Recensioni e Test

Brompton Electric G Line, pieghevole con l’anima gravel: il nostro test

Brompton Electric G Line, pieghevole con l’anima gravel: il nostro test

Da sempre Brompton è sinonimo di intermodalità urbana, ma con la nuova Electric G Line l’orizzonte si allarga ben oltre le ciclabili cittadine. Ho avuto l’opportunità di mettere alla prova questa “pieghevole con l’anima gravel” in un contesto esigente e variegato: le strade e i parchi di Roma, dall’asfalto ai sampietrini, dal basolato allo sterrato.

Le caratteristiche tecniche: la rivoluzione delle ruote da 20″

Prima di salire in sella, vale la pena dare un’occhiata a cosa caratterizza questo specifico modello. La G Line stravolge alcuni canoni storici del marchio britannico: il telaio principale in acciaio, rigorosamente saldato a mano, ospita ruote da 20 pollici (anziché lo standard Brompton delle 16″, ndr). Anche l’impianto frenante segna un punto di svolta, affidandosi a potenti freni a disco idraulici Tektro (rotori da 140 mm all’anteriore e 160 mm al posteriore). La propulsione muscolare è gestita da un sistema a 4 velocità con deragliatore Microshift, supportata da un motore nel mozzo posteriore progettato ex novo e alimentato da una batteria da 345 Wh, in grado di offrire fino a 90 km di autonomia dichiarata.

Sensazioni di guida: una roccia tra asfalto, sterrato e basolato

La versione che ho testato era in taglia M, dimensione adatta per la mia altezza di 183 cm (la bici è disponibile in 3 diverse taglie: S, M e L per adattarsi a persone con altezze da 152 a 198 cm). Fin dalle prime pedalate, la sensazione dominante è stata di grande stabilità. Sembra di pedalare su un binario.

La bici in prova era gommata con le Schwalbe G-One All Round (54-406) microtassellate con spalla marrone. Questa configurazione si è rivelata ottimale: le gomme sono molto scorrevoli sull’asfalto, ma garantiscono un buon grip sullo sterrato. Anche nei tratti bagnati la bici non slitta mai, infondendo notevole sicurezza. E sul temuto basolato dell’Appia Antica? Scegliendo le giuste traiettorie e con un minimo di tecnica, sono riuscito a pedalare senza alcun problema. Anzi, ammetto che mi sono divertito parecchio.

A livello ergonomico, è facile trovare il feeling con la Brompton G Line. Le manopole ergonomiche assorbono le vibrazioni e non fanno affaticare i polsi: anche pedalando per diverse ore senza guantini, non ho riscontrato il minimo fastidio alle mani. Molto comodi i pedali larghi e leggeri, mentre il campanello di serie si fa apprezzare nel traffico grazie al suo suono brillante e cristallino.

Motore, assistenza e luci: controllo a portata di dito

In marcia, la cambiata meccanica a 4 velocità è risultata sempre fluida e precisa, ma è la spinta elettrica a dare un boost in più e ad esaltare l’esperienza. L’assistenza del motore, alloggiato nel mozzo posteriore, è praticamente immediata e aiuta esattamente laddove serve.

Il vero plus è il sistema e-Motiq con i comandi integrati al manubrio: consentono di scegliere sempre il livello di assistenza più adatto (sui 3 disponibili) senza mai staccare le mani, soluzione molto utile in caso di strappetti improvvisi o quando la strada inizia a salire dopo un rettilineo. E quando bisogna fermarsi bruscamente, i freni a disco idraulici mi hanno garantito sempre una frenata pronta e senza alcuna esitazione.

Comoda, nell’uso reale, la gestione delle luci direttamente dal comando sul manubrio. Volendo c’è anche la modalità “Auto”, che fa accendere l’impianto d’illuminazione da solo all’imbrunire o quando si entra in un sottopasso. Quanto alla resa, i fari di serie fanno un ottimo lavoro: davanti il Lezyne E115 (310 lumen) illumina davvero bene la strada, mentre dietro il fanalino Busch & Müller Toplight 2C fa il suo dovere per renderti ben visibile praticamente in ogni condizione.

Praticità e intermodalità made in Brompton

Sul fronte della praticità quotidiana, la G Line non tradisce il suo nome e la storia del suo marchio. La batteria si sfila facilmente dalla borsa e si ricarica alla presa elettrica in circa 4 ore. La borsa anteriore, con la batteria integrata, è solidamente ancorata al telaio e consente di trasportare comodamente tutto l’occorrente per una giornata in bici; è inoltre dotata di una pratica cover per la pioggia e di due comode tasche posteriori.

Una volta chiusa, grazie al collaudato sistema di piega Brompton, la bici resta molto compatta (compattezza ulteriormente agevolata dal pedale sinistro a sgancio rapido, che si stacca e si alloggia sul telaio, ndr). Può essere spostata facilmente facendola scorrere come un trolley sulle scorrevoli rotelle presenti ai lati del portapacchi posteriore (Roller Frame).

Il pedale sinistro a sgancio rapido può essere tolto e alloggiato su un apposito spazio sul telaio, in modo tale da rendere ancora più compatta lateralmente la bici da chiusa

Questo ne esalta l’intermodalità: la bici da chiusa è facilmente trasportabile nel bagagliaio dell’auto, in treno e sui mezzi pubblici, combinazioni che ne aumentano esponenzialmente le possibilità di utilizzo. Purtroppo devo fare una nota dolente su Roma, dove attualmente vige un regolamento restrittivo che non consente l’accesso su bus, tram e metropolitane a tutti i mezzi di micromobilità elettrica, incluse dunque le ebike come questa.

Il peso: l’unico neo

Se devo trovare un difetto, l’unico neo che ho riscontrato riguarda il sollevamento dovuto al peso. La Brompton Electric G Line – pur essendo una delle bici pieghevoli elettriche con ruota da 20″ più leggere sul mercato – senza batteria pesa circa 16,2 kg, che salgono a quasi 19,5 kg con borsa e batteria montata. Di conseguenza, se c’è bisogno di sollevarla da terra per salire o scendere qualche gradino, sono necessarie un po’ di forza, un po’ di pratica e qualche accortezza. Io, ad esempio, per fare le scale con la bici aperta ho trovato il mio equilibrio prendendola per il triangolo principale e scaricando parte del peso appoggiando il sellino sulla spalla destra.

Conclusioni

In sintesi, la Brompton Electric G Line è una ebike pieghevole con un’anima gravel, che consente di pedalare in tranquillità sugli sterrati dei parchi senza fare troppa fatica, ma anche di attraversare una città complessa come Roma pedalando nel traffico senza stress, con un’impagabile sensazione di stabilità e di sicurezza. Si chiude in modo pratico e compatto, si trascina bene come un trolley grazie alle rotelline scorrevoli e ha una buona stabilità da chiusa.

Un’ultima considerazione sul prezzo: si tratta certamente di un prodotto di fascia alta, il modello testato costa 4.249 euro (più la borsa grande, che costa 215 euro). Tuttavia, le caratteristiche tecniche costruttive, la componentistica e la solida storia del brand che la produce rendono questa Brompton Electric G Line una bici pieghevole molto affidabile. Con una garanzia di 7 anni sul telaio e di 3 anni sul sistema elettrico.

Quindi più che una semplice bici pieghevole a pedalata assistita, va considerata come un investimento sulla propria mobilità quotidiana, urbana ed extraurbana: un mezzo estremamente versatile destinato a ripagarsi nel tempo.

[Il modello descritto in questo articolo, fornito da Brompton per il test, è presente a questo link]

Scheda Tecnica | Brompton Electric G Line

Specifiche generali e telaio

  • Modello: Electric G Line (con portapacchi Roller Frame e comandi al manubrio)
  • Prezzo base: 4.249 euro (colore testato: Space Black)
  • Dimensioni da chiusa: 72 cm (Profondità) x 67 cm (Altezza) x 41 cm (Larghezza)
  • Peso: 16,2 kg (senza batteria) / 18,5 kg (con batteria) / 19,5 kg inclusa la borsa grande
  • Telaio: in acciaio, brasato a mano
  • Carro posteriore: in acciaio
  • Forcella: in alluminio con boccole di montaggio
  • Morsetti cerniera: autoallineanti in alluminio
  • Tubosella: Esteso nero (per la taglia M testata) / Disponibile standard (taglia S) o telescopico (taglia L)

Motore, batteria ed elettronica (Sistema e-Motiq)

  • Livelli di assistenza: 3 livelli gestibili dal comando al manubrio (Handlebar Control)
  • Batteria: 345 Wh con display LED integrato
  • Autonomia dichiarata: fino a 90 km (a seconda dell’uso)
  • Tempi di ricarica: 4 ore per una ricarica completa (con caricabatterie da 2A incluso)
  • Connettività: compatibile con app Brompton Electric (disponibile per iOS e Android)
  • Illuminazione anteriore: Lezyne E115, 115 lux / 310 lumen (omologata StVZO)
  • Illuminazione posteriore: Busch & Müller Toplight 2C (omologata StVZO)

Trasmissione e Freni

  • Sistema di cambio: deragliatore Microshift a 4 velocità
  • Range di sviluppo metrico: 163%
  • Corona anteriore: 50 denti
  • Pignoni posteriori: 11-13-15-18 denti
  • Freni: a disco idraulici Tektro (rotore anteriore da 140 mm, posteriore da 160 mm)

Ruote, pneumatici e punti di contatto

  • Ruote: 20 pollici (anteriore e posteriore)
  • Pneumatici: Schwalbe G-One All Round 54-406 (parete marrone / skinwall)
  • Sella: standard ampia, dal design ergonomico specifico per ebike
  • Manopole: impugnature ergonomiche
  • Pedali: a piattaforma larga con pedale sinistro a sgancio rapido
  • Serie sterzo: Brompton Headset

Accessori di serie

  • Portapacchi posteriore: Incluso, con rotelline di scorrimento (Roller Frame / SuperRoll+)
  • Parafanghi: inclusi
  • Supporto anteriore: blocco G Line Front End
  • Campanello: incluso
  • Borse: borsa porta-batteria “Essentials” con 1,5L di spazio di archiviazione extra (non oggetto del test)

Accessori

Commenti

  1. baghero ha detto:

    La qualità si paga, ma per due bici, una famiglia di due persone deve sborsare diecimila euro…

  2. Roby ha detto:

    L’unico neo è la batteria infatti 345 Wh non permette di percorrere 90 km neppure sul piano. L’avrei acquistata siccome ho una Brompton da 16” e sono molto felice dell’acquisto diversi anni fa, ma aspetto una batteria di almeno 400 se non 500 Wh. Per il trasporto a Roma sui mezzi pubblici basta usare una borsa. Complimenti per l’interessante articolo come sempre

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Salve Roby,

      l’autonomia massima dichiarata è di 90 km, chiaramente dipende molto da come si dosa l’assistenza del motore durante la pedalata: il livello massimo (3) l’ho utilizzato soltanto con pendenze importanti e per strappetti brevi, in generale in pianura va più che bene l’1 e per le salite più dolci il 2. Nelle discese si può pedalare tranquillamente senza assistenza: in ogni caso il display indica sempre quanti km di autonomia restano in base all’uso che se ne sta facendo. Per quanto riguarda il trasporto sui mezzi pubblici a Roma, per tutti i mezzi di micromobilità elettrica (incluse quindi le ebike come questa) vige il divieto di trasporto > https://www.tutrap.it/a-roma-i-veicoli-elettrici-non-si-possono-imbarcare-a-bordo-dei-mezzi-pubblici/

  3. Vittorio ha detto:

    Bella bici, ma trovo che si sia snaturato il concetto stesso della Brompton, specie per quanto riguarda peso e dimensioni da piegata. Il prezzo risente della costruzione artigianale, ma anche del marchio, inutile nasconderselo.

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Ciao Vittorio,

      chiaramente la ruota da 20″ la rende più ingombrante della classica Brompton con ruota da 16″, però la compattezza da piegata è sempre molto buona (non pensavo, sinceramente, ma mi sono ricreduto). Inoltre le rotelline sul portapacchi sono molto scorrevoli e per trascinarla il peso di quasi 20 kg non si percepisce. Il fatto di avere il motore posteriore e la batteria inglobata nella borsa anteriore la rende stabile e bilancia bene i pesi: quando si pedala la sensazione è di pedalare sempre su una Brompton ma con una stabilità maggiore. Lo scrivo con cognizione di causa, essendo felice possessore di Brompton dal 2013. Come ho scritto si tratta certamente di un prodotto di fascia alta, però nel prezzo di acquisto va calcolata anche l’affidabilità del marchio (con 7 anni di garanzia sul telaio e 3 sul sistema elettrico).

      Buona lettura e buone pedalate,

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

  4. Marco ha detto:

    👍👍👍👍👍

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