Strapotere UAE. E strapotere del Re Sole, Tadej Pogačar. Il Tour de France va al suo secondo giorno di riposo con il regno dello sloveno sempre più solido e sempre più inattaccabile. Pogi viaggia verso il suo quinto Tour della carriera (sarebbe il terzo consecutivo) senza segni di minimo cedimento e con il sorriso stampato sulle labbra. Non un dettaglio, ripensando al volto semidepresso di un anno fa. Prima di tutto i numeri: per Tadej siamo già a 4 vittorie di tappa, col conteggio che è salito a quota 25 totali alla Grande Boucle (Hinault è a 28, Merckx a 34 e Cavendish a 35) e a 17 stagionali in 31 giorni di corsa. Irreale. La Uae ha toccato quota 57, allargando la forbice con le rivali, che stanno lì a guardare e devono accontentarsi delle briciole.
Il colpo duro da digerire è stato quello dell’abbandono di Jonas Vingegaard. Il danese, proprio nel giorno in cui sembrava promettere battaglia, è finito a terra su una curva apparentemente banale. Frattura della clavicola e addio Grande Boucle. È la fine di un’era, visto che dal 2021 Jonas e Tadej avevano sempre fatto primo e secondo.
Lo scenario, quindi, cambia. Soprattutto per le posizioni sul podio e la lotta per la maglia bianca. La vittoria di Remco Evenepoel sul Plateau de Solaison è stata una novità assoluta. Il belga, su salite lunghe e dure, era sempre rimbalzato. Questa volta, invece, ha battuto la Uae, evitando di finire stritolato nella morsa di Pogačar e Del Toro. Il messicano, comunque, può sorridere, perché ora è terzo e si è ripreso la maglia bianca, sopravanzando Seixas di 25 secondi. Questa, probabilmente, sarà la battaglia più interessante guardando alle ultime tappe. Anche perché la terza settimana, come sempre, può riservare sorprese.

Martedì si riparte con la crono individuale. Dura, non banale, di 26 km e con 500 metri di dislivello che rischiano di tagliare fuori dalla possibile vittoria due specialisti puri come Ganna e Tarling. Ma accenderanno l’interesse sui big di classifica. Evenepoel andrà sul suo terreno preferito nella speranza di consolidare il secondo posto. Guardando alla top 10, Lipowitz e Skjelmose sembrano i più penalizzati, mentre promette scintille la battaglia fra Pogacar, Seixas e Del Toro, con Ayuso possibile outsider.
Il menu dell’ultima settimana proporrà poi un’occasione per i velocisti (tranne Merlier ritirato) a Voiron (tutta da sudare però) prima del trittico conclusivo con gli arrivi a Orcieres-Merlette e la doppia Alpe d’Huez. Venerdì dal versante classico dopo una tappa facile e con la salita secca nel finale. Sabato arrivando da dietro e dopo un tris mortifero con Croix de Fer, Galibier e Sarenne. Roba da brividi. Domenica, poi, la festa a Parigi, ma con la conferma dei tre passaggi su Montmartre che potrebbero evitare, come un anno fa, la classica volata sui Campi Elisi.

Ultima notazione. Pogačar ha lasciato aperta una piccola possibilità di partecipazione alla Vuelta di Spagna, l’unico grande giro che gli manca e che quest’anno partirà sotto casa sua nel Principato di Monaco. Da lui e dalla squadra non filtra nulla, se non un classico “decideremo dopo il Tour”. A sensazione sembra più un no che un sì, ma con Tadej mai dire mai. In questo ciclismo, tanto, decide tutto lui. E tutti pendono dalle sue labbra e dalle sue scelte.
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Le pagelle del Greg
POGACAR 10 e lode
Gioca, vince e cerca di far vincere. 5 minuti di vantaggio gli permettono di gestire l’ultima settimana a proprio piacimento. EXTRATERRESTRE
VINGEGAARD s.v.
Nel giorno in cui voleva risorgere finisce sull’asfalto e mette da parte ogni più nobile proposito. Jonas sembrava in crescita e sarebbe stato un ago della bilancia nella lotta per il podio. SFORTUNATO
EVENEPOEL 9
Finalmente batte un colpo in salita. Sempre umiliato in passato, in Alta Savoia si prende una grande rivincita personale, lasciandosi alle spalle Pogi e Del Toro. Con questo entusiasmo punta dritto al secondo posto. TURBO
SEIXAS 9
Non dimentichiamoci che ha 19 anni. Non dimentichiamoci che è al suo primo Tour. Cede qualcosa ma non crolla. Le Alpi ci diranno come finirà questa sua prima esperienza. Ma un giorno il Tour, ne siamo certi, sarà roba sua. TALENTO
ITALIANI 4
Ok che siamo pochi e che non siamo dei fenomeni, ma finora il nostro è stato un Tour anonimo e incolore. Specchio dei tempi. TRISTEZZA
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