Pisapia hai torto marcio

27 Febbraio 2012

e-bookFinalmente ho letto l’agile manualetto del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, dedicato alla sicurezza di chi va in bicicletta. Premetto che ho (almeno per il momento) fiducia nelle potenzialità di Pisapia, sono contenta che abbia aderito a #salvaiciclisti e penso che anche i migliori possano commettere qualche errore. Ripubblico gli otto punti fondamentali per la sicurezza dei ciclisti dell’e-book di Pisapia e provo a spiegare dov’è che sbaglia (in corsivo e neretto i brani letterali estratti dal testo del Comune di Milano).

1) Evitare strade trafficate e possibilmente, scegliere itinerari provvisti di piste ciclabili
Una sola frase, tantissimi errori. Una delle ragioni che spinge all’uso della bici è la migliore efficienza delle due ruote (si fa prima, si trova parcheggio, sono affidabili, economiche…) rispetto agli altri mezzi di trasporto. Scegliere le strade meno trafficate non ha senso (e poi nei grandi centri urbani dove stanno strade meno trafficate?) : il ciclista sceglie la strada più breve. Io pedalo per andare al lavoro, mica per andare a spasso. Per lo stesso motivo raramente scelgo itinerari provvisti di ciclabili. Sul percorso casa-lavoro incrocio tre spezzoni di ciclabile: se dovessi fare un tragitto che li comprenda tutti e tre anziché 6 km dovrei percorrerne 13,5. A quel punto prendo la macchina.

2) Rendersi visibili. Molti ciclisti viaggiano senza fanali e catarifrangenti alla sera o di notte
Quando c’è buio ho tante di quelle lucine lampeggianti addosso da sembrare un albero di Natale. Forse è per questo che gli automobilisti sono colti alla sprovvista. Pensano: ma che ci fa a marzo un albero di Natale in mezzo alla strada? E così mi schivano solo all’ultimo istante. Se le macchine andassero più piano vedrebbero bene tutto, anche di notte.

3) Segnalare la propria presenza suonando il campanello
Il campanello? Ridicolo. Ma avete presente il livello di inquinamento acustico di un centro urbano? Suonare il campanello? Non lo sento nemmeno io che sto a mezzo metro dal manubrio.

4) Guardarsi alle spalle. Usare uno specchietto retrovisore
Questo è molto utile come suggerimento, così posso vedere il modello e il colore della macchina che mi sta per travolgere.

5) Rispettare le norme
Quali? Quelle sulla sosta in doppia fila? Quelle sul parcheggio sulle strisce, agli incroci, sui marciapiede? Quelle sui limiti di velocità?

6) Essere prudenti
Essere prudente è quello che mi ha tenuto in vita fino a oggi. Spero che mi basti, ma sicuramente non è una garanzia.

7) Cercare il contatto visivo con i conducenti degli altri veicoli
Giusto, questo la faccio spesso. Capita, infatti, che a uno che mi stava per sbatacchiare per terra lo guardo negli occhi e gli dico quant’è stronzo.

8) Segnalare con le braccia l’intenzione di svoltare a destra/sinistra o di spostarsi al centro della carreggiata
Questo, invece, è giustissimo. Pisapia, ad esempio, adesso ti sto segnalando con le braccia che hai sbagliato tutto. Che si fa? Lo riscriviamo daccapo?

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