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La Ciclabile dei Fiori è diventata una grande opportunità di business

La Ciclabile dei Fiori è diventata una grande opportunità di business

Sulla Ciclovia dei Fiori, infrastrutture efficienti, ma anche 11 noleggi in rete per dare mezzi e servizi ai cicloturisti.

Il noleggio funziona, Paolo Piccone il settore lo conosceva bene. Aveva avuto esperienze di lavoro fin dal 1989 e un’attività sua, con furgoni, nel 1998. Nel 2000 entrò anche nel gruppo Italnolo, per il noleggio attrezzature. Ma la grande scommessa fu nel 2008, quando supportato dalla madre e dal suo compagno, oltreché dalle sue competenze e da una laurea in economia, decise di noleggiare bici. E avviò Nolobici Bike Rental. Oggi è un’impresa che comprende 11 punti noleggio nel Parco costiero del Ponente ligure, di cui due collegati a bar e ristoranti gestiti da terzi

«Nel 2008, era il momento giusto per cominciare. Io sono ligure, di Sanremo. E qui stava per partire una pista ciclabile, realizzata sul sedime della vecchia ferrovia Genova – Ventimiglia». racconta Paolo Piccone, 57 anni, proprietario e titolare di Nolobici. Allora, si stavano progettando e realizzando i primi tratti della Ciclovia Riviera dei Fiori, la ciclopedonale che oggi collega Imperia a Ospedaletti, passando per San Lorenzo al mare, Costarainera, Cipressa, Santo Stefano al Mare, Riva Ligure, Arma di Taggia e Sanremo. Una pista che corre accanto al mare e offre una vista spettacolare, apprezzata da migliaia di cicloturisti, ogni anno. 

Il cicloturismo diventa volano economico

Nolobici noleggio bici Sanremo

«Ci davano dei pazzi, per l’idea del noleggio. Ma io amavo e amo andare in bici, mi appassiona, e avevo visto altre esperienze avviate in Europa. Molti si preoccupavano per la fine delle attività che gravitavano attorno alla ferrovia, nelle stazioni. Eppure il recupero e la realizzazione della ciclopedonale hanno moltiplicato per cento gli affari di chi, in seguito, ha offerto prodotti e servizi per i cicloturisti, anche nelle stazioni in riuso. La ciclabile è un grande volano economico, magari meno evidente in una grande città come Sanremo, ma molto più visibile nei piccoli centri e nei paesi turistici» 

Dal 2008 a al 2009 Piccone avviò altri tre punti. L’idea era chiara: realizzare gradualmente nuovi noleggi e creare una rete, sui nuovi tratti del percorso, per consentire ai clienti di prendere la bici in un posto e lasciarla in un altro, pedalando per il tragitto desiderato, sempre supportati e assistiti dal noleggiatore. 

Investimenti e costi di un ciclonoleggio

«Aprire un piccolo noleggio, all’epoca costava tra i 25mila e i 50 mila euro. Il nostro errore iniziale è stato posizionarli in locazioni in concessione dai comuni, che nel tempo hanno aumentato gli affitti in modo pesante. Altro problema è la struttura: inizialmente abbiamo montato delle tende, ora cerchiamo di costruire strutture più robuste e durevoli». Ma dalla sua Piccone aveva ed ha un’organizzazione curata: contratti coi clienti, assicurazioni, gestione economica, attenzione alle norme e alle condizioni delle bici. 

Altre aperture, utili reinvestiti

Sanremo Nolobici noleggio bici ciclovia dei Fiori

Fino al 2014 la ciclopedonale si è arricchita di nuovi tratti. C’è stata una pausa fino al 2022, poi è stato realizzato l’ultimo percorso, da San Lorenzo al Mare a Imperia, inaugurato nella primavera del 2025. «Non tutti i nostri noleggi si trovano accanto alla pista. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo aperto altri punti a Imperia. Non ci fermiamo mai e continuiamo a investire. Ogni anno cambiamo quasi tutto il parco bici. All’inizio non avevamo ebike, che ora invece sono molto richieste. Offriamo anche citybike, bici da corsa, cargo, gravel, mountain bike, ma non per i sentieri estremi, risciò, anche assistiti. Abbiamo operato investimenti anche in software, siti, presenza sui social, in particolare Instagram. Ogni anno sviluppiamo servizi nuovi, comprese coperture assicurative a tutela dei clienti».

Oltre al parco su ruote (circa 1.000 mezzi), Nolobici ha anche 5 furgoni, per trasporto mezzi e assistenza, e dà lavoro a 18 persone, di cui 11 con contratto a tempo indeterminato. «Il nostro fatturato nel 2024 è stato di circa 700mila euro. L’utile è basso, perché lo reinvestiamo sempre in attrezzature. L’anno scorso abbiamo investito circa 400mila euro nell’attività. Poi ci sono i costi di personale e gli affitti».

Aiuti delle istituzioni

«Non abbiamo avuto finanziamenti o spazi in riuso. Anzi abbiamo dato noi un piccolo supporto a Sanremo Outdoor, il consorzio che gestisce i sentieri della zona». Sanremo Outdoor è stato costituito nel 2014 dal Comune di Sanremo, per allargare la sua offerta turistica, con il Consorzio Forestale Monte Bignone, e progressivamente ha accolto 37 Comuni della zona.

«In verità, il Comune di Sanremo supporta l’infrastruttura turistica della ciclabile. La manutenzione della pista costa circa 300mila euro l’anno, cui partecipano anche gli altri Comuni. L’attuale gestore del tratto tra San Lorenzo e Sanremo è Amaie Energia e Servizi, società partecipata dai Comuni, mentre l’ultimo tratto costruito è di proprietà dei Comuni pertinenti».

Concorrenza e collaborazione

Sanremo Nolobici noleggio bici ciclovia dei Fiori

Nolobici non è l’unica attività di noleggio lungo la ciclopedonale. «Non c’è una vera rete tra operatori, sul territorio, anche se coi noleggi più anziani abbiamo accordi di supporto. In realtà siamo spesso noi che supportiamo loro, essendo più presenti e organizzati. Di sicuro non c’è un accordo sulle tariffe o un progetto comune. Sono tutte piccole ditte, concentrate sulla propria attività».

Per sviluppare il suo business anche fuori stagione, Piccone ha avviato due punti vicino a bar. L’intenzione è di proseguire su questa strada, magari stabilendo partnership con locali già avviati, una volta verificate le condizioni per una possibile apertura. D’inverno l’attività funziona, ma a scartamento ridotto. «Siamo favoriti dal clima, ma tra novembre e febbraio abbiamo pochi clienti. Stiamo aperti a Sanremo e Imperia. Ci salvano i week end di bel tempo».

Un’altra direttrice di sviluppo è la collaborazione con camping, b&b e alberghi, cui Nolobici offre il suo parco mezzi. «Alcune strutture pensano di guadagnare comprando bici di scarsa qualità da dare ai clienti, ma poi non sono organizzati per il supporto e le riparazioni. E quando i clienti si trovano in difficoltà li dirottano da noi. Ma i veri accordi di partnership sono altri e prevedono, in genere, scontistiche per i clienti». Piccone segnala che due bike hotel avviati hanno preferito riconvertirsi in family hotel, ma che la maggior parte degli alberghi si è attrezzata per accogliere anche cicloturisti con bici.

Il futuro

Il fondatore di Nolobici vuole far crescere il servizio e aprire altri punti. Anche la Francia, vicinissima, potrebbe essere un mercato interessante. «Dobbiamo seguire l’esempio francese. A Nizza, come a Parigi e in altre città, il settore noleggio è in grande sviluppo. Le amministrazioni sono interessate a sviluppare la ciclabilità urbana e quella turistica. Di servizi per il cicloturismo c’è grande richiesta anche da noi. Abbiamo molto da lavorare. Io stesso ho tante idee, ma sono da solo: cerco qualcuno che venga a darmi una mano per sviluppare il business!».

Commenti

  1. Osvaldo BRACCO ha detto:

    Questo sequestro della ciclabile dimostra che la circolazione automobilistica e gli spostamenti in Liguria sono arrivati al limite di sopportazione per un comune che pensa si ‘ al festival, ma dovrebbe preoccuparsi per salvaguardare la salute dei propri cittadini poiché l’inquinamento raggiunge valori insopportabili.Occorrebbe a mio avviso che una massa di cittadini si ponessero davanti alle telecamere durante il Festival al fine di terminare in tempi brevissimi l’aurelia Bis ,un’opera indispensabilissima : sovente per entrare in Saremo sia da Levante che da Ponente si procede più velocemente a piedi che in auto. Grazie Dell’attenzione

  2. severino ha detto:

    è’ un vero delitto che tutta la costa ligure non diventi una sola grande, lunga, bella e assolutamente unica PISTA CICLABILE.
    credo sarebbe una attrattiva unica nel panorama europeo capace di attrarre migliaia di turisti da ogni dove con indotti significativi.
    continuiamo a sperare.
    ciao.

  3. Maddalena ha detto:

    Tutto ciò che comporta movimento del corpo e valorizzazione/recupero dell’ambiente va sostenuto e applaudito. I paesi nordici sono maestri in questo.

  4. Riccardo Rossini ha detto:

    In Liguria ci sono nato, cresciuto e diventato adulto (quasi vecchio ma… non rimbambito come nella media generazionale della Gens Ligustica) ed è dove ho iniziato a pedalare nel traffico aperto molto presto, andando a scuola tutti i giorni da un paese all’altro, nel bike to school alle Medie. Ed iniziando a fare cicloturismo ed iniziando a riparare le mie bici
    Ora ho “traslocato” mani testa e pedali in un altro Paese UE, dove vivo e lavoro stabilmente e dove ho quattro bici e la mia abbastanza bene attrezzata ciclofficina personale in garage.
    Va da sé che posso solo plaudire a questa iniziativa ed al completamento della ciclovia dei Fiori.

    Ahinoi, devo però rimanere esterrefatto di come più a Levante (dove sono nato) manchi completamente il progetto di conversione della vecchia sede ferroviaria. Oltre alla sistemazione di problemi cronici del tratto tra Albisola ed Arenzano realizzato già molti anni fa.
    Il problema non è solo il mai realizzato spostamento a monte / raddoppio della vetusta linea ferroviaria tra Albenga e Finale Ligure (“Mecca” del MTBiking e del DH) ma di una mentalità dove la bicicletta non esiste e di un’esecrabile e radicata inciviltà stradale (anche da parte del corridore del weekend che si scala i Promontori sul mare con il Durace Di2 nel weekend e che al lunedì diventa autoschiavo in coda e con la bici in garage, molto meno pericoloso del pirata in auto od in moto ma che comunque scambia la strada con i rulli)

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