Ciclista malese rischia interdizione per aver sostenuto Gaza

26 Luglio 2014

Giovedì scorso,  il pistard malese  Azizulhasni Awang, 26 anni, in gara per i giochi del Commonwealth attualmente in corso nel velodromo “Sir Chris Hoy” di Glasgow, Scozia, durante il passaggio davanti alle telecamere della BBC, ha esibito i pugni chiusi mostrando in questo modo una scritta sui propri guanti.

ciclista save gaza

I guanti indossati, infatti, mostravano un messaggio chiaro e inequivocabile: “SAVE” sulla mano destra e “GAZA” sulla mano sinistra (salvate Gaza), un’esortazione all’opinione pubblica a far cessare l’aggressione da parte dello stato israeliano nei confronti del popolo palestinese.

Adesso il giovane pistard rischia l’interdizione in quanto i giochi del Commonwealth, al pari dei giochi olimpici, prevedono il divieto di veicolare qualsivoglia messaggio di natura politica.

1968_Olympics_Black_Power_saluteL’episodio non può non richiamare alla memoria il caso dei velocisti statunitensi Tommie Smith e John Carlos che, dopo aver vinto la finale dei 200 metri ai giochi olimpici del 1968 di Città del Messico, arrivati sul podio di premiazione, alzarono il pugno al cielo e lo tennero alzato durante tutta l’esecuzione dell’inno nazionale evocando in questo modo il saluto “Black Power“.

Il pugno chiuso nel guanto rappresentava una protesta nei confronti della segregazione razziale in corso negli Stai Uniti nei confronti della popolazione di colore.

A seguito del loro gesto, Smith e Carlos furono espulsi dai giochi olimpici.

Tornando a oggi, le autorità dei giochi del Commonwealth hanno fatto sapere che stanno conducendo delle indagini per accertare i fatti, sulla base dei quali si deciderà se Awang potrà partecipare o meno ai quarti di finale per cui si era qualificato.

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