un ben tenuto contesto agricolo, che non conosce l’asfalto, solo strade lastricate, pedalarci sopra sembra di tornare indietro nel tempo. Ci dobbiamo assolutamente fermarci, per vederlo. Perfettamente ristrutturato dal noto stilista Ferragamo, il quale ha saputo creare un luogo accogliente con tanti negozietti artigianali. Qui si nota molto bene, che c’è una forte tradizione orafa. Sembra di immergersi in un luogo “fuori dal mondo”, anche se locali tipici e ristoranti non mancano. Poi se, dopo una lunga passeggiata in bicicletta, vogliamo rilassarci, qui troviamo anche una Spa/Benessere, un campo da golf e un centro ippico. Non manca proprio niente!

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Abbiamo percorso circa 50 km, con un dislivello di 526 m. e una durata di circa 4/5 ore compreso le soste, non siamo affaticati, ma direi tonici e rilassati di mente.
Abbiamo realizzato che, le soluzioni sono veramente innumerevoli, percorsi su strada e in MTB, in tutti i periodi dell’anno. A maggio 2016 la città di Arezzo ospiterà il “Giro d’Italia” con percorsi dalle pendenze rilevanti e un arrivo emozionante su strada bianca. Poi i classici eventi fanno da cornice, come la Giostra del Saraceno, la Fiera Antiquaria, la Fiera Internazionale del Gusto finita a ottobre. Le attrattive non mancano e neanche le prelibatezze per i buongustai come noi.

Come poteva mancare una bella bistecca chianina, abbinata ad un ricercato “vino etrusco” a produzione limitata, ma che per questa occasione, un vecchio amico aretino ci ha voluto offrire per confermare che da queste parti l’ospitalità è di casa! Grazie anche a Ezio di averci accompagnato in questo territorio lungo percorsi meravigliosi, che noi da “toscani” ancora non conoscevamo.
Diciamo che è stato un “assaggio” delle possibili escursioni ciclistiche che offre questa zona. Scendendo dalla bicicletta, pianifichiamo già i percorsi della prossima visita nel Valdarno. Che dite? Ci sarà rimasta la voglia?
Le nostre impressioni su questo tour sono molto positive, poiché hanno confermato le nostre aspettative sul pedalare slow e il godersi ambiente e territorio nei suoi colori e sapori.





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