Bici a pedalata assistita: nuove misure per la sicurezza

15 Dicembre 2011
bici-elettrica

Foto da Gazzetta di Parma

L’allarme viene direttamente da Bruxelles e a lanciarlo è l’ECF (European Cyclist Federation) la quale sostiene che con le ultime innovazioni tecnologiche la potenza delle biciclette a pedalata assistita sia aumentata in misura tale da costituire un pericolo per la sicurezza dei ciclisti e degli altri.

Attualmente sono al vaglio delle modifiche alle normative che classificano le tipologie dei prodotti (in questo caso veicoli), normative che ne certificano la qualità prima che questi vengano immessi sul mercato.
Sebbene anche la bici elettrica sia dotata a tutti gli effetti di un motore ha goduto finora di un trattamento di favore, essendo di fatto esclusa dalle normative riguardanti invece i classici “veicoli a motore”.

Ovviamente ci sono dei limiti ben precisi entro cui una bici elettrica deve rientrare affinché sia considerata tale.

  • velocità massima di 25 Km/h raggiungibile con l’ausilio del motore elettrico
  • la pedalata assistita, e dunque non a sola propulsione del motore
  • potenza massima di 250 Watt.

In un primo momento ECF ha dovuto bloccare sul nascere la proposta proveniente dalla Germania di annullare i limiti di potenza ed eliminare la condizione della “pedalata assistita” affidando tutta la propulsione al solo motore elettrico. Non vi è ancora riuscita invece dopo il secondo tentativo, ancora una volta di mano tedesca, lanciato dall’europarlamentare verde Heide Rühle.
Solo nella prossima primavera Bruxelles si pronuncerà definitivamente sulla fattibilità delle modifiche proposte.

I responsabili delle politiche per la sicurezza stradale hanno già promesso battaglia rendendo noto che l’annullamento di ogni limite di potenza e velocità delle bici sarebbe un disastro per la sicurezza e farebbe impennare ulteriormente gli incidenti stradali tra le bici elettriche, cosa che dove questi mezzi sono molto usati si è già verificata.

Dietro l’insistenza degli europarlamentari tedeschi sembra esserci anche l’interesse della case produttrici di veicoli elettrici. Invece – afferma Ceri Woolsgrove di ECF – La green economy si favorisce anche soltanto lasciando la situazione pre-esistente e creando migliori condizioni di ciclabilità urbana.

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