Recensione bici elettrica Lombardo Montecatini

21 Gennaio 2014

In attesa dell’arrivo nei negozi dei modelli di bici elettriche 2014, potrebbe essere utile dare un’occhiata a qualche modello più vecchio. Una buona bici continua a esserlo anche se non è l’ultimissimo modello. Il rapporto qualità/prezzo potrebbe essere molto vantaggioso, soprattutto se ci si fa fare un bello sconto dal negoziante; se testate attentamente la bici, assicurandovi della mancanza di difetti, e con chiare certezze sulla garanzia per la batteria, potreste portarvi a casa un’ottima bici con una spesa minore del previsto. In questo caso, presentiamo una bici uscita nel 2012, dataci in prova da Ecovia di Roma.

La bici elettrica che abbiamo testato negli ultimi giorni è prodotta dalla casa siciliana Lombardo; si tratta del modello Montecatini, con motorizzazione Bosch 2012.

La Montecatini è una classica bici da città, fatta per essere usata principalmente su asfalto a velocità medio-basse, magari montando un seggiolino per bambini o delle borse sopra la ruota posteriore. Tutte le scelte costruttive, dal telaio ai vari componenti, sono pensate per questo tipo di utilizzo.

 

La parte elettrica

Vediamo prima di tutto la parte elettrica: il motore Bosch è da 250 Watt, con sensore di sforzo e 4 livelli di assistenza principali. Ogni livello è a sua volta suddiviso in tre sottolivelli (caratteristica questa tipica dei modelli Bosch 2012, e abbandonata dalla casa tedesca per le motorizzazioni 2013 e 2014). E’ possibile quindi scegliere con grande precisione il livello di assistenza che si riceve dal motore.

I 4 livelli principali sono, in ordine dalla minima alla massima assistenza: Eco, Tour, Sport e Speed. Il sensore di sforzo fa sì che il motore eroghi una potenza che è proporzionale a quella impressa dal ciclista, secondo un rapporto che varia a seconda del livello di assistenza selezionato. Con la modalità Eco il motore aumenta del 30% la potenza del ciclista; con la modalità Speed, questo valore sale al 250%.

Ad esempio, se un ciclista “spinge” sui pedali con una potenza di 100 Watt, in modalità Eco il motore aggiungerà altri 30 Watt, per un totale di 130 Watt; in modalità Speed il motore aggiungerà 250 Watt (il massimo), per un totale di 350 Watt. Naturalmente scegliendo livelli di assistenza più generosi, l’autonomia della batteria – da 300 Wh nel modello testato – diminuisce.

Considerazioni d’uso

 

Nell’utilizzo pratico queste cifre si traducono in un’esperienza d’uso che possiamo riassumere in questo modo: più forte pedali, più il motore ti aiuta. Per questo motivo, anche in salita è necessario fare comunque un po’ di fatica: molti credono che le bici elettriche siano una specie di motorino; in realtà, non a caso si chiamano anche “bici a pedalata assistita”: aiutano, ma non sostituiscono la pedalata.

Per un ciclista minimamente allenato, la modalità Tour è quella che si userà probabilmente più spesso, per percorsi prevalentemente pianeggianti. In questa modalità si trova un buon compromesso fra assistenza del motore e un salutare minimo impegno fisico da parte del ciclista; mantenere una velocità di crociera in pianura di 20 km/h è decisamente facile; inoltre, la batteria garantirà un’ottima autonomia. Nel momento in cui la strada comincia a salire, il passaggio alle modalità Speed o Sport aiuterà a superare anche pendenze importanti.

Queste sono considerazioni d’uso basate su quello che crediamo essere l’ambito di utilizzo tipico di una bici come questa: spostamenti di alcuni chilometri all’interno della città, con qualche salita, e magari un seggiolino o dei pacchi montati posteriormente. Chiaramente, se si vuole procedere al massimo della velocità di assistenza (25 km/h) per coprire più velocemente percorsi di qualche decina di chilometri, sarà necessario usare le modalità Speed o Sport anche in pianura, a fronte di una riduzione dell’autonomia.

La modalità Eco è in pratica da usare solo in caso di “emergenza”, se è necessario aumentare al massimo l’autonomia del mezzo: in questa modalità infatti l’assistenza del motore è appena percettibile.

E’ inoltre importante mantenere sempre una corretta cadenza di pedalata usando correttamente il cambio: il motore infatti lavora al massimo della sua efficienza intorno alle 60-80 pedalate al minuto.

Il motore è alimentato da una batteria da 300Wh, posizionata sopra la ruota posteriore. L’autonomia ci è sembrata ottima e corrispondente a quanto dichiarato dalla Bosch per i mezzi che montano il suo sistema. Siamo “riusciti” a scaricare completamente la batteria solamente in una giornata di test particolarmente dura, quando abbiamo percorso 50 km, di cui 15 circa in salita e i restanti 35 in piano, ma sempre con vento molto forte; abbiamo usato in questa occasione quasi sempre la modalità Sport (la terza), passando a volte alla Speed e più raramente alla Tour.

 

Il motore risulta essere molto silenzioso, e si fa sentire solo quando eroga il massimo della potenza.

Quando si vuole andare veloci, si raggiungono i limiti di potenza imposti per legge. Spingendo sui pedali in pianura, con la modalità Speed si raggiungono facilmente i 25 km/h. A questo punto l’assistenza del motore comincia ad affievolirsi, fino a spegnersi completamente intorno ai 26,5 km/h; la velocità conseguentemente inizia a calare, e non appena si scende sotto i 25 km/h il motore riprende a funzionare, dando via a un altro ciclo simile.

Il computer di bordo, sulla sinistra del manubrio, permette di selezionare i diversi livelli di assistenza del motore, e di leggere le classiche informazioni di viaggio: velocità in tempo reale, velocità media, distanza percorsa eccetera. Un’altra funzione interessante è la stima dell’autonomia prevista, calcolata in tempo reale in base all’utilizzo che si sta facendo della bici e in base al livello di assistenza che si sceglie. Nei nostri test la stima è risultata essere abbastanza precisa, e più pessimistica che ottimistica. La visibilità dello schermo alla luce del giorno non è fra i suoi punti di forza. I pulsanti non sono facilissimi da premere, soprattutto nel caso in cui si indossino guanti invernali.

 

I componenti non elettrici

Il telaio è di tipo aperto, completamente in alluminio, e rende agevole salire e scendere dalla bici, anche con un seggiolino montato posteriormente. Il peso complessivo è di circa 25,5 kg.

 

La sella è il modello Coast della Selle Royal, un modello Unisex a elastomeri che è risultata essere abbastanza comoda anche alla fine di un test di diverse ore. La regolazione dell’altezza è di tipo rapido. La posizione in sella è comoda, decisamente verticale, cosa che aiuta a vedere bene la strada.

 

Il cambio è un Nexus interno al mozzo a 8 marce, che si è dimostrato rapido e preciso. Anche la scelta di un cambio al mozzo ci fa capire che la bici è destinata ad un uso quotidiano e da città.

 

La forcella anteriore (una suntur NCX -D- lo lite) se ben regolata fa un buon lavoro nell’assorbire le asperità stradali, sia su asfalto che su leggeri sterrati.

Nella ruota anteriore è presente una dinamo al mozzo che dà corrente alle luci anteriori e posteriori.

La bici è risultata stabile fino a velocità medio-alte. Quando ci siamo spinti, in discesa, sopra i 35 km/h abbiamo cominciato ad avvertire delle vibrazioni che ci hanno convinto a tirare un po’ i freni. Velocità di quel tipo non sono comunque certamente l’ambito di utilizzo tipico di una bici del genere.

Il cavalletto è montato all’altezza del mozzo posteriore. Dà l’impressione di offrire una buona stabilità, e non intralcia la rotazione dei pedali.

Sulla ruota posteriore c’è un magnete con sensore, da cui il computer di bordo trae informazioni sulla velocità.

Il portapacchi posteriore è omologato per un peso massimo di 25 kg.

La bici è dotata di copricatena che evita ai pantaloni di sporcarsi.

Il modello Montecatini monta dei freni idraulici Magura HS11.

I cablaggi sono ben curati, e passano all’interno del telaio.

Conclusione

In conclusione, questa Lombardo Montecatini ci è sembrata un’ottima bici da città. Se si prevede di usarla in ambito prevalentemente urbano, magari per andare a fare la spesa o per accompagnare un bambino a scuola, questa bici elettrica può dare sicuramente grandi soddisfazioni.

 

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