È vero: gli automobilisti non vedono i ciclisti, lo mostra uno studio scientifico

25 Gennaio 2018

“Scusa, non ti ho visto” è una frase che sentiamo troppo spesso; uno studio scientifico mostra perché accade.

automobile pericolosa

Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Human Factors and Ergonomics Society suggerisce che gli automobilisti spesso non vedono gli utenti della strada su due ruote, anche quando sono nel loro campo visivo.

Come riporta road.cc, Kristen Pammer della Australian National University, a capo della ricerca, afferma: “Quando guidiamo un’automobile, il nostro cervello deve fare i conti con un enorme afflusso di informazioni sensoriali. Non possiamo fare attenzione a tutto, perché questo causerebbe un sovraccarico cognitivo. Il nostro cervello quindi deve decidere quali sono le informazioni importanti. La frequenza di incidenti in cui gli automobilisti guardano, ma non vedono, suggerisce  una connessione con questo sistema di filtraggio delle informazioni”.

I ricercatori hanno quindi chiesto a 56 persone di guardare delle foto che ritraevano normali situazioni di traffico dal punto di vista di un automobilista. I volontari dovevano decidere se la situazione fosse pericolosa o sicura. In alcune foto, i ricercatori avevano inserito un utente della strada che si trovava in una situazione pericolosa: o un taxi, oppure un motociclista. Nel primo caso due terzi dei volontari hanno riconosciuto la situazione di pericolo; nel secondo caso meno di un terzo lo ha fatto.

Pammer commenta: “I motociclisti [e quindi anche i ciclisti, aggiungiamo noi] sembrano avere una priorità molto bassa nel sistema di filtraggio delle informazioni usato dal cervello degli automobilisti.”

L’incapacità di notare un elemento inaspettato, anche quando è davanti agli occhi, viene chiamata “inattentional blindess” (cecità da disattenzione). L’esperimento più famoso al riguardo è questo:

Il commento degli stessi ricercatori è: “dobbiamo guidare in modo più vigile, più attento e più consapevole”. L’errore umano è però inevitabile. Ciò che è realmente necessario fare è togliere le automobili dalle strade, superare un modello di mobilità che fa milioni di morti e feriti per incidente ogni anno, a cui aggiungere tutte le morti premature causate da inquinamento e inattività.

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