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Un viaggio lungo le Alpi (parte 7)

Diari • di 27 Marzo 2018

Tappa 7: Briga-Ilanz | Furkapass (2436 metri), Oberalpass (2046 metri)

Di buonora, come al solito, esco dalla mia camera e vado verso il terrazzino dove ho lasciato la bici la sera prima, nei corridoi dell’albergo regna un gran silenzio, prendo la bici ed in punta di piedi scendo due piani di scale, sono molto strette e ripide, devo fare molta attenzione altrimenti qui va a finire molto male.
La colazione in hotel non è prevista, cosa che non mi dispiace troppo, così posso riprendere subito il mio viaggio e questa volta i quattro chilometri me li faccio in discesa!

Attraverso di nuovo il centro storico di Briga, le strade sono ancora deserte, giusto un paio di macchine in giro e qualche persona che fa un po’ di sport al mattino presto.
Mi dirigo subito verso la ciclabile e inizio a pedalare canticchiando, si va verso il primo obiettivo della giornata, il Furkapass.

Uscito dalla ciclabile, dopo essermi lasciato alle spalle Briga, inizio a risalire la strada che costeggia il Rodano, tra caratteristiche costruzioni alpine e una rigogliosa vegetazione, è molto piacevole pedalare in questo scenario, c’è molto silenzio e l’aria frizzante del primo mattino è particolarmente piacevole.


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Questa parte di Svizzera è decisamente più emozionante, con i suoi paesaggi tipici tra i verdissimi pascoli, una sottile nebbiolina mattutina, il Rodano che scorre rumoroso e le imponenti cime montuose, molte delle quali sopra i 4000 metri, che sembrano abbracciare la valle…proprio come in una bellissima cartolina che ero abituato a guardare e non a vivere in prima persona.

Pedalo per una quarantina di chilometri prima di giungere in prossimità della salita che mi porterà al Furkapass, altro splendido valico a cui non potevo assolutamente rinunciare, ed è stato forse proprio il desiderio di conquistare anche questo valico che mi ha spinto ad osare di più, in quanto ha rappresentato una sorta di rampa di lancio per attraversare l’intero arco alpino.

Giungo dunque in prossimità della località di Oberwald, da dove la strada inizia a salire in un fitto bosco di conifere, pedalando si affrontano quattro tornanti che accompagnano in un breve tratto in falsopiano chiuso in una stretta gola, che termina in una spettacolare ma breve galleria, superata la quale si riprende a salire.

Molto suggestivo questo scorcio di paesaggio, in primo piano la piccola galleria che trapassa la dura roccia, in tutta la sua lunghezza una pavimentazione in pavè che cede il passo, una volta terminata la fessura, ad una grigia lingua di asfalto che risale ripida, perdendosi alla vista in una stretta curva a destra; sopra di essa i possenti fianchi delle montagne che scendono ripidi a formare una strozzatura, separati solo dal letto del torrente. Dietro, in secondo piano, come a completare questo meraviglioso quadro, gli ultimi spettacolari tornanti del Grimselpass che risalgono i pendii della montagna.

Si riprende a salire e dopo un paio di tornanti, superata la stratta gola, si giunge nella conca di Gletsch e nell’omonimo centro abitato, dove è presente anche la diramazione che porta su al Passo del Grimsel che, ripensandoci, avrei potuto tranquillamente risalire in una, tutto sommato anche breve, deviazione panoramica.

Proprio davanti al bivio c’è la stazione ferroviaria di Gletsch, la zona è molto trafficata, oltre alla stazione c’è il Grand Hotel Glacier du Rhône, il museo del ghiacciaio Dependance Blaues Hause e la pittoresca cappella anglicana.

Superata la Blaues Hause si riprende a salire con pendenze decisamente più sostenute, si affrontano in sequenza tre tornanti prima di ritrovarsi in un lungo tratto di strada che si snoda, fin sotto al passo, in lunghi e ripidi rettilinei.

In un tratto la strada viene attraversata dalla linea ferroviaria “Furka-Oberalp” con sistema a cremagliera, soluzione adottata in quei territori con forti pendenze che richiedono un aumento di trazione, in pratica una rotaia dentata “cremagliera”, posizionata generalmente al centro dei due binari convenzionali, che insieme ai pignoni montati sulle locomotive formano un efficace sistema di trazione e frenata.

La linea ferroviaria collega Briga a Disentis e risale la valle del Rodano per un lungo tratto, prima di entrare in una galleria nei pressi della stazione di Muttbach-Belvédère.
Subito dopo questo passaggio a livello si giunge ad un primo ampio tornante, che attraversa il torrente Muttbach, sono oramai alla base degli ultimi sette tornanti che mi porteranno al Furkapass.

Risalgo uno ad uno i tornanti, mentre pedalo posso ammirare la grande valle che sto per lasciarmi alle spalle, una visuale davvero unica; alla mia sinistra la strada percorsa poco fa con la ferrovia che scorre poco più sotto, mentre nel fondovalle, il fiume Rodano, poco più che un torrente, inizia la sua lunghissima corsa verso il mediterraneo e sulla destra, in fondo, l’ardita strada che si arrampica verso il Grimselpass, un’emozione unica, il mio sguardo a malapena riesce ad abbracciare quest’incanto naturale.

Scorrendo il quinto tornante, al suo interno, si incontra il caratteristico Hotel Belvedere, posto a quasi 2300 metri di altitudine, mentre nella parte esterna sulla sinistra, poco dopo il parcheggio antistante all’albergo, l’eccezionale punto di osservazione sul ghiacciaio che dà origine al Rodano, il Belvedere sur le glacier source du Rhône, alcuni cartelli indicano che a pagamento è anche possibile visitare una grotta scavata nel ghiaccio.

Da qui un ultimo breve tratto di strada mi separa dal Furkapass, due tornanti, un paio di chilometri ancora e si arriva in cima, accompagnati da un forte e gelido vento.
Una breve sosta per apprezzare le vette che mi circondano, il tempo di scattare un paio di foto, mettere su qualcosa di più pesante e riprendo la discesa nell’altro versante, diretto nella Valle di Orsera, che da Realp arriva sino ad Andermatt, dove risalirò la strada sino all’Oberalppass.

La discesa al solito è molto fredda, nei giorni scorsi è caduta la prima neve e le temperature ne hanno risentito decisamente; arrivo a valle e, mentre attraverso Realp, mi fermo in un ristorantino a bordo strada, non sembra un gran che e in effetti non lo è! Riesco comunque a rimediare un pasto decente, in compenso il conto è da ristorante stellato.
Riprendo a pedalare in direzione di Hospental accompagnato da un vento freddissimo, man mano che mi avvicino al centro il cielo migliora nettamente, ora c’è il sole e la temperatura è gradevole.

Dopo non molto arrivo ad Andermatt, punto di inizio della salita all’Oberalppass. Una salita tutto sommato tranquilla, senza tratti particolarmente impegnativi, scorre via piacevole, solcando gli erbosi declivi tra tornanti e ampie vedute sulla valle di Orsera, fino a giungere in un tratto più rettilineo e poco impegnativo, che fende la Valle dell’Oberalpreuss e costeggia, in alcuni frangenti, la ferrovia “Furka-Oberalp”, incontrata oramai più volte; noto l’altra caratteristica delle linee ferroviarie di montagna: il sistema a scartamento ridotto, che consiste nella distanza ridotta tra un binario e l’altro, al disotto dello standard, soluzione adottata soprattutto in casi come questo, dove si presentano percorsi tortuosi e si devono fare curve con raggio ridotto per adattare la ferrovia al profilo del territorio percorso, consentendo anche di risparmiare sui costi di costruzione.

La strada lambisce il lago di Oberalpsee e superata una galleria paravalanghe adiacente al lago, si giunge all’Oberalppass, una leggera nevicata nei giorni scorsi ha parzialmente ricoperto il paesaggio circostante.
Piccolo break, qualche fotografia a ciò che mi circonda e riprendo la discesa verso la Valle del Reno. Scendendo si inizia a costeggiare il fiume Reno Anteriore, che nasce dal lago Tuma a sud dell’Oberalppass; con il suo corso il fiume separa le Alpi Lepontine, a sud, dalle Alpi Glaronesi, a nord, prima di confluire con il Reno Posteriore, nei pressi del comune di Tamins, e prendere il nome definitivo di Reno.

Arrivato nel fondo valle inizia una lunga ed un po’ noiosa pedalata panoramica tra tipici paesaggi svizzeri, fino al comune di Ilanz, dove mi fermerò per la notte; sono quasi le 16:00 quando giungo all’Hotel Rätia, un tipico edificio svizzero, l’ingresso si trova al secondo piano e si raggiunge solo dopo aver attraversato una terrazza con numerosi e affollati tavolinetti.

Riesco a fare il check-in in pochi minuti, fortunatamente nella reception c’è una ragazza che parla italiano e mi semplifica di molto l’operazione.
Prima di salire in camera, torno giù al primo piano per parcheggiare la bici, la sistemazione non mi convince molto, l’area è accessibile a chiunque e non c’è nessun tipo di controllo, solo un cartello che indica che l’area verrà chiusa alle 22:00…speriamo bene.

Salgo in camera e come ogni sera, prima di ogni cosa, mi collego alla wi-fi dell’hotel per poter ascoltare un po’ di buona musica, finalmente un po’ di relax con l’immancabile Radio Rock 106.600; adesso che sono in ottima compagnia posso disfare le borse, fare una bella doccia e passare qualche minuto disteso sul letto, prima di uscire per un aperitivo nel centro di Ilanz.
Percorsi 146 chilometri e 2729 metri di dislivello positivo.







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