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Zurigo: fumo led negli occhi di pedoni e ciclisti

News • di 4 Aprile 2019

La convivenza fra pedoni e ciclisti non è facile… se lo spazio dedicato alle auto è troppo.

zurigo

L’Hardbrücke è uno dei più trafficati fra i ponti che uniscono la parte orientale e quella occidentale di Zurigo. Qui confluiscono auto private, biciclette, e mezzi del trasporto pubblico. La pista ciclabile attraversa la fermata del bus, creando disagi e conflitti fra ciclisti e pedoni.

Ma perché parliamo di un problema così specifico nella tranquilla e un po’ noiosa città elvetica? Perché la “soluzione” trovata a questo problema di convivenza fra ciclisti e pedoni è emblematica dei nostri tempi: invece di andare alla radice del problema e intervenire sulle cause, si sceglie di usare la tecnologia per tamponare gli effetti negativi.

È stato molto condiviso sui social nei giorni scorsi un video in cui si presenta ciò che i tecnici di Zurigo hanno ideato: una serie di led annegati nella pavimentazione stradale, che cambiano colore a seconda delle condizioni della strada, dando priorità alternativamente ai pedoni o ai ciclisti.

Quando non ci sono autobus in vicinanza, i led si accendono di bianco, disegnando una pista ciclabile su cui i pedoni sono invitati a non sostare; quando l’autobus si avvicina, si accendono automaticamente dei led rossi perpendicolari al percorso dei ciclisti, invitandoli a fermarsi e ad aspettare che le operazioni di salita e discesa dei passeggeri siano concluse prima di riprendere a pedalare.

Tutto bene, quindi? Il comportamento di pedoni e ciclisti viene disciplinato, e tutti convivono pacificamente? Forse sì, ma il problema è a monte.

Si tratta, come spesso accade nelle nostre città, di un problema di distribuzione di spazi. Trasporto pubblico e bici sono evidentemente molto utilizzati (altrimenti non ci sarebbero questi problemi di convivenza), ma sono relegati a uno spazio marginale della strada. Le auto, spesso con un solo occupante, hanno a disposizione due larghe corsie.

Come diciamo spesso, la questione è spostare persone, non automobili: la soluzione per i problemi di convivenza fra pedoni e ciclisti è dare loro più spazio, togliendolo a chi occupa la strada nel modo meno efficiente possibile. Ridurre la larghezza delle corsie, o passare da due a una corsia, permetterebbe di ricavare una corsia ciclabile.

Le luci a led sono belle, ma sono fumo negli occhi di pedoni e ciclisti, entrambi colpevolizzati per comportamenti indotti dal modo in cui la strada è progettata.

Per approfondire: corso “Realizzare la città delle biciclette”







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