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Olanda e incidentalità in bicicletta

News • di 23 Aprile 2013

rutte

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha assistito, ieri 22 aprile, all’investimento di una donna che stava procedendo in bicicletta nella zona di Bankastraat, nella città dell’Aia, da parte di un mezzo pesante. Rutte è stato quindi ascoltato dalla polizia in qualità di testimone. Il premier olandese stava transitando da quelle parti con la sua automobile quando, visto l’incidente, è sceso ed ha raggiunto la donna alla quale – secondo quanto riportato dal notiziario Independent.ie – ha tenuto la mano fino in punto di morte mentre i sanitari tentavano gli ultimi disperati soccorsi, alla fine risultati vani. Il camionista, cinquantunenne, è stato accompagnato in una stazione della polizia ed interrogato sull’accaduto.

Nei Paesi Bassi l’incidentalità stradale in rapporto alla popolazione è la più bassa in Europa (45 morti per milione di abitanti); nel 2009 sono stati 720 i decessi, scesi a 640 nel 2010, aumentati a 661 nel 2011. Più o meno uguale la mortalità tra i ciclisti (185, 162, 200, tra il 2009 e il 2011) mentre è diminuita quella dei bambini/ragazzi fino a 15 anni (da 18 a 9 tra il 2009 e il 2010). In compenso in Olanda ci sono 18 milioni di biciclette a fronte di una popolazione di 16 milioni, circa la metà dei cittadini usa la bici almeno una volta al giorno, la distanza media percorsa in bici da ogni olandese è di circa 2,5 chilometri, la bicicletta è impiegata in un quarto di tutti gli spostamenti e nel 35% di quelli sotto i 7,5 chilometri. Gli spostamenti quotidiani in bici si stima siano attorno ai 5 milioni e in continua crescita per via anche della diffusione delle bici elettriche in particolare tra gli anziani.

Di seguito un grafico sugli incidenti stradali mortali in Olanda dal 1950 ad oggi.

incidentalità stradale-olanda

Grafico | aviewfromthecyclepath







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