Giappone, dubbi sul nuovo Ministero per la ciclabilità

25 Ottobre 2013

Byron Kidd, voce autorevole dell’ambiente ciclistico giapponese, raffredda gli entusiasmi dopo l’istituzione da parte del partito liberale del Ministero per la Promozione della Ciclabilità. “Servirà solo a spartirsi ulteriori posti di potere”.

Giappone Ministero bicicletta

Il Partito Liberal Democratico del Giappone (LDP) ha annunciato ieri la nomina dell’attuale ministro della Giustizia Sadakazu Tanigaki alla nuova funzione di Ministro per la Promozione della mobilità ciclistica. I compiti che attendono il nuovo ministro sono la promozione della bici come mezzo di trasporto urbano, la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture per la ciclabilità come piste e corsie ciclabili, rastrelliere e parcheggi, l’introduzione di un sistema di bike sharing nella capitale Tokyo che ne è ancora sprovvista.

Secondo Byron Kidd, ciclista e blogger di Tokyo by bike residente in Giappone dal 1996, non si tratta però di una decisione entusiasmante, non tanto quella di istituire il Ministero in sé, quanto quella di nominare Tanigaki ministro. Come il padre, anch’egli è un politico di professione e ha già ricoperto nel governo l’incarico di ministro delle Finanze e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tra i suoi hobby annovera il ciclismo e la montagna, ma per la stampa è soprattutto il responsabile della firma degli ordini di condanna a morte, avendo condannato solo negli ultimi 12 mesi sei prigionieri tra cui un anziano di 73 anni.

Quella del Ministero per la ciclabilità sembra una vicenda molto “italiana”, almeno secondo il giudizio del blogger Byron Kidd, il quale non solo ha più di un dubbio sull’autenticità della passione del neo-ministro per la bicicletta, a suo dire ormai molto lontana nel tempo, ma è convinto che, visti i precedenti del partito liberale in quanto a clientelismo,  l’istituzione del Ministero servirà solo a mettere a libro paga del governo altri politici, rappresentanti di aziende, accademici e presunti “esperti” con interessi esclusivamente economici.

State certi – spiega Kidd rivolgendosi ai ciclisti del Giappone – che nessuna decisione sarà presa tenendo conto del vostro parere e che le vostre richieste rimarranno inascoltate. Oggi dovrebbe essere un bel giorno per i ciclisti, ma come si fa ad essere entusiasti di un gruppo di politici, figli e nipoti di essi, con precedenti di corruzione, che elegge uno di loro per ricoprire un incarico così importante? L’unica nota positiva – conclude amaramente Kidd – è che ora sapremo a chi rivolgere le nostre lamentele prima che esse cadano nel vuoto.

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