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In Basilicata i primi passi della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

News • di 25 Novembre 2016

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Nei giorni scorsi, la Basilicata ha approvato il piano economico per la Ciclovia dell’Acquedotto, con una delibera della giunta proposta dall’assessore al ramo Nicola Benedetto pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 17 novembre 2016, assumendo il ruolo di soggetto attuatore a livello regionale. Tale atto fa seguito all’impegno assunto con la sottoscrizione il 27 luglio scorso da parte delle tre Regioni Basilicata, Puglia e Campania di un protocollo d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti e con il Ministero al Turismo e ai Beni Culturali per la progettazione e realizzazione del percorso, inserito dal Governo nella Legge di Stabilità 2016 insieme al Grab di Roma, alla Venezia-Torino e alla Ciclovia del Sole Verona-Firenze, fra i primi quattro progetti della futura rete nazionale delle ciclovie turistiche.

Si muovono dunque in Basilicata i primi passi per la realizzazione della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la prima ciclovia turistica del Sud, una via verde che per oltre 500 chilometri percorre le opere del più grande acquedotto d’Europa dalle sorgenti a Caposele in Irpinia fino a Santa Maria di Leuca in Salento, passando per il Vulture, l’Alta Murgia, la Valle d’Itria e l’Arneo. A sottolineare l’avvio dell’iter dell’opera è il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, a cui aderiscono oltre 80 associazioni di Basilicata, Campania e Puglia.

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Secondo Giuseppe Dimunno, coordinatore Fiab di Basilicata e Puglia e referente per i rapporti con le istituzioni del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto, “il fatto che la Regione Basilicata faccia proprio l’itinerario da noi individuato è un importante risultato dell’attività del coordinamento e della credibilità guadagnata sul campo”. Dimunno spiega che ad oggi, lo studio di fattibilità redatto in passato dalla Regione Puglia, che va da Venosa e Palazzo San Gervasio, già al confine con la Puglia, fino a Villa Castelli e al serbatoio di San Paolo in agro di Salice Salentino, rappresenta la metà dell’intero percorso.

“L’individuazione della traccia in gran parte della Basilicata, della Campania e nel Salento”, sottolinea Dimunno, “si deve all’opera del Coordinamento dal Basso, che sta definendo il percorso in modo partecipato, grazie al coinvolgimento attivo delle comunità locali, e in stretta aderenza agli standard di ciclabilità Bicitalia ed EuroVelo”. Un lavoro strategico, sottolineato anche nel recente convegno sul turismo in Puglia che si è tenuto a Roma.

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“Il tratto che attraversa il Bosco di Bucito con i maestosi ponti canale dell’Acquedotto tra Ruvo del Monte e Atella”, sottolinea Cosimo Chiffi, portavoce del coordinamento dal basso, “è senza dubbio uno dei più suggestivi dell’intero itinerario. Proprio lì una stele d’epoca ricorda l’operaio di Palazzo San Gervasio Giuseppe Lopomo, tra i tanti che perirono durante i lavori di costruzione della condotta. Ricordarlo è un modo concreto per valorizzare tanto i sentieri e i territori quanto le storie legate al passaggio dell’acquedotto in Basilicata”.

“Fondamentale è continuare a fare rete tra associazioni, operatori turistici e amministratori locali per inaugurare il prima possibile la ciclovia”, conclude Chiffi, “rispettando il cronoprogramma del Ministero delle Infrastrutture che prevede di consegnare l’opera in tre anni”.

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La caratteristica peculiare di questa ciclovia – come sottolinea il Coordinamento e come dimostrano le cicloesplorazioni 2015 e 2016 sul percorso – è di essere prima di tutto un “itinerario narrativo” che unisce territori diversi, paesaggi e culture, in un legame indissolubile di solidarietà nel segno dell’acqua e dello sviluppo sostenibile fondato sul turismo e sulla valorizzazione dei retaggi culturali.

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