Piazza Baldissera in tilt: quando il Bike-to-Work è il rimedio alla disperazione

21 Novembre 2018

Sono i raggi di un sole al tramonto che mi accolgono all’imbocco di quello che è diventato l’inferno di Torino.

torino piazza baldissera

Ma le mie ruote sono solo due e raramente si fermano. Il problema è per chi ne ha quattro, o più. Già lo sanno. Intrappolati e rassegnati, aspettano che qualcuno decida per loro e che il traffico davanti, chissà come, svanisca. Senza rendersi conto che ognuno è traffico per chi lo segue.

torino piazza baldissera

Mercoledì 14 Novembre 2018 è una giornata che molti automobilisti faticheranno a dimenticare. Per me invece è un tardo pomeriggio come tanti altri. Pedalo e basta, fischiettando a ritmo della musica e dei battiti del cuore.

torino piazza baldissera

Da oltre due anni, in città mi muovo in bicicletta. Riempio l’auto solo nei weekend, con tutta la famiglia e bagagli e passeggini. Ma da lunedì a venerdì è il Bike-to-Work quotidiano ad aver sostituito ore ed ore di tempo sprecato. 25km tra andata e ritorno.

Ero stufo di morire, da vivo, dentro a un’auto in coda. Ed è bastato davvero poco per ritrovare il piacere perduto.

Il piacere della libertà.

torino piazza baldissera

Sono lontano quasi un chilometro da piazza Baldissera e già raggiungo i primi incolonnamenti. Viale e controviale completamente bloccati, in entrambi i sensi. Zigzago sui pedali tra auto e furgoni che hanno invaso tutto, ogni spazio, persino la corsia ciclabile. Li osservo senza parole. In 25 secondi netti sono fuori dalla rotonda, e proseguo senza intoppi, fino a casa.

Solo al notiziario della sera, in tv, mi accorgo realmente di quel che è stato. Piazza Baldissera in tilt, tutte le sue vie paralizzate fino tarda sera, gente in escandescenza. I quotidiani narrano di chi ha impiegato due ore per fare 3km, di autobus bloccati che hanno aperto le porte per far scendere i passeggeri.

Prima di andare a dormire ricevo un messaggio di un collega: “Un’ora e cinquanta mi-nuti per 12km, completamente fermo un’ora in piazza Baldissera. Sono impazzito. Guarda, domani vengo a lavoro in bici”.

Il giorno dopo lo vedo arrivare in ufficio col casco in mano e il sorriso sul volto. Ecco, c’è un modo diverso per andare a lavoro. Ed è bellissimo.
Chi vuole, chi può, provi a salvarsi.

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