Logistica e consegne a pedali: il boom di operatori

14 Aprile 2016

CICLOLOGISTICA_IN_EVIDENZA
All’inizio sembrava quasi un fenomeno legato al fascino dei bike messenger. Eppure quella delle consegne in bicicletta è il classico esempio di Bikenomics: una formula promettente e stimolante di autoimpiego, dai bassi investimenti iniziali e molto competitiva sia in termini di prezzo che di qualità del servizio (veloce, puntuale, sicuro, ecologico), per non parlare dell’immagine.

Sono questi elementi di mercato ad aver innescato la nascita di nuove imprese locali in diverse città italiane, così come l’introduzione di bici e cargo bici nei servizi di distribuzione dei vari corrieri internazionali. Con l’esplosione dell’e-commerce e del food delivery, ma anche grazie a pedonalizzazioni e limitazioni del traffico, corrieri e postini in bicicletta sono ritornati a circolare sulle strade. Un segmento in crescita che va inquadrato nel più ampio concetto di ciclologistica.

eclf_logoNell’ambito del progetto europeo Cyclelogistics e della ECLF (European Cycle Logistics Federation), noi di TRT abbiamo completato una prima analisi degli operatori professionali (servizi postali e di corriere espresso) attivi in Italia. Rispetto alla mappa già pubblicata da Bikeitalia nel 2011, al netto di poche chiusure, le imprese sono diventate oltre 50, operative in 41 città distribuite su quasi tutto il territorio nazionale e concentrate in prevalenza nel centro-nord. La nuova mappa riporta anche una classificazione per tipologia di operatore e informazioni sui veicoli utilizzati. Solo nella città di Milano, complice Area C, nuove pedonalizzazioni e piste ciclabili in espansione, gli operatori sono diventati 15.

cyclelogistics

Crescono le imprese che offrono servizi di piccolo consolidamento e distribuzione in centro città (il cosiddetto “ultimo miglio”) utilizzando cargo bici e tricicli ma anche furgoni ecologici per collegare i micro-hub ai centri logistici e luoghi di produzione fuori città. Servizi di logistica urbana a zero-emissioni (un obiettivo della Commissione Europea da raggiungere entro il 2030), forniti da nuove realtà aziendali in alcuni casi già molto strutturate.

Operatori come Triclò, Pony Zero e Orobici lavorano ormai in diverse città offrendo servizi alle aziende locali e diventando il braccio operativo green di big player quali DHL, TNT, BRT, UPS e GLS. La mappa oltretutto non include le città, dislocate in 44 province, nelle quali circolano già oltre 400 bici da trasporto di Nexive, primo operatore postale privato italiano del gruppo olandese PostNL. La ciclologistica è diventato un asset strategico: per il presente ma soprattutto per il futuro delle consegne veloci ed ecologiche in città.

Siamo nel campo dell’economia reale, quello della movimentazione e del trasporto fisico di documenti, merci e pasti pronti nella città della mobilità nuova. Quante consegne i vari intermediari dell’e-commerce, da Amazon al cibo biologico fino ai vari JustEat e Deliveroo, vorranno affidare alle imprese di ciclologistica è ancora da tutto da capire, anche perché a fare la differenza, per l’ambiente e per l’economia locale, non è solo il mezzo utilizzato, ma anche chi consegna, se privato cittadino o operatore professionale.

In collaborazione con Bikeitalia.it, la FIAB e il progetto Pro-E-Bike, nei prossimi mesi continueremo a scrivere di ciclologistica. Nel frattempo, continuate a segnalare altre imprese attive in giro nello Stivale.

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