Defecazioni Britpop speziate, ballads canadesi e .. Maurizio Vandelli

12 Gennaio 2015

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1) SUPERFOOD – Don’t Say That

Prendi un poco di Blur, un pizzico di Charlatans, un cucchiaio di Supergrass, un poco di Oasis, insomma la solita minestra brit-pop giammangiata, digerita e defecata.
Ma non è il caso dei Superfood. Perchè loro al classico impasto della tradizione britannica aggiungono nuovi aromi, raffinate spezie colorate. E riescono a creare una disco brit-pop che non stufa, anzi, emoziona. E non mi capitava da qualche anno.

2) ELEPHANT STONE – The Three Poisons

Mettiamo da parte i riff tagliati e danzerecci dei britannici di sopra per scoprire sonorità più aperte, lunghe, tipo che sto guidando sulla 101 da San Francisco verso nord. Fino in Canada, da dove provengono gli Elephant Stone. Raffinati e stilosi, tirano fuori un album che svaria da ballads dal sapore Nada Surf come “Hold onto yr soul” fino alla più psichedelica “A silent moment”.
Una bella dimostrazione di come il rock canadese non è solo un cinepanettone natalizio in stile Nickelback.

3) WOW – Amore

Se c’è una cosa che mi piace ascoltare sono quegli album che seppur registrati oggi hanno un sapore volutamente retrò, quello che si sentiva sui dischi di una volta, l’odore di giubbotti di cuoio e volanti in radica e Maurizio Vandelli a tutto volume.
Amore è un album a tutti gli effetti anni sessanta, italianissimo, con tanto di chitarre vibrate e ritmiche terzinate. Traditi solo da qualche ritmo velocizzato post punk sufficiente a renderlo meno scontato.

Se ti è piaciuto l’articolo, segui la playlist di CicloAtelier “Canzoni per la bicicletta” !!

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