MENU

Marche: operatori turistici pronti a ripartire grazie alla bici

News • di 8 Febbraio 2019

L’economia che inciampa, la sfiducia che sale, il caos che impera. Ripartiremo grazie agli incentivi all’acquisto di auto ibride? Probabilmente no.

Ma c’è tutto un mondo fatto di gente che ha voglia di fare, che lotta tutti i giorni contro la burocrazia, e che va solo lasciata lavorare. Come accade nelle Marche.

I terremoti del 2016-2017 hanno colpito anche questa regione. Ora queste zone possono risollevarsi, anche grazie ai 10 milioni di euro di Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale che la Regione Marche ha deciso di destinare alla realizzazione di due ciclovie.

C’è qualcuno che polemizza contro questa scelta, gridando che questi soldi andrebbero destinati “ai terremotati”. A queste persone ha già risposto ottimamente FIAB, che ha sottolineato come il cicloturismo sia una grande occasione di sviluppo economico, soprattutto in un territorio così adatto alla bici come lo è quello delle Marche.

In Europa, e in alcune parti d’Italia, il cicloturismo è già un volano economico in grado di garantire posti di lavoro (650mila in Europa) e sviluppo sostenibile, proprio ciò di cui hanno bisogno i Marchigiani. Milioni di cicloturisti dell’Europa centrale non vedono l’ora di poter pedalare fra le dolci colline italiane, dopo aver studiato a memoria le pianure germaniche un po’ tutte uguali.

Tanto più che nelle Marche gli operatori (ciclo)turistici sono pronti: è di questi giorni la notizia della nascita del network “Le Marche in Bici”, nato grazie all’impegno e alla passione del tour operator MarcheBikeLife. Anche l’Italia dei mille campanili si ricorda ogni tanto che l’unione fa la forza: in questo caso ad unirsi sono state strutture ricettive, punti di noleggio bici, punti di interesse come aziende vinicole e agricole, fornitori di servizi ai cicloturisti (dai massaggiatori ai maestri di Yoga, senza dimenticare l’assistenza meccanica) e altri ancora.

Le due nuove ciclovie, sulla Vallata del Tronto e su quelle del Chienti e del Potenza, si aggiungeranno alla importante dorsale della Ciclovia Adriatica, una delle 10 ciclovie nazionali finanziate dal precedente governo e in fase avanzata di progettazione.

Insomma, di voglia di fare ce n’è; le premesse sono positive; i fondi europei a disposizione vanno intercettati e investiti saggiamente, per realizzare ciclovie con standard elevati. È questo lo sviluppo di cui hanno bisogno le Marche, e tutte le altre regioni italiane.

Per approfondire i temi dell’offerta cicloturistica partecipate al nostro corso “Cicloturismo: Progettazione e Promozione”.






Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *