Itinerari

L’Italia in bicicletta attraverso altri 10 luoghi (forse) ancora poco conosciuti

Continua il nostro viaggio in bici lungo alcune delle bellezze del nostro Paese; ecco altri 10 spunti per le vostre avventure a due ruote rimanendo il più possibile lontani dalle rotte maggiormente conosciute e turistiche.

1 – Pian del Lupo: il balcone del Canavese

A quota 1405 metri la strada per alcune centinaia di metri spiana in quello che assume le sembianze di un enorme balcone affacciato sul Canavese, su Torino con la sua iconica Basilica di Superga fino alle montagne del Piemonte centrale dove spicca maestoso il Re di Pietra: il Monviso! La salita può essere affrontata da Cuorgnè passando per Colleretto Castelnuovo (versante percorso dal Giro d’Italia nel 2019 e dall’ultimo Giro Donne) oppure da Pont Canavese passando per Frassinetto. La vicinanza con la Valle Orco e la Valle Soana a ovest e la Valchiusella a est rendono questa salita perfetta per i ciclo viaggiatori alla ricerca di pace e tranquillità a poco più di 50 km da Torino e a circa 150 km da Milano.

Pian del Lupo Canavese, crediti Mattia Barlocco
Pian del Lupo, crediti Mattia Barlocco

2 – La Serra Morenica di Ivrea

Si tratta di un particolare e caratteristico rilievo di origine glaciale situato a poche pedalate da Ivrea, la città industriale legata a Olivetti e Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2018, che si estende dal territorio di Andrate (820 m di altitudine) fino alle porte delle provincie di Biella e Vercelli. Un’area ricchissima di spunti storici e culturali dove non mancano strappi e salite anche impegnative. Il lago di Viverone con i vicini vigneti rappresenta l’occasione per una piacevole sosta in cui non sarà difficile incontrare i molti camminatori che passano di qui percorrendo la famosa Via Francigena. Il Ricetto di Candelo situato pochi km più a nord, nelle vicinanze di Biella, è solo un altro dei tanti spunti storico-culturali che questa zona del Piemonte offre ai suoi visitatori.

3 – Il paese delle streghe

Nel Parco delle Alpi Liguri, un’area protetta compresa tra Francia e Piemonte, si trova Triora. Da molti è conosciuto come il borgo delle streghe perché alla fine del 1500 fu teatro di uno dei più celebri processi alle streghe avvenuti in Italia. Si tratta in realtà di un paese che ha moltissimo da raccontare oltre a quella particolare atmosfera dark che si respira visitandolo. Incastonato in una natura incredibilmente rigogliosa e selvaggia, Triora è un luogo in cui il silenzio e la tranquillità regnano sovrani. A poche pedalate vi sono poi altri piccoli borghi incantevoli: Pigna, Apricale e Dolceacqua meritano senza dubbio di essere esplorati e unirli pedalando è un’esperienza ricca di scorci unici tra montagne, mare e boschi.

Triora Liguria
Triora Liguria

4 – Il Passo del Bracco

Non lontano dalla Toscana il Passo Del Bracco è come se fosse il collante cicloturistico tra la provincia di Genova e quella di La Spezia. La salita, da entrambi i versanti, è abbastanza lunga, non presenta grandi difficoltà ma offre numerosi spunti naturali tenendo i ciclisti sempre a debita distanza dal traffico e dal caos della costa. A pochissime pedalate da un’area ricchissima di bellezze come quella delle Cinque Terre questa salita rappresenta senza dubbio l’occasione per godersi la più profonda e tradizionale essenza dell’entroterra ligure fatta di natura, profumi, fragranze e panorami incredibili.

Passo del Bracco Liguria crediti Mattia Barlocco
Passo del Bracco, crediti Mattia Barlocco

5 – Subiaco e la Valle dell’Aniene

Immerso nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Subiaco non è soltanto uno dei Borghi più belli d’Italia ma anche il vero cuore pulsante di un territorio strategico e sorprendente per la sua naturale ricchezza di storia, arte e cultura. A circa 70 km dal centro di Roma e non distante dal bellissimo Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise l’area che circonda Subiaco permette una tavolozza infinita di sfumature e possibilità capaci di soddisfare le voglie dei cicloturisti più diversi.

6 – La costiera Amalfitana dall’alto

La Costiera Amalfitana è riconosciuta in tutto il mondo come uno dei luoghi simbolo del nostro paese. Attraversarla in bici e lasciarsi avvolgere dalla sua magia è un’esperienza unica che ogni cicloturista dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Ma se la bellezza della Statale 163 Amalfitana è indiscutibile è altrettanto vero che in alcuni periodi dell’anno, per via del grande afflusso di turisti, diventa davvero complicato per noi ciclisti approcciarsi a questo territorio meraviglioso. Per sfuggire al traffico continuando a godere degli splendidi panorami della costiera la soluzione migliore può essere quella di esplorare l’entroterra; zone meno note ma ugualmente ricche di fascino come nel caso di Furore e di Agerola o del circuito del Valico di Chiunzi che unisce Atrani a Maiori passando per Ravello e Tramonto.

Costiera Amalfitana, crediti Mattia Barlocco
Costiera Amalfitana, crediti Mattia Barlocco

7 – Esplorando la punta del nostro stivale

La Calabria è una delle terre più inesplorate e selvagge dell’Italia. L’area di Stilo, ai piedi del Monte Consolino, in provincia di Reggio Calabria è la dimostrazione di come in alcuni casi siano proprio le zone meno conosciute e turistiche a custodire vere e proprie perle. L’avvicinamento a Stilo avviene in compagnia dello Stilaro, uno dei fiumi più importanti della regione, che con il suo scorrere lento e tortuoso sembra condurci verso i 386 metri del borgo. Qui silenzio e tranquillità sono i veri padroni di casa e pedalare lungo queste strade significa lasciarsi conquistare da un’epoca lontana in cui il tempo sembra essersi fermato. Se amate viaggiare lenti questa è la terra che fa per voi!

8 – Alla scoperta del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

Tra Bologna e Modena trova spazio un parco davvero suggestivo; un territorio in cui castagneti secolari, aree coltivate e antichi insediamenti sembrano abbracciare le imponenti guglie arenacee dei Sassi. Pieve di Trebbio, Castellaro, il Borgo dei Sassi, Roccamalatina e Montecorone sono solo alcuni dei piccoli borghi che animano quest’oasi di pace e natura rappresentando davvero un ottima alternativa per chi sta percorrendo l’Italia nella direttrice Nord-Sud e non vuole pedalare sulla costa.

9 – A casa di Francesco Petrarca

Al centro dell’anello dei Colli Euganei, un itinerario cicloturistico ormai molto noto e conosciuto, si trova Arquà Petrarca. Fare una deviazione nel borgo in cui ha vissuto il famoso poeta può rappresentare una piacevolissima scoperta sia per quanto riguarda il contesto naturalistico che lo circonda sia per la sua ricchezza architettonica e culturale. Si tratta di un borgo medioevale, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, dove tutto appare estremamente curato e vivace; il luogo ideale per una sosta in una zona strategica per molte delle tracce cicloturistiche che attraversano il nostro paese. Più o meno equidistante da Verona e da Venezia (circa 70 km) sono 150 i km che la separano da Trento e 100 km da Bologna.

Arquà Petrarca Veneto crediti Mattia Barlocco
Arquà Petrarca, crediti Mattia Barlocco

10 – Sulle strade della tragedia del Vajont

Tutti noi colleghiamo la Valle del Vajont al terribile evento del 1963. Dopo più di 60 anni ricordare è doveroso ma è altrettanto importante conoscere ed esplorare le bellezze che queste montagne hanno da offrire al di là della sua tragica storia. Casso ed Erto sono due borghi che non possono deludere con la loro architettura semplice e spontanea dove la pietra locale è il filo conduttore di storie dal sapore antichissimo. La montagna qui è selvaggia, austera a tratti aspra ed è proprio questo suo carattere duro a donarle un fascino incredibilmente ricco. Il grande turismo qui non è ancora arrivato e la bicicletta sembra essere davvero il mezzo migliore per rispettare ed esplorare questa terra meravigliosa.

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