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Gravel: moda passeggera o solida realtà? Filosofia, approccio e biciclette

Gravel, News, Rubriche e opinioni • di 19 dicembre 2017

bici gravel

Quando comparvero le prime mtb, molti appassionati si chiesero se la moda di quelle bici strane avrebbe attecchito oppure no. Molti bikers non si fecero alcuna domanda e lo stesso esempio fu seguito da un bel po’ di aziende che oggi sono delle solide multinazionali.
Così, mentre i “puristi” ancora schifano le ruote grasse e guardano con diffidenza il mondo della “ghiaia”, gli appassionati crescono in numero e il movimento si delinea sempre più. Aumentano le manifestazioni con percorsi dedicati e cresce l’interesse delle aziende verso questa declinazione a pedali.

bici su sterrato
Chi afferma, sussiegoso, che le gravel bike sono sempre esistite, erano quelle di Coppi e Binda, e che spendere del denaro per averne una sia stupido, dovrebbe anche spiegare perché non pedali su una bicicletta eroica anch’egli, invece di essersi indebitato per una bdc di ultima generazione, aerodinamica e super leggera, noncurante del suoi 10 o 15kg di sovrappeso. Il mondo va avanti e anche senza rincorrere l’ultima specialissima, si può guardare a questo settore con meno supponenza e un pizzico di curiosità.
Non è un caso se, in pochi anni, abbiamo assistito all’affermarsi di eventi che registrano numeri davvero sorprendenti, come il BAM, la MiAMi, la Glory Roads, solo per citarne qualcuno. Si tratta di manifestazioni create dal basso e che vantano presenze che molte granfondo storiche non raggiungono. Ancora, si tratta spesso di manifestazioni gratuite, mica poca cosa in tempi di magra.

bici su strada bianca
Le normative del nostro Paese, particolarmente articolate per chi decidesse di organizzare una corsa su strada, hanno lasciato spazio alla fantasia. Una libera escursione basata sul rispetto del codice stradale, seguendo una traccia GPS, senza mezzi al seguito né classifica, ha definito il mondo gravel tricolore ponendolo lontano dalla versione a stelle e strisce con tanto di cronometri e classifiche stile Dirty Kanza.
Fino a qualche stagione fa poi, le aziende che proponevano biciclette gravel erano prevalentemente straniere. Oggi quasi tutti i marchi tricolori offrono, nel loro catalogo, mezzi adatti, o quasi. Chiunque abbia partecipato a queste pedalate avrà però certamente notato la presenza di una quantità di mezzi variegata. Ci sono le mtb front e quelle full, le bici da corsa riconvertite per i tracciati meno duri, le bici da turismo, le adventure bikes, una sorta di carrarmati tuttofare, pronte per macinare chilometri gravate dal peso del bagaglio, le “mountain gravel”, caratterizzate da un telaio mountain bike ma con forcella rigida e spesso il dropbar ( Salsa Fargo, Salsa Cutthroat, Pigozzi Raspazolle, Locomotive Westlander, Genesis Vagabond, Genesis Fugio per esempio), adatte anche ai trail più duri, le ciclocross coi freni tradizionali e quelle coi dischi e le gravel bike “classiche”.

shimano

bici gravel
La crisi economica ha colpito duro in Italia e forse la presenza di due ruote non proprio “dedicate” si spiega anche in questo modo.
In questo mare magno si delineano però i “puristi”. Chi da tempo ha scelto di pedalare su questi mezzi ha abbracciato anche la filosofia di questa sottocultura ciclistica. Si tratta spesso di appassionati e appassionate – ricca la presenza femminile- che spaziano dall’escursionismo con le fat bike, magari sulla neve, al gravel, dai trail ai viaggi. Per questa nutrita fetta di ciclisti, l’agonismo è lontano anni luce. Magari hanno un trascorso agonistico che però gli anni e gli impegni familiari e lavorativi hanno serenamente accantonato. Si va dai 25 ai 70 anni, spesso con un buon livello economico, sociale e culturale e sono “ciclisticamente” maturi. Macinano migliaia di chilometri l’anno. Pedalare con loro significa fermarsi per una pausa caffè, per mangiarsi un gelato o addirittura sedersi a tavola per il pranzo. La manifestazione diventa il pretesto per trascorrere l’intera giornata in sella e non  stupisce che i chilometraggi di questi eventi si spingano ben oltre i 130km, a volte farciti da discreti dislivelli. Non uno scherzo da prendere sottogamba visto che il fondo è faticoso e sono piuttosto rari i tratti d’asfalto scorrevole e levigato.

ciclista gravel
Se a mancare è la bagarre alla quale si assiste in molte granfondo pure intorno alla quattro millesima posizione, con conseguenze spesso devastanti, qui di certo non vengono meno il divertimento, la cordialità, il mutuo soccorso e, in molti casi, la ricerca di uno stile raffinato.
Al via di un evento gravel potrete incrociare cicliste e ciclisti impeccabili. Maglie di lana, shorts, camicie e addirittura panciotti, pantaloncini da mtb, caschi decorati, scarpe tecniche impeccabili, borse e sacche da bikepacking. Per non parlare delle due ruote. Qui potrete rifarvi gli occhi. Trovano ampio spazio e pari dignità sia i modelli più noti, Specialized, Salsa, Surly, Niner, Cannondale che i piccoli marchi e gli artigiani. Cicli Pigozzi, CicliTorino, Galetti, per esempio, hanno estimatori affezionati. Essendo loro stessi ciclisti, oltre che costruttori, possono interpretare al meglio anche le richieste più personali dei clienti, cucendo loro addosso, letteralmente, il telaio per poi impreziosirlo con componentistica ad hoc.

bici gravel
Se cercate un prodotto di nicchia, probabilmente, lo vedrete più facilmente al BAM o alla MiAMi che alle fiere di settore. Alzi la mano chi conosce, o conosceva, 3T, Open, Genesis, la stessa Salsa. E ancora Van Nicholas, Moots, Mason tanto per fare dei nomi.
Qui potrete chiedere ai proprietari come vada un telaio in acciaio o in titanio visto che molti gravellisti impazziscono per questi materiali. Se siete in buoni rapporti con un negoziante, un costruttore o un appassionato, accordandovi, non vi sarà difficile testare sul campo una bicicletta e capire se faccia o meno al caso vostro.
La cosa che vi stupirà dell’ambiente, se non lo conoscete ancora, è la convivenza di acciaio e carbonio, di titanio e alluminio, di pesi risicati e portapacchi e panieri, di cicliste tostissime e gambe non depilate, di macinatori di chilometri e viaggiatori seriali, di esploratori della domenica e avventurieri, di racconti e storie. Qui i discorsi sui materiali e le performance passano in secondo
piano e sono spesso in funzione della prossima avventura o del futuro viaggio che si sta organizzando, davanti a un boccale di birra e una fetta di formaggio. Tutto il resto è, come sempre, osteria.

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2 Risposte a Gravel: moda passeggera o solida realtà? Filosofia, approccio e biciclette

  1. Leonardo ha detto:

    Dico, fortunatamente qualcuno ha pensato di creare il primo portale gravel italiano (utilissimo per trovare tutte le gare presenti sul territorio… prima era uno sbattimento cercarle) , lo segnalo perchè secondo me merita: http://www.gravelitalia.com

  2. Leonardo ha detto:

    …è il vecchio ciclocross che langue….da rilanciare e alla portata di tutti con percorsi meno impegnativi dove ,a mio avviso, prevale ancora la velocità’.Con il manubrio da corsa e piu’ velocita’ non viene permessa più’ libertà’ di movimento per ammirare gli stupendi scenari della natura che i sentieri naturali ci offrono e poter dire al rientro a casa ” ho corso tanto e veloce” perdendo lo spettacolo naturale che la bici ci ha offerto.

    Per me un grosso affare commerciale.

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