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Come la UE promuove l’uso delle bici elettriche

24 Aprile 2015

L’Unione Europea è sempre al centro del dibattito politico in Italia. Purtroppo si tratta spesso di un dibattito di scarsa qualità, basato su una scarsa informazione su ciò che la UE fa. I fondi messi a disposizione dall’EU che l’Italia non usa sono enormi. Altri paesi sembrano invece sfruttare al massimo le opportunità concesse dall’essere parte dell’UE. E’ il caso della Croazia, che anche grazie a un piccolo aiuto europeo vedrà presto sfrecciare i propri postini in bici elettrica, e non più in rumorosi e inquinanti motorini.

Le bici elettriche delle poste tedesche

Queste sono le bici usate dalle poste tedesche, con ampia capacità di carico

Fra i progetti finanziati dall’Unione Europea ve ne è uno chiamato Pro-E-bike. Come si può intuire già dal nome, si tratta di un progetto che mira a diffondere l’uso delle bici elettriche nei 28 paesi facenti parte dell’UE. Nell’ambito di questo progetto, le poste croate hanno potuto testare gratuitamente per 6 mesi alcune bici elettriche, usandole per la consegna di lettere e pacchi. Ne è risultata una grande convenienza, e un minore tempo speso nella manutenzione, per cui si è deciso di procedere all’acquisto di ben 180 bici elettriche che andranno a sostituire altrettanti scooter. L’aver potuto testare gratuitamente il passaggio a bici elettriche grazie ai fondi europei è stato un passaggio fondamentale.

Il Direttore Esecutivo delle poste croate Zarko Barlovic ha affermato: “le bici elettriche sono una soluzione migliore degli scooter che avevamo, che avevano un’autonomia di 25-40 km. Le bici elettriche hanno la stessa autonomia, ma quando la batteria si scarica è comunque possibile pedalare e completare il giro.” Barlovic ha anche posto l’accento sulla facilità d’uso e di manutenzione delle bici elettriche.

Le poste croate, come qualsiasi altra impresa commerciale, basano le loro scelte su un’analisi costi-benefici. Se hanno scelto di passare ale bici elettriche è perché questo permette loro di risparmiare. Fra i progetti creati nell’ambito di Pro-E-bike vi è l’idea di mettere a disposizione delle aziende un software che permetta di calcolare i risparmi generati dall’uso delle ebike.

Molti altri paesi europei usano bici elettriche per la consegna della posta. Ad esempio il servizio postale portoghese ha comprato 40 bici elettriche nel 2014, e ne acquisterà altrettante entro la fine di quest’anno.

Nel frattempo il servizio postale croato ha lanciato il bando per trovare un fornitore di bici elettriche. I criteri sono abbastanza elevati, in quanto si chiede una garanzia completa per 2 anni, e delle batterie che durino almeno 800 cicli di ricarica. Che si punti a bici elettriche di qualità è confermato anche dal prezzo previsto: per 180 bici infatti il budget è di 400mila euro, che facendo un rapido calcolo vuol dire circa 2200€ a bici. Il governo croato si assumerà il 20% del costo per i veicoli elettrici da usare in zone urbane, e l’80% per quelli da usare in zone rurali. Le bici elettriche dovrebbero essere consegnate entro l’autunno.

Questo ci sembra un ottimo modo di spendere soldi pubblici. Il test effettuato per 6 mesi ha fatto sì che le bici elettriche siano state capite, se ne sia compresa la necessità e quindi è sicuro che verranno effettivamente usate. Colpisce la differenza con l’Italia, in cui il Ministero dell’Ambiente spende soldi pubblici per comprare bici elettriche di una certa marca e fornirle ai Comuni che ne fanno richiesta, dove in teoria dovrebbero essere usate dai dipendenti comunali per andare al lavoro; dipendenti comunali che magari preferiscono altre soluzioni per la loro mobilità personale.

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