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L’autostrada al Colosseo nella futura area pedonale

L’autostrada al Colosseo nella futura area pedonale

Roma non è stata costruita in un giorno e anche i lavori della metropolitana hanno i loro tempi. Dopo dodici anni di lavori per la Metro C, via dei Fori Imperiali è stata finalmente liberata dai cantieri, ma per “rinascere” in una veste del tutto inaspettata e che guarda al passato: un’autostrada a sei corsie di fronte al Colosseo. Cioè nella stessa conformazione che aveva 12 anni fa, quando in effetti le automobili potevano transitare intorno all’Anfiteatro Flavio che fungeva da enorme rotonda per i flussi di traffico motorizzato da e verso il centro della città, nel cuore del Parco Archeologico.

Autostrada al Colosseo

Nel frattempo però Via dei Fori Imperiali dal 2013 – grazie al sindaco Ignazio Marino – era stata chiusa al traffico privato (e ai taxi) e da allora il tratto in questione – da Largo Corrado Ricci fino all’incrocio con Piazza del Colosseo – viene percorso soltanto dagli autobus, dalle biciclette e dai veicoli autorizzati (autoambulanze, forze dell’ordine, ecc.) e nei weekend viene pedonalizzato quindi già di fatto è un’area destinata prevalentemente a chi si sposta a piedi. E lo sarà sempre di più, visto che a giugno 2025 partiranno i lavori del progetto Carme per la pedonalizzazione quasi integrale del Parco Archeologico.

Ma quindi perché Via dei Fori Imperiali è stata riaperta mantenendo il marciapiede originario – un elemento ormai superato – e aggiungendo tre corsie per senso di marcia, senza prevedere alcuna corsia per biciclette o mezzi pubblici? La scelta di disegnare una viabilità così imponente è apparsa anacronistica e in netto contrasto con l’identità culturale del luogo.

L’epic fail di Roma Capitale

Le critiche dei cittadini non si sono fatte attendere: sotto al post Facebook dove il Comune di Roma annunciava trionfalmente la riapertura della strada “dai cantieri della Metro C dopo 12 anni” (sic!) si leggono numerosi commenti sconcertati per questa soluzione, c’è chi si chiede dove sia il casello o l’autogrill, chi se si tratti del nuovo percorso per la Formula E nella Città Eterna, chi che fine abbiano fatto le ciclabili che s’interrompono pochi metri prima… Gli esperti di comunicazione definirebbero questo post di Roma Capitale un completo “epic fail”.

“Errori gravissimi”

La polemica è continuata sui social, soprattutto sul gruppo pubblico di Salvaiciclisti Roma, e ripresa da Paolo “Rotafixa” Bellino sul manifesto oltreché sul Corriere della Sera, che ha approfondito la questione in un dettagliato articolo a firma di Lorenzo Grassi in cui il consulente del sindaco per il centro archeologico Walter Tocci ha ammesso che sono stati fatti “errori gravissimi” che hanno portato a queste sei corsie e che presto saranno eliminate, mantenendone soltanto due centrali e affiancandole da una ciclabile per senso di marcia e l’ampliamento degli spazi pedonali in adiacenza al marciapiede.

La domanda è sempre quella: perché?

Dunque il Campidoglio, dopo la pioggia di critiche, ci mette una pezza e parla di soluzione “provvisoria” destinata a essere corretta in seguito alla definizione del progetto esecutivo per il riassetto dell’area archeologica.

Tuttavia, il vero interrogativo resta: perché si è scelto di disegnare un’autostrada in un contesto che, per vocazione e storia, dovrebbe essere dedicato ai pedoni e non alle vetture? Tale decisione appare come un esempio lampante di pianificazione a breve termine, in cui la logica burocratica sembra prevalere sull’attenzione per la qualità della vita e il rispetto del patrimonio urbano.

La futura pedonalizzazione (che verrà)

Se, da un lato, i lavori di pedonalizzazione sono imminenti e promettono una revisione radicale, dall’altro la scelta temporanea lascia il segno di una gestione poco lungimirante e inadeguata alle nuove esigenze della città.

Sarebbe ora che finalmente l’Amministrazione di Roma – non nuova a queste uscite, a prescindere dal colore politico della giunta in carica – si rendesse conto che viviamo in un’epoca in cui le immagini corrono veloci e la comunicazione è tutto. E quindi che presentare la riapertura di Via dei Fori Imperiali sotto forma di autostrada (dopo 12 anni di chiusure e cantieri) con toni trionfalistici rappresenta il perfetto esempio di quello che non andava fatto.

L’immagine di anteprima è presente sul gruppo Facebook Salvaiciclisti Roma

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Commenti

  1. emanuele chiodi ha detto:

    Buongiorno.
    Se ha riaperto alle auto è perché chi amministrata risponde agli interessi di pochi ma attivi, verso tanti, ovvero noi massa, ma inerti. La democrazia necessita di cittadini attivi che alzano la voce ed agiscono per far valere i propri diritti, viceversa negati. Scrivere articoli o lamentarsi senza farsi promotori di iniziative concrete è solo rumore. E si arriva al nulla.
    Cordialmente
    Emanuele

    [Gentile Emanuele, la strada non ha riaperto alle auto ma è stata riaperta dopo 12 anni di cantieri “sotto forma di autostrada a 6 corsie” nonostante il futuro progetto di pedonalizzazione che partirà a breve e nonostante sia di fatto a basso traffico dal 2013. Nel nostro piccolo ci impegniamo ogni giorno a portare avanti le istanze della ciclabilità attraverso quello che scriviamo e alle iniziative che sosteniamo per la sicurezza stradale e la promozione dell’uso della bici. Teniamo a sottolineare, come scritto nell’articolo, che grazie alle numerose segnalazioni e alle proteste soprattutto sul gruppo Salvaiciclisti Roma – community di oltre 8000 persone – il caso dell’autostrada ai Fori Imperiali è arrivata all’attenzione della stampa e il Comune di Roma, attraverso Walter Tocci, ha ammesso che si è trattato di un errore gravissimo e che sarà sanato quanto prima – Bikeitalia.it]

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