La ciclologistica non è una novità assoluta per Roma, ma continua a trovare nuove applicazioni e nuovi attori. In questo solco si inserisce il nuovo servizio di consegne in cargo bike lanciato da Click & Log, startup nata dalla partnership tra FS Logistix (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e Laziale Distribuzione, in collaborazione con Parrott, realtà specializzata nella micromobilità.
Per il Gruppo FS si tratta di un primo passo concreto nell’uso delle cargo bike per la distribuzione urbana delle merci, un ambito che da anni viene sperimentato in diverse città europee e che anche a Roma ha già visto iniziative simili, soprattutto nel centro storico.
Perché puntare sulle cargo bike nella logistica urbana
Il cuore del progetto è l’impiego delle cargo bike per il primo e ultimo miglio, in particolare nelle zone a maggiore densità urbana come il centro storico, le ZTL e l’area del Tridente. Ed è proprio qui che questo tipo di mezzi mostra i suoi vantaggi.
Nel traffico romano – caratterizzato da strade strette, sosta irregolare e spazi limitati – i furgoni tradizionali sono spesso inefficienti: occupano carreggiata, rallentano la circolazione e impiegano molto tempo tra una consegna e l’altra. Le cargo bike, al contrario, possono muoversi con maggiore agilità, fermarsi più facilmente e ridurre i tempi morti.
Non è solo una questione ambientale. In molti casi, soprattutto nelle aree centrali, la consegna in cargo bike risulta più rapida, proprio perché meno condizionata dal traffico e dalle restrizioni alla circolazione.
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Un impatto concreto sulla vivibilità delle strade
Ridurre il numero di veicoli commerciali pesanti nel centro città significa anche ridurre rumore, ingombro e conflitti con chi si muove a piedi o in bicicletta. È un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale quando si parla di qualità dello spazio pubblico. La ciclologistica non “risolve” il problema del traffico urbano, ma contribuisce a renderlo più gestibile, soprattutto nelle fasce orarie più delicate.
L’hub di San Lorenzo e l’integrazione con altri mezzi
Operativamente, le cargo bike di Click & Log partono dall’hub logistico di Scalo San Lorenzo, una posizione strategica per servire il centro di Roma. Da qui vengono effettuate consegne per attività commerciali, settore Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Catering), moda, e-commerce e clienti B2C.
Il servizio si affianca a una flotta già esistente di veicoli elettrici, creando un modello misto in cui ogni mezzo viene utilizzato dove è più efficiente: i veicoli più grandi per le tratte lunghe e le cargo bike per la distribuzione finale.

A supporto dell’operatività c’è un’infrastruttura logistica ampia, con oltre 6.000 metri quadri di magazzino coperto e 25.000 metri quadri di piazzali, collegati a ferrovia, aeroporti, porto di Civitavecchia e al polo logistico di Santa Palomba. Un’impostazione che punta sull’integrazione tra diverse modalità di trasporto, tema centrale quando si parla di logistica sostenibile.
Per una logistica urbana sostenibile
Come ha sottolineato Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di FS Logistix: “Con l’introduzione delle cargo bike rafforziamo il nostro modello di logistica urbana sostenibile, ma anche più vicina alle persone. Non si tratta solo di ridurre le emissioni, ma di sviluppare un servizio che rispetta la città, i suoi tempi e i suoi spazi, creando valore per imprese, operatori e cittadini. Grazie a Click & Log possiamo offrire soluzioni concrete ed efficienti alle attività commerciali del territorio, coniugando innovazione, responsabilità ambientale e attenzione sociale”.
In una città trafficata come Roma progetti come questo mirano a decongestionare le strade. E funzionano ancor meglio se inseriti in un quadro più ampio di politiche sulla mobilità, sulla regolazione delle consegne e sull’uso dello spazio pubblico.
Come abbiamo scritto a più riprese su Bikeitalia, la ciclologistica non è una moda né una soluzione miracolosa: è uno strumento che può migliorare l’efficienza della distribuzione delle merci e allo stesso tempo rendere le strade un po’ più vivibili.
Ed è su questo terreno, concreto e quotidiano, che le città saranno chiamate a misurarsi nei prossimi anni.
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