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La Riviera dei Fiori in bicicletta, dove veleggiano i poeti

Italia, Itinerari, Liguria • di

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Per quanto innamorato della mia terra, la splendida Romagna, occorre sinceramente dire che nella stagione invernale il clima non aiuta molto chi desidera fare un bel giro in bici e, spesso, ci si trova rintanati nella propria abitazione aspettando la giornata adatta per saltare sul proprio “cavallo”.
È in questo contesto “nebbioso” che una sera parlando tra di noi, abbiamo appreso che un nostro caro amico ha maturato una scelta di vita e si è trasferito, armi, moglie, cane e bagagli, in terra Ligure e ci racconta di luoghi meravigliosi dove anche nella stagione invernale il clima è benevolo, mite e soleggiato.

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Invogliati ed incuriositi dalla novità, abbiamo quindi deciso di emergere dalle nebbie per toccare con mano questa meraviglia.
In effetti, occorre davvero dire che la Liguria è una terra adattissima alle escursioni in MTB, incastrata tra le montagne che finiscono direttamente al mare, a volte sotto forma di scogli aspri, a volte con piccole ed ospitali spiagge.

Una terra coperta di uliveti e di paesi aggrappati ai lembi di montagna che lasciano sognare chi li guarda, non deve davvero stupire che diversi scrittori e poeti siano passati per questi luoghi in cerca di serenità ed ispirazione.

Non è inconsueto, per nessuno, fermarsi in uno scorcio panoramico e gettando lo sguardo al mare, sognare di terre lontane, di viaggi ed avventure.
Forse sono questi i motivi che hanno spinto illustri personaggi come Byron, Shelley, D.H. Lawrence a trarre spunto anche da questi luoghi per le loro opere, ma sto divagando, restiamo con i piedi a terra anzi con le ruote grasse aggrappate al terreno, noi siamo qui per pedalare e quindi proponiamo un itinerario nella zona di Arma di Taggia e Bussana Vecchia.

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Dove dormire

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Alcune informazioni di carattere Turistico e Storico.

Le nostre escursioni si sono concentrate nella zona ligure delle Valli Armea e Nervia.

Valle Armea. Si trova nei pressi di S.Remo e vicinissima alla ormai famosa salita del “Poggio” divenuta celebre in quanto affrontata dai professionisti durante la classica “Milano-S.Remo”. Oltre agli scorci adatti alla MTB, alcune strade che si inoltrano nell’interno, lontane dalla trafficatissima Aurelia, sono davvero una meraviglia per gli appassionati dell’asfalto.

La zona ha insediamenti molto antichi e cittadine che sono da visitare, Ceriana ad esempio viene già documentata dal X secolo e citata come “Curtis Sancti Romuli” ovvero confine orientale del più noto S.Remo e si trova nel tratto più chiuso della valle Armea.

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Bajardo che ha un nucleo Medioevale (anche se in parte deteriorato da un terremoto). Bussana Vecchia, divenuto ormai noto come il paese degli artisti di cui si parlerà più diffusamente in seguito ed anche il litorale è una perla di tranquillità ed Arma dei Taggia si presta per una sosta, una piccola escursione sul lungomare che ha un suggestivo tratto ciclabile.

Val Nervia. Probabilmente una delle valli più belle di tutto il ponente ligure, parte dal mare per arrivare fino ai crinali delle Alpi Marittime che sono denominate le “Piccole Dolomiti della Liguria” ed immagino che già gli appassionati della salita, coloro che sono denominati in gergo i “grimpeur” siano già con la mente intenti a pensare di misurarsi con queste salite.

Un paese meraviglioso da visitare assolutamente, e non me ne vogliano gli abitanti delle altre località della valle, è il borgo di Dolceacqua, un luogo con una storia antichissima e legato al nobile casato dei Doria.

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Si compone di due borghi bellissimi, collegati da un ponte medioevale tipico “a schiena d’asino”.
Questo luogo è davvero magico, inoltrandosi nelle sue viuzze si compie un tuffo negli anni del medio evo, solo poche tracce di modernità testimoniano che sono passati molti anni da allora ma, in alcuni angoli il fascino resta ancora intatto.

La fama di questo paese è legata anche alla produzione, oltre che dell’olio, anche di un vino rosso rubino DOC denominato “Rossese di Dolceacqua” e diverse osterie e cantine locali ne propongono l’assaggio.
Siamo ciclisti è vero, ma siamo anche umani e quindi l’assaggio si giustifica ma occhio a non alzare il gomito!

Bussana Vecchia. Ne ho accennato prima, si tratta di un paese arroccato vicino al litorale, nei pressi di Arma di Taggia ma merita una racconto a parte, più approfondito. Era il 23 febbraio del 1887 in una giornata di pioggia, di quelle che invitano a rintanarsi in casa ed a rimandare i lavori nei campi. Ma proprio in quel giorno il destino aveva deciso di bussare alla loro porta.

Improvvisamente la campana della torre iniziò a suonare ma non era l’ora di funzioni religiose, era l’avvisaglia di un terribile terremoto che distrusse quasi interamente il borgo.
Solo il campanile rimase, miracolosamente, intatto ma molte persone trovarono la morte sotto le macerie ed i sopravvissuti a quel disastro non se la sentirono di ricostruire le loro case in quel luogo, troppo ricco di tristi ricordi e se ne andarono più in basso lasciando muri pericolanti, macerie e il tempo a farla da padrone.
Così rimase per quasi un secolo, fino a quando arrivaro i primi “figli dei fiori” a farla rinascere, recuperando pietre, ricordi di questo luogo.

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Iniziarono le prime esposizioni dell’arte, di un piccolo artigianato che ha fatto rivivere e rifiorire questo borgo tormentato dal destino e Bussana Vecchia piano piano è tornata alla vita.
Ma torniamo alla bici, il nostro “leit motiv”, l’itinerario che proponiamo prende il Via dal B & B “La Casa degli Eucalipti” che si trova a Bussana di S.Remo, in posizione dominante a 336  metri slm.

Il percorso dell’anello del Faudo (Impegnativo)
Lunghezza (Km.): 39
Dislivello in salita (m.): 1496
Quota massima (m.): 1149

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Il percorso si presta ad essere sfruttato per buona parte dell’anno in quanto ha un buon fondo, anche i tratti sterrati sono ben tenuti ed a volte presentano piccoli tratti in cemento negli strappi più duri.
Le salite decisamente impegnative, soprattutto per la risalita al B&B che ci ha ospitati ringraziamo santo rampichino!

L’itinerario proposto risale rapidamente verso il crinale montuoso e si affaccia al mare, portandoci alla scoperta di due tipici borghi dell’entroterra.
Castellaro (con il prezioso Santuario di N.S. di Lampedusa)
Pietrabruna conosciuta per gli oliveti e i frantoi, la coltivazione dei fiori recisi e la storica distillazione della lavanda.

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Breve descrizione:
Dalla sponda sinistra dell’Argentina (Ponte Nuovo) si risalgono le stradine fiancheggiate da colture a fiori sino a raggiungere la S.P. n° 51 circa a quota 200 m. Dopo aver voltato a sinistra si percorre un breve tratto della provinciale, raggiungendo ben presto Castellaro.

Si continua a sinistra per la stretta via che porta al Santuario di N. S. di Lampedusa (chiesa votiva barocca con interessante collezione di ex voto, punto sosta molto panoramico); si prosegue quindi verso destra (evitando la deviazione a scendere) per la sterrata che sale il ripido versante puntando a raggiungere lo spartiacque. Giunti sulla sommità (quota 717 m.) ci si dirige verso Nord superando la cappelletta di S. Salvatore e dopo un percorso su pista si sale per arrivare ad un bivio (quota 1.003 m.) da dove a sinistra (tratto asfaltato di circa 900 m.) si raggiunge la vetta pianeggiante del Monte Faudo (punto molto panoramico).

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Ridiscesi al bivio, si gira a sinistra e si percorre a scendere un lungo tratto su fondo naturale che porta velocemente alla loc. S. Brigida (antica cappella rurale a quota 450 m.). Da qui si prende a destra che scende verso il Rio Meree (al bivio a quota 431 m. voltare a sinistra), lo sovra-passa con un ponticello in pietra e si dirige in placida risalita verso il borgo di Pietrabruna.

Al bivio con la Provinciale n° 45 proseguire a sinistra in discesa sino ad imboccare sulla destra, a fondo paese, l’interpoderale su fondo naturale che conduce, con andamento pianeggiante, alla frazione di Boscomare (quota 380 m.). Da qui risaliamo sino a quota 660 m. – Passo Rapaluvo – dove deviamo a destra e ritroviamo a quota 717 m., a scendere, il percorso già transitato all’andata. Proseguiamo sino a Castellaro (quota 235) e quindi ritorniamo a Taggia.

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Al di là della bici.
Le cose da vedere sono sicuramente numerosissime, se siete amanti di arte, natura e storia, ecco alcuni suggerimenti.

Bussana Vecchia la città degli Artisti;
Dolceacqua il borgo medioevale.

I Prodotti Tipici.
Siamo in zona di pesca perciò, per gli amanti del pesce c’è solo l’imbarazzo della scelta ed anche i prezzi non sono salati !
Ma anche Vino ed Olio tipici della zona.
Lasciatevi tentare da:

Rossese di Dolceacqua, vino DOC;
Olio extravergine d’Oliva;
Possiamo suggerire
Azienda Agricola “Le Tre colline”
Via Roma 13
15070 Cassinelle
Tel.0143-848237
Che produce e vende vini ed Olio d’Oliva.

I territori di cui abbiamo appena accennato sono ricchi di tradizioni e moltissime sono le sagre di paese che vi consentiranno di programmarvi un periodo di ferie oppure un w-end interessante e sarebbe complesso indicare qui tutte le sfaccettature delle mille e più iniziative.

Per tutte le informazioni relative al territorio potete collegarvi al sito internet della Riviera.





2 Risposte a La Riviera dei Fiori in bicicletta, dove veleggiano i poeti

  1. felino ha detto:

    ottime informazioni su una zona , gli appennini in generale, e gli appennini liguri in particolare, che è poco gettonata e poco valorizzata.
    posti così li andiamo a cercare in Francia e chissà dove …….
    hai dato il tuo contributo prezioso a incuriosire la ricerca di questi posti. senza considerare come è la gente degli appennini…

  2. Roberto Babini ha detto:

    Lieto di aver contribuito e grazie.

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