Mobilità

Palermo rinuncia a 8 milioni per le ciclabili: scatta la protesta

Palermo rinuncia a 8 milioni per le ciclabili: scatta la protesta
La protesta del 20 luglio 2026 a Palermo (immagine Consulta della Bicicletta Palermo via FB)

Ieri, lunedì 20 luglio 2026, lungo l’asfalto di Via Roma a Palermo è andata in scena la protesta della “ciclabile umana”. Oltre cento persone, indossando gilet ad alta visibilità e tenendo in mano cartelli creativi, si sono disposte in fila indiana lungo il margine della carreggiata per delimitare fisicamente quella che dovrebbe essere la nuova corsia riservata alle biciclette.

Il motivo del flash mob – promosso da attivisti, movimenti cittadini e anche membri della Consulta della Bicicletta – è tanto semplice quanto allarmante: il progetto esecutivo della nuova pista ciclabile di Via Roma non prevede alcun cordolo di protezione. Nessuna separazione fisica dal traffico motorizzato in una delle arterie con il più alto tasso di incidentalità del centro storico. In una città dove la sosta selvaggia è una piaga, dipingere una semplice striscia di vernice per terra significa regalarla come nuovo parcheggio in doppia fila per le auto, lasciando chi pedala in balia dei veicoli a motore.

A riassumere lo spirito della mobilitazione è il portavoce della Consulta della Bicicletta, Dario Stellino, che sottolinea le ragioni di questa discesa in strada: “Oltre cento persone hanno manifestato pacificamente per chiedere sicurezza e l’inserimento dei cordoli lungo le piste ciclabili da realizzare su via Roma, per denunciare lo spreco dei fondi del PNRR destinati alle infrastrutture ciclabili e per chiedere reali politiche che favoriscono la mobilità sostenibile nella nostra città e la tutela degli utenti più deboli della strada, a cominciare da bambini e persone con disabilità”.

Una protesta che punta dritta al cuore del problema, rilanciando la domanda provocatoria presente sui cartelloni esposti dai manifestanti: “Ci fareste andare i vostri figli lungo le piste ciclabili che progettate?”.

8 milioni di euro del PNRR non utilizzati

La manifestazione di Via Roma non è stata solo una richiesta di sicurezza stradale per un singolo tracciato, ma un grido d’allarme contro l’intera gestione della mobilità attiva da parte dell’Amministrazione comunale. Palermo era infatti destinataria di circa 8 milioni di euro di fondi PNRR, risorse storiche che avrebbero dovuto finanziare una rete infrastrutturale di ben 28 chilometri di nuove piste ciclabili protette e interconnesse per avvicinare finalmente il capoluogo siciliano agli standard europei.

Cosa è rimasto di quella visione? Molto poco, secondo quanto sostengono i manifestanti. Pur di cedere alle pressioni di pochi oppositori, preoccupati esclusivamente di difendere lo status quo e i parcheggi su strada (come dimostrano i dietrofront e le modifiche al ribasso registrati in corso Calatafimi, viale Michelangelo e viale Regione Siciliana), l’Amministrazione ha finito per depotenziare o cancellare i tracciati, realizzando meno della metà della rete originariamente prevista e rinunciando di fatto a milioni di euro di finanziamenti europei. Un “muro di gomma” che condanna la città al traffico perenne e all’inquinamento, rinunciando a un’occasione irripetibile per il futuro delle prossime generazioni.

Il “muro di gomma” del Comune: dialogo negato e risposte a mezzo stampa

La mancata realizzazione del cordolo in Via Roma conferma la chiusura al dialogo da parte dell’Amministrazione comunale. Come denunciato dalla Consulta della Bicicletta, a inizio luglio le associazioni avevano formalmente richiesto un incontro urgente con il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e con i progettisti per ribadire la necessità imprescindibile di una barriera fisica di protezione, proprio in virtù della pericolosità e dei sinistri stradali che caratterizzano l’arteria.

La risposta del Comune è stata gelida quanto emblematica della situazione di stallo. Spiega Stellino: “L’unico riscontro ricevuto a tale richiesta si è limitato a invitare la Consulta a fare riferimento a ‘quanto evidenziato dal progettista e dall’assessore nell’articolo pubblicato su Balarm il 2 luglio scorso‘. Evidenziando il modo irrituale di comunicare utilizzando i media, la Consulta della Bicicletta prende atto di questa palese mancanza di volontà di confronto istituzionale e di partecipazione democratica”.

Ma il portavoce va oltre, contestando nel merito l’approccio puramente burocratico della progettazione, che ignora la realtà quotidiana del traffico palermitano: “Spiace che lo stesso progettista, che non ha riscontrato le richieste della Consulta, continui a pubblicare articoli parlando di sicurezza. Siamo consapevoli che le soluzioni proposte sono tra quelle previste dal Codice della Strada, ma basta qualche passaggio in bicicletta o provare ad attraversare la strada per capire che poco si adattano alla realtà”.

Il messaggio dei ciclisti: “Le strade non sono solo delle auto”

Il sentimento di chi pedala quotidianamente a Palermo è riassunto con estrema lucidità nel messaggio pubblicato sui social dalla pagina Earth Government Palermo, presente in strada durante la mobilitazione: “Ieri abbiamo realizzato una ciclabile umana in via Roma, proprio la stessa via che ospiterà una ciclabile senza cordolo, proprio a Palermo, la città che probabilmente ha perso 8 milioni di fondi perché ha ceduto alle pressioni di pochi non realizzando le ciclabili nelle strade giuste e sprecando risorse per piste fatte veramente male. Abbiamo manifestato perché esistiamo, perché non vogliamo venire investite, perché le strade non sono solo delle auto, perché vogliamo una città diversa, potremmo averla, eppure ci scontriamo continuamente con un inutile muro di gomma”.

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