@GQitalia – Caro Terruzzi…

13 Luglio 2012

Il numero di luglio di GQ riporta una divertentissima lettera aperta di Giorgio Terruzzi dal titolo “Contro i ciclisti e l’uso della bici”. Con la bava alla bocca si lascia andare ad una serie di invettive neanche troppo originali nei confronti di chi usa la bicicletta. Ecco qualche passaggio:

Siete silenziosi. Siete ecologici. Siete sani. Siete presuntuosi. Siete maleducati. Siete pericolosi. […]

Perché il ciclista, dietro il sorriso compassionevole, sotto la fatica salutare, trasuda odio, mastica frustrazione, nutre una vendetta perenne, sempre pronta, fornita di un corredo di rivendicazioni lungo così. […]

Cara grazia che non mi metti sotto, magari con il passeggino monoposto a ruote lenticolari con all’interno il pupo-kamikaze agganciato a una bici da corsa, neanche fosse il rostro di una nave da battaglia. […]

Forse per questo visibili e inguardabili, con quelle maglie da Giro, appunto, colorate da uno stilista sotto anfetamina. Ma, dico, un blu scuro? Un sobrio tinta unita? […]

Sulle prime avevo pensato di rispondere a questa abile penna in modo serio, facendogli presente i vantaggi per l’individuo e per la società derivanti dal privilegiare la bicicletta rispetto ad altri mezzi di trasporto e che i colori sgargianti vengono preferiti proprio per evitare di venire investiti dal suvnormale di turno, ma poi mi sono ricordato di avere a che fare con uno che scrive su un mensile che si chiama Gentlemen Quarterly, famoso in tutto il mondo soprattutto perché ogni mese trova nuovi consigli da dispensare su come buttare giù la pancia e su come soddisfare la propria donna a letto. Come se la pancia e la vagina cambiassero forma e aspetto a cadenza mensile, esattamente ad ogni uscita del meraviglioso giornaletto.

Ma soprattutto, la lettera aperta pubblicata su GQ non è stata scritta argomentando in modo razionale, ma piuttosto, di pancia, dando sfogo agli istinti più primordiali. E proprio qui mi è venuto il sospetto: l’astio che trapela non può essere solamente spiegato con qualche sgarbo inflitto sulla strada da parte del ciclista indisciplinato di turno, ma con qualcosa di più profondo e intimo, qualcosa che abbia veramente ferito il Terruzzi nella sua vita privata.

E quindi mi chiedo, ma non è che mentre l’autore era intento a martoriarsi di flessioni e addominali in palestra (seguendo minuziosamente le istruzioni dell’ultimo numero di GQ) per sconfiggere quella mollezza sviluppata durante ore e ore trascorse all’interno della propria automobile, qualcuno che grazie alla bici la pancia non l’ha mai avuta ha capito esattamente dove mettere mano per soddisfare la donna del Terruzzi?

A questo punto si spiegherebbe tutto: il poveretto ha scoperto la tresca, magari trovando un guantino da bici disperso tra le proprie lenzuola e la povera compagna, che a suo tempo era stata sedotta da un macchinone quando ancora queste cose facevano colpo, si è trovata costretta ad ammettere tutto quanto, senza però fare nomi per evitare che il proprio amante finisse investito dal potentissimo bolide del Terruzzi.

Voglio quindi rivolgermi al perfido cornificatore a pedali: capisco che a questo punto tu abbia paura di uscire allo scoperto (e in questo modo lasci noi tutti ciclisti nella difficile condizione di respingere gli attacchi del Terruzzi), capisco che tutta questa attività fisica ti metta in circolo tanto sangue in tutto il corpo da farti sentire come una sorta di satiro inarrestabile, ma per favore, il tempo che risparmi nel traffico usando la bicicletta, evita di utilizzarlo trombandoti le donne di quei poveretti meno fortunati di te che trascorrono la propria vita imbottigliati dentro a delle colorate scatolette di latta.

Al Terruzzi invece voglio dare un consiglio: prova a cambiare prospettiva, prova a usare la bici, scoprirai un mondo nuovo, fatto di gioia, di endorfine liberate, di leggerezza, di socializzazione ed empatia con chi ti sta accanto, di sorrisi e di quel senso di libertà che forse non provi più da quando eri bambino.
Anzi, no, comprati un tandem, che non si sa mai.

Mi scuso per il palese contenuto sessista di questo post, ma dovendomi rivolgere a un pubblico che capisce solo tette, motori e pallone ho dovuto adeguare il mio argomentare.

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