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Parigi città senz’auto: le politiche seguite negli ultimi 30 anni

News, Urban • di 6 Giu 2018

La città di Parigi sta conducendo ormai da anni una politica chiaramente indirizzata a limitare drasticamente la presenza di auto in città. Un modo per migliorare la qualità dell’aria e per restituire lo spazio della strada alle persone.

parigi ciclabile
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Per fare un esempio, secondo uno studio della rivista francese Les Cahiers Scientifiques du Transport dal 1990 a oggi gli spostamenti in auto all’interno della città di Parigi sono diminuiti del 45%.
Allo stesso tempo, i ciclisti che pedalano ogni giorno sulle strade parigine sono aumentati del 1.000% rispetto ai dati del 1990, mentre il trasporto pubblico locale ha registrato un incremento del 30%.

Il cambiamento registrato a Parigi non è avvenuto di certo dalla sera alla mattina, i risultati di oggi sono frutto delle politiche sulla mobilità portate avanti negli ultimi 30 anni.

L’economista Fréderic Héran, in una pubblicazione dell’ Università di Lille, sottolinea come il traffico automobilistico sia aumentato per la maggior parte del 20esimo secolo, fino ad arrestarsi a partire dal 1990.
Secondo Héran, oltre che nell’aumento generale dei prezzi dei carburanti, il motivo principale per cui si è registrato un calo nei trasporti su gomma è soprattutto da ricercarsi nelle politiche urbane portate avanti dai diversi sindaci che si sono succeduti alla guida della capitale francese.

I momenti chiave dell’evoluzione di Parigi possono essere così riassunti:
Jacques Chirac, sindaco dal 1977 al 1995, attraverso il posizionamento di diversi dissuasori sui marciapiedi ridusse drasticamente il parcheggio selvaggio. Un’operazione a vantaggio soprattutto dei pedoni e dei disabili. Anche l’ampliamento dei marciapiedi lungo gli Champs-Elysees è un’opera portata avanti da Chirac.
– Il successore di Chirac, Jean Tibéri, introdusse nel 1996 il primo biciplan per la città. L’obiettivo era la messa in sicurezza dei ciclisti sulle principali strade a scorrimento veloce e la riduzione delle velocità all’interno dei quartieri residenziali attraverso la realizzazione di zone 30.
Bertrand Delanoë, socialista e primo sindaco apertamente gay della storia di Parigi, sosteneva le necessità di migliorare la qualità degli spazi pubblici della città. Durante il suo mandato una serie di strade vennero riconfigurate in modo da poter ospitare corsie preferenziali per gli autobus, inoltre furono creati più di 400 km di corsie ciclabili. Anche il lungo Senna fu coinvolto da una serie di chiusure al traffico veicolare per lasciare posto a delle “spiagge urbane” temporanee per il periodo estivo. Inoltre, nel 2007 fu proprio Delanoë a introdurre Vélib, il primo sistema di bike sharing operato su larga scala.

parigi

Oggi la capitale francese è guidata dall’ambientalista Anne Hidalgo, più volte passata agli onori della cronaca per le sue scelte drastiche legate alla riduzione della auto circolanti in città, al miglioramento della qualità dell’aria e per il suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici. Hidalgo ha introdotto il divieto di circolazione per le auto più vecchie durante i giorni feriali e ha continuato le politiche per la pedonalizzazione delle banchine della Senna. Inoltre, lo spazio del parcheggio è stato ridotto in molte zone della città, mentre l’istituzione di diverse giornate senza auto ha permesso di realizzare una sorta di “campagna pubblicitaria” per un futuro della città senza automobili.

Secondo l’Association Prévention Routière, dal 2010 il numero di incidenti all’interno della città di Parigi è diminuito di circa il 40%.

Se c’è una lezione che possiamo apprendere dalle esperienze di Parigi è forse quella che sono proprio i sindaci a guidare il cambiamento e di come non sia importante il colore politico di un’amministrazione quando si tratta della salute dei cittadini.

In tutto questo, si inserisce l’obiettivo del governo francese di vietare la vendita di nuovi veicoli a combustione interna entro il 2040.





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