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Reggio Emilia a misura di bici: limite a 30 km/h in tutta l’area urbana

News • di 8 Ottobre 2012

reggio-emilia-limite30L’Italia cambia strada. Questa volta davvero.
E il cambiamento parte da Reggio Emilia.
A margine degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova il sindaco della città che ha ospitato l’evento (organizzato dal movimento #salvaiciclisti, Anci, Fiab e Legambiente), Graziano Delrio, ha infatti annunciato l’introduzione del limite di velocità a 30 km/h in tutte le strade urbane. Il provvedimento, fortemente voluto dal movimento #salvaiciclisti e per il quale nelle scorse settimane è stata avviata la campagna #30eLode, che ad oggi ha raccolto oltre 6 mila adesioni, è stato annunciato ufficialmente nella seconda giornata di lavori, sabato 6 ottobre, al centro Loris Malaguzzi, ma è stato approvato dalla Giunta già da diversi giorni.

Un provvedimento che guarda all’Europa, per lo meno a quell’Europa che in tema di “mobilità nuova” si muove già da anni e a cui l’Italia deve necessariamente ispirarsi se vuole raggiungere livelli di qualità della mobilità cittadina accettabili. Il limite di 30 all’ora sarà implementato in tutta l’area urbana ad eccezione delle strade a grande scorrimento e già nel giugno del 2013 interesserà il 95% della viabilità. “Ma è ancora presto per tracciare una mappa” – sostiene l’assessore alla Mobilità del Comune di Reggio Emilia Paolo Gandolfi il quale, interrogato anche sulla possibilità di una levata di scudi a fronte del provvedimento, assai impopolare secondo alcuni, sgombra il campo da ogni dubbio: “ogni volta che ci si adopera per un cambiamento ci sono discussioni, per questo devono avvenire con gradualità. In questo caso però i vantaggi sono indiscussi. Un’auto che investe un pedone a 50 km/h ha il 70% delle possibilità di uccidere, al contrario, investito a 30 km/h, un pedone ha il 70% delle possibilità di salvarsi.

Reggio Emilia prima città d’Italia ad adottare il limite 30 in tutta l’area urbana (in vigore nel centro storico già dal 2005), traguardo che proietta il comune emiliano verso gli standard di mobilità condivisi dal circuito “Slow Cities”. Essere ‘lenti’ non significa arrivare tardi, al contrario, significa usare le nuove tecnologie per rendere le città dei posti ideali nei quali poter vivere. E’ questo uno dei must del concetto Slow City, città del futuro, concepito dal movimento Slow Food.
Il provvedimento approvato a Reggio Emilia non costituisce un’azione estemporanea ma è frutto di un percorso virtuoso sulla mobilità iniziato da alcuni anni e riconosciuto anche dall’Unione Europea, che proprio la settimana scorsa a Vitoria, capoluogo dei Paesi Baschi (Spagna), ha conferito al comune reggiano il premio europeo Civitas Award 2012 per la sostenibilità, grazie allo sviluppo dei percorsi ciclabili e pedonali nei tratti casa-scuola, ai progetti BiciBus e PediBus, alla messa in sicurezza delle sedi stradali in prossimità delle scuole, all’istituzione dei mobility manager scolastici (primo comune in Italia) e agli interventi di educazione e comunicazione sui temi della mobilità ciclabile.


aida







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