In bici sul canyon a Ponte Arche
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In bici sul canyon a Ponte Arche

Italia, Itinerari, Trentino • di

Riuscire a far coincidere sicurezza, quiete e paesaggi spettacolari non è sempre possibile per noi ciclisti. Ma percorrere la ciclabile tra le Sarche e Ponte Arche, a ovest di Trento, ci permette di godere a pieno di tutte tre le cose. Una grande opera di recupero della vecchia strada del Limarò, abbandonata da circa una trentina di anni, ha portato alla realizzazione, tra il 2013 e il 2014, di uno spettacolare percorso ciclabile che si affaccia sul precipizio dove scorre il fiume Sarca.

Mappa

Altimetria

altimetria itinerario bici canyon ponte arche

Traccia gps | Mappa kml

Il merito va alla Provincia di Trento, che crede molto in questi progetti di miglioramento e valorizzazione del territorio. Il recupero di questo vecchio tratto di strada non è stato dei più semplici, avendo dovuto rimettere in sicurezza la parete rocciosa sovrastante, che nella sua maestosità accompagna il ciclista lungo la sua escursione. Per noi che amiamo le due ruote ora è possibile bypassare le 4 gallerie che portano verso Ponte Arche e quindi anche per itinerari di lunga percorrenza poter mettere in comunicazione il distretto dell’Alto Garda con quello delle valli Giudiarie e Rendena. Il primo tratto del percorso segue il tracciato della vecchia strada (strada statale 237) a partire dal 5° tornante fino alla galleria Balandin, questo per circa 4 km. Lungo il percorso si sbuca per ben 2 volte (gallerie del Motte e del Limarò) sulla strada. Tratti di strada che comunque garantiscono la sicurezza del ciclista, in quanto sono degli slarghi che consentono di pedalare senza un inserimento vero e proprio sulla strada.

Lago di Santa Massenza

Lago di Santa Massenza

Il giro che abbiamo deciso di fare prevede di partire dal Lago di Santa Massenza, un laghetto di origine glaciale che si trova tra i comuni di Vezzano e Padergnone ed è collegato al lago di Toblino da un breve canale. Percorriamo le viuzze di Santa Massenza dove il numero di alambicchi, usati per distillare le preziose uve coltivate in questa zona, supera il numero di abitanti! Scherzi a parte se vi travate da queste parti durante il periodo della vendemmia non esitate a fermarvi, verrete piacevolmente invasi dal profumo delle vinacce in fase di fermentazione. Più avanti dopo la fase di fermentazione le vinacce (buccia dell’uva comprensiva anche di vinaccioli) verranno trasformate dalla sapienza dei mastri distillatori in un liquido pregiato che racchiude in sé tutta l’essenza della vite.

Una delle tante distillerie presenti nella frazione di Santa Massenza

Una delle tante distillerie presenti nella frazione di Santa Massenza

Voglio riportare una frase di Primo Levi, che riassume l’anima della grappa ma che in parte rappresenta anche ciò che per un cicloviaggiatore può essere la bicicletta e il viaggio:
“Distillare è bello. Prima di tutto perché è un mestiere lento, filosofico e silenzioso. Poi perché comporta una metamorfosi: da liquido a vapore (invisibile) e da questo nuovamente a liquido, ma in questo cammino all’insù e all’ingiù, si raggiunge la purezza…”

Lasciamo Santa Massenza e ci dirigiamo in direzione Ponte Arche, approfittiamo della scarsa presenza di turisti per pedalare lungo il tracciato che costeggia il lago di Toblino. È un tratto vietato alle bici ma molto suggestivo perché permette di godere a pieno della bellezza sia del lago che dell’area circostante, dichiarata biotopo sia per interessi naturalistici che botanici ed etologici. Vi consigliamo di procedere con bici alla mano per non incorrere in sanzioni e potervi godere questo percorso lungo lago e vista verso Castel Toblino. Rocca cinquecentesca che si specchia nel omonimo lago, a questo castello sono legate tante cupe leggende legate a storie di amori proibiti. Nel XVII secolo il castello sarebbe stato luogo di incontri amorosi tra una cortigiana e il principe vescovo di Trento Carlo Emanuele Madruzzo. Innamoratosi della ragazza, si narra che il vescovo chiese, invano, la dispensa per lo scioglimento dei voti. La leggenda narra che per porre fine a questa storia impossibile e per difendere l’immagine del vescovo i cortigiani affogarono la sua amante, un’altra versione propende invece nel raccontare che fu lo stesso vescovo ad affogare la sua amata, non potendo essere per sempre sua! Da queste antiche leggende a storie più recenti legate a Benito Mussolini, che si dice avesse scritto un libro anticlericale sulla vicenda. Libro che poi lui stesso negò di aver scritto quando divenuto uomo politico scese a patti con la Chiesa con i Patti Lateranensi. Si dice che nelle notti di luna piena gli spiriti inquieti aleggino sulle acque azzurre del lago.

Lungo le rive di Castel Toblino

Lungo le rive di Castel Toblino

Dal lago di Toblino a 245 s.l.m ci dirigiamo verso Ponte Arche e qui percorrendo la strada statale cominciamo a salire. Dopo 5 tornanti lungo la strada statale (SS237) imbocchiamo la ciclabile. Fantastica: una serpentina che si fa strada tra una parete rocciosa e un canyon a strapiombo sul fiume Sarca. Godiamo a pieno di questo tratto di ciclabile, che seppur non lunghissimo, è meraviglioso ed è inoltre alla portata di tutte le gambe.

Vista dalla ciclabile sul precipizio

Vista dalla ciclabile sul precipizio

Lungo la ciclabile

Lungo la ciclabile

Pietra miliare lungo la ciclabile

Pietra miliare lungo la ciclabile

Usciti dalla ciclabile, dopo poche pedalate troviamo delle indicazioni per il ponte Balandino. Un sentiero sterrato/inerbito da poco risistemato dal servizio di ripristino e sistemazione ambientale in discesa ci permette di raggiungere questo moderno ponte in acciaio e legno sospeso tra le rocce del canyon del Linarò, che è una forra naturale che il fiume Sarca ha creato nel tempo. Da qui inizia una salita impegnativa, che affrontiamo con il rapporto più agile.

Indicazione stradali lasciata la ciclabile

Indicazione stradali lasciata la ciclabile

Ponte Balandino

Ponte Balandino

Alterniamo tratti al sole a tratti di sottobosco dove ci rigeneriamo un po’ vista la giornata calda e afosa (siamo in luglio). Arrivati a Villa Banale, frazione del Comune di Stenico, facciamo una pausa, il tempo per un panino un po’ d’acqua alla fontana del parco dietro la chiesa e, perché no, anche un momento di relax! Da Villa Banale si scende lungo la SP33 fino a Ponte Arche e da qui riprendiamo la ciclabile passando per Comano Terme, sede dell’omonimo centro termale. Qui a proposito di leggende si narra che la maga Sibilla si fosse rifugiata in una gola tra le montagne quando un giorno fu sorpresa da dei banditi che si presero gioco di lei, finché non sopraggiunse il Conte di Castel Spine, che assistette alla scena e fece fuggire i denigratori. Sibilla volle ricompensare il suo salvatore, e notando alcune macchie rosse sul suo viso, lo invitò a bagnarsi con l’acqua della sorgente che sgorgava dalla grotta, così lo guarì. Curiosità: le Terme di Comano mantengono la loro vocazione benefica legata alla leggenda e devolvono ogni anno una parte del ricavato ad Associazioni Umanitarie.

Ripercorriamo a ritroso il percorso dell’andata, scendiamo verso le Sarche e svoltiamo a destra prima del ponte sul fiume Sarca, imboccando Via Ràuten che ci porta a uno sterrato piano tra le vigne che ci guiderà fino a Pietramurata.

A Pergolese facciamo una visita all’Azienda Agricola Pedrotti Gino. Continuiamo in questo modo un percorso lungo la storia. Quest’azienda ha una storia di 100 anni, quando all’inizio del secolo scorso il Signor Giuseppe – lasciato Brusino, piccolo paesino della Valle di Cavedine – si trasferì a Cavedine, dove iniziò a coltivare le vigne. Qui non possiamo non citare il famoso e pregiato Vin Santo, prodotto da uva bianca autoctona, la Nosiola. Detto Santo, perché nella settimana santa, le uve appassite, vengono sottoposte a spremitura. Da qui si ottiene poco mosto che viene posto a fermentazione molto lento e poi da qui un altrettanto lungo processo di invecchiamento porta alla creazione di una vera e propria “opera d’arte” enologica. Un vino dal colore giallo ambrato che raccoglie e racconta tutta la bellezza della terra che lo ospita inebriandoci con il suo profumo intensamente fruttato e finemente speziato. Affascinati lasciamo l’Azienda di Pedrotti Gino e ci lanciamo verso facili stradine di campagna ci riportano alle Sarche e da qui a Santa Massenza.

SCHEDA TECNICA

• Punto di partenza: Santa Massenza (Trento)
• Punto di arrivo: Santa Massenza (Trento)
• Lunghezza totale: 40 Km
• Durata del Tour: 3 ore
• Difficoltà: media
• Dislivello massimo:
• Fondo: 90% asfalto 10% sterrato

INFORMAZIONI UTILI

• Periodo ideale tra maggio e ottobre

• Se non abitate in Trentino e quindi siete di passaggio e amate il vino e le grappe vi consigliamo di dedicare un po’ di tempo alla visita di aziende e cantine locali. Troverete ottimi prodotti che vi racconteranno al meglio la storia e le tradizioni del territorio.

• Per chi non volesse farsi mancare nulla il ristorante sito all’interno di Castel Toblino, vi accoglierà con una calda e romantica atmosfera. Qui potrete gustare piatti in cui la tipicità e la modernità della nouvelle cuisine si fondo e integrano.

Libri

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