UK: nel 2012 boom del mercato bici e incassi record

3 Aprile 2013

inghilterra-bici

Se lo scorso anno in Italia si sono vendute più bici che auto, anche in Gran Bretagna le vendite di biciclette sono in netto aumento e, secondo le stime ufficiali riportate dal Times, nel 2012 hanno generato incassi tre volte superiori a quelli dei motocicli. L’ufficio nazionale di statistica parla di un giro d’affari da 1,56 miliardi di sterline, il dato più alto dal 1997. Al contrario, l’industria motociclistica ha generato utili per 518 milioni di sterline, mai così male dal 1998. Tra il 2001 e il 2011, il numero di pendolari in bicicletta sulle strade inglesi è aumentato del 14% (circa 760 mila ciclisti in più), i chilometri percorsi del 20%. E’ l’equazione “più ciclisti sulle strade = più bici vendute”, tra l’altro, ad aver convinto alcune aziende produttrici a costituire nel 2011 il Cycling Industry Club, nel tentativo di favorire politiche per la ciclabilità urbana in nome dell’impatto positivo sulla società e delle buone ricadute economiche per le amministrazioni.

Ma in Gran Bretagna l’aumento complessivo della spesa non è dovuto, almeno non soltanto, all’aumento di biciclette in circolazione – molte delle quali pieghevoli – ma anche ad una recente tendenza ad acquistare mezzi di qualità e fascia di prezzo superiori. I dati del mercato europeo 2011 dicono che nei Paesi Bassi, dove gli spostamenti a pedali sono molto frequenti, la spesa media per una bici è di 750 euro, la più alta in Europa. Bici più care? Forse, ma anche di maggiore qualità. Seguono non a caso altri paesi “bike friendly” come Germania, Austria, Svezia e Danimarca (495-380 euro per bici) mentre più distaccate Italia (270) e, appunto, Gran Bretagna (280).

Oltremanica, viceversa, per i motocicli sono rimaste più o meno invariate le vendite mentre è calata la spesa per singolo mezzo. Più della metà delle immatricolazioni del 2012, infatti, ha riguardato veicoli di minore potenza, in genere non superiore ai 125cc, quindi meno costosi. Secondo Steve Kenward, amministratore delegato della Motorcycle Industry Association, anche i motociclisti più appassionati a causa della crisi economica ora tendono a cambiare i loro bolidi una volta ogni sei anni, anziché ogni tre come avveniva mediamente gli anni precedenti. “Gli utili dell’industria motociclistica sono i più bassi dal 1998 – spiega Kenward – in questo momento è normale che un mezzo come la bicicletta abbia più successo, è vista meglio per il minor impatto ambientale e anche politicamente ormai è più accettata.”

Eppure il meglio deve ancora venire, perché grazie all’affermazione della campagna del Times “cyclesafe”, nell’ultimo anno la Gran Bretagna ha compiuto notevoli passi avanti, a livello nazionale e locale: a Londra è stato approvato di recente un ambizioso biciplan da un miliardo di sterline, l’organizzazione CTC si sta battendo per portare la bicicletta tra i banchi di scuola e sono state proposte modifiche nella progettazione dei veicoli pesanti.
Se questi interventi si riveleranno efficaci nell’obiettivo di portare più ciclisti sulle strade, c’è da scommettere che il record di vendite del 2012 sarà presto battuto.

Foto | londoncyclist.co.uk

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