Autostrade: dagli USA all’Italia, la lezione non si impara

7 Luglio 2017

La rivista americana Vox ha pubblicato un interessante video sulla costruzione delle autostrade negli Stati Uniti negli anni Cinquanta e Sessanta. Oltre a connettere fra loro le città, le autostrade sono state fatte passare anche all’interno delle aree urbane, allo scopo di rendere l’automobile l’unico mezzo di trasporto possibile in città.

Non stupisce che dietro alla progettazione delle autostrade ci fosse ad esempio la General Motors, con un’intensa attività di lobbying. Altra conseguenza, non è chiaro quanto ricercata o meno, è stata la distruzione di interi quartieri abitati dai neri, e lo spostamento dei bianchi e ricchi verso i suburbs, rafforzando la divisione fra comunità.

Tutto questo negli USA di Eisenhower, Kennedy e Johnson. Settanta anni dopo in Italia si è puntato ancora su progetti faraonici di autostrade che puntualmente costano più di quanto previsto; hanno flussi di traffico molto meno alti del previsto; e deturpano il paesaggio, tagliando come una lama le piccole comunità che si trovano lungo il percorso. Dopo la Brebemi, è il caso della Pedemontana Veneta: progettata per 33mila veicoli al giorno, i flussi reali sono ora stimati in 18mila; ma i costi sono aumentati.

Aggiornamento (12 luglio 2017). La Società di Progetto Brebemi SPA ci scrive puntualizzando che: “L’opera […] è stata interamente realizzata garantendo la continuità di tutte le preesistenti reti (idraulica, stradale, impiantistica), nonché i percorsi faunistici, ovvero di tutti i collegamenti naturali e artificiali dell’intera fascia territoriale attraversata. […] Per quanto concerne in particolare gli effetti sulle componenti ambientali (acqua, suolo, aria e paesaggio), sulla scorta del poderoso ed approfondito Studio di Impatto Ambientale (SIA), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha accertato la compatibilità ambientale dell’opera […]. Per quanto sopra non sono pertanto rinvenibili elementi oggettivi che consentano di sostenere che il paesaggio sia stato in alcun modo deturpato dall’opera. Desideriamo infine segnalare che Brebemi, oltre ad alcuni tratti di piste ciclo-pedonali realizzati direttamente, ha finanziato […] oltre 10 milioni di euro per interventi locali; di questi oltre 2,5 milioni di euro sono stati destinati dai soggetti beneficiari alla costruzione di circa 10,5 km di piste ciclabili”.

Bisogna sottolineare comunque che questi sono progetti di lunga durata, partiti da molti anni. Negli ultimi tempi stiamo assistendo, finalmente, a un rilancio delle ciclovie, che sono ora considerate strategiche a livello nazionale dal Ministero dei Trasporti.

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