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Ebike vietate nella metro di Brescia, la motivazione è assurda

Ebike vietate nella metro di Brescia, la motivazione è assurda

La notizia è arrivata inattesa: a Brescia vietato l’accesso alla metropolitana ai monopattini elettrici e alle ebike. La motivazione ufficiale è la sicurezza. Perché? Perché a Roma, qualche settimana fa, un monopattino elettrico ha preso fuoco su un autobus.

Quindi, un singolo incidente, per quanto grave e in un contesto diverso, viene immediatamente utilizzato per giustificare un provvedimento drastico e generalizzato. Un provvedimento che, a una prima analisi, non solo è illogico, ma risulta persino discriminatorio e dannoso per la mobilità intermodale.

Il cortocircuito della logica precauzionale

Partiamo dal principio: la sicurezza è sacrosanta. Ma se questo è l’unico metro di giudizio, la coerenza imporrebbe anche altre chiusure.

Se la logica è: “Poiché c’è stato un incidente a Roma, vietiamo la causa di quel problema a Brescia per prevenire rischi”, dove finisce il ragionamento? Seguendo questo filo, dovremmo immediatamente vietare il transito a qualsiasi mezzo motorizzato davanti alle scuole perché, dati alla mano, rappresentano un pericolo quotidiano e concreto.

E non parliamo degli esempi più estremi come l’idea, purtroppo fondata su episodi reali, di vietare il trasporto di laptop o smartphone sugli aerei, visto che anche questi dispositivi, in alcune circostanze, sono andati a fuoco. Si interviene con i controlli, non con i divieti generalizzati.

Un provvedimento contro l’intermodalità

Questo divieto, calato dall’alto, sembra colpire con una precisione chirurgica proprio l’utenza che più di ogni altra sfrutta l’intermodalità: i pendolari, i cittadini stranieri e i lavoratori a basso reddito.

Quanti pendolari utilizzano l’ebike o il monopattino per percorrere l’ultimo miglio dalla stazione di arrivo al posto di lavoro? Quanti rider utilizzano questi mezzi per spostarsi rapidamente attraverso la città? Il divieto colpisce proprio le persone con redditi bassi, coloro che per motivi economici o burocratici non possono guidare o possedere un mezzo motorizzato.

C’è poi un elemento che rende il provvedimento palesemente discriminatorio: perché vietare l’accesso a ebike e monopattini elettrici e, al contempo, consentirlo alle carrozzine e ai mezzi per la mobilità ridotta a propulsione elettrica? La tecnologia delle batterie è la medesima. Ovviamente vietare la salita in metropolitana del disabile in carrozzina avrebbe creato indignazione. Pazienza per i cattivi e pericolosissimi monopattinatori, magari extracomunitari, loro possono starsene fuori.

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Il precedente ai tempi del Covid

Brescia, tra l’altro, ha già un precedente in materia. Durante il “periodo del Covid” a maggio 2020, fu vietato il trasporto delle biciclette sulla metropolitana, sempre per presunte ragioni di sicurezza. Quel provvedimento, profondamente illogico in un momento in cui si doveva incentivare l’uso dei mezzi individuali, fu revocato solo in seguito alle proteste di associazioni locali come Legambiente e altri comitati cittadini. Evidentemente, la tendenza a trovare la soluzione più semplice, anziché la più efficace, è dura a morire.

Se il problema reale fosse davvero la sicurezza e la conformità delle batterie, la soluzione è chiara e dettata dalle norme europee. Si dovrebbero attivare ed affinare i controlli, sequestrando i mezzi non conformi o impropriamente truccati, anziché punire indiscriminatamente tutti gli utenti.

Vietare un intero segmento di mobilità perché non si è in grado di attuare controlli efficaci equivale a dire: non sappiamo come distinguere il legale dall’illegale, quindi vietiamo tutto. È l’ammissione di una sconfitta amministrativa, un modo molto italico di spostare la polvere sotto il tappeto e lavarsene le mani.

Un trasporto pubblico moderno dovrebbe facilitare, non ostacolare, l’intermodalità. Un divieto generalizzato come quello della metropolitana di Brescia non è un atto di sicurezza, ma un atto di pigrizia amministrativa che mina la sostenibilità urbana. Ci auguriamo un cambio di rotta e un passo indietro su una decisione priva di ogni logica.

In alternativa chiediamo l’eliminazione da tutto il territorio comunale di ogni elemento che possa minare la sicurezza delle persone che si spostano nello spazio urbano, eliminando il traffico davanti alle scuole, nel centro storico e in tutte le vie di quartiere dove le persone si spostano a piedi o in bicicletta.

[Fonte]

Leggi anche: Ebike truccate: presto denunce contro i venditori, ecco cosa rischiano

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Commenti

  1. Felice Pedalo ha detto:

    questo il regolamento per la metro TORINO:

    Per motivi di sicurezza, è vietato il trasporto e l’utilizzo di biciclette, cicli e carretti secondo le definizioni del Codice della Strada. Le biciclette pieghevoli possono essere trasportate come bagagli nei limiti dimensionali consentiti.

  2. Antonio ha detto:

    E cosa dire degli autobus elettrici pubblici e privati ?! e delle automobili elettriche che stanno sempre più riempiendo garage pubblici e privati ?! Il 2035 è vicino , quindi stop ai motori termici e anche a tutti i veicoli elettrici ! Il futuro è dei “muscolari” (bici , risciò , automezzi a pedali ovviamente senza motori) e perciò più allenamenti e attività fisica 💪🦵🦶 oppure stiamocene a casa evitando di inquinare e di creare pericoli 🤷‍♂️👋

  3. David ha detto:

    guardate che anche sulla metro di Roma, da anni, sono vietati bici e monopattino elettrici. c’è l’annuncio e l’avviso ma nessuno lo cura. per salire bisogna togliere la batteria.

  4. Ermanno ha detto:

    divieto di imbarcare auto elettriche su navi traghetto ??
    Non mi risulta .
    Dove lo hai letto ?

  5. Matteo ha detto:

    @gianfranco Gazzoli basterebbe dedicare primo e ultimo vagone alle bici, come fanno in molti paesi all’estero…

  6. SergioRame ha detto:

    Solo per le auto va tutto bene, quelle che ti uccidono investendoti oppure ti uccidono con un tumore o leucemia.

  7. Davide ha detto:

    Anche a Roma in metro sono vietati, sono ammessi esclusivamente monopattini e bici muscolari.
    Controlli pressoché assenti considerando che i trasgressori sono molti e, quotidianamente, vedo numerose bici elettriche e altrettanti monopattini.

  8. Atac ha detto:

    sono vietate anche nella metro di Roma, l’altro giorno ho sentito l’annuncio mentre ero alla banchina di Termini

  9. Massimo ha detto:

    anche sulle. navi traghetto vige il divieto di imbarcare auto elettriche. gli incendi sono rari ma particolarmente difficili da donare. concordo poi sul fatto che in caso di incidente le biciclette (tutte) sono di ostacolo alla rapida evacuazione. per i treni il discorso è diverso perché le biciclette non te le ritrovi tra i piedi.

  10. Cibao ha detto:

    per lo stesso motivo anche le carozzine o addirittura gli anziani possono essere di intralcio all’evaquazione rapida del mezzo. ASSURDO

  11. Massimo ha detto:

    non è un caso singolo a Roma sono già tre autobus che vanno a fuoco. Purtroppo con le modifiche che gli fanno le batterie sono soggette a corto circuito e una volta innescata la scintilla non c’è modo di spegnerle. In più danno fastidio fisicamente occupando spazio. Sono un’autista e confermo che hanno fatto benissimo e da Gennaio sarà così anche a Roma.

  12. Mario ha detto:

    Perfettamente in sintonia con il contenuto dell’articolo! Se ostacoliamo le bici elettriche allora blocchiamo il transito dei SUV in tutte le zone urbane, giusto per coerenza viste le casistiche di incidenti mortali di pedoni sulle strisce pedonali!

  13. Luca ha detto:

    anche a Barcellona e’ cosi.

  14. Iso ha detto:

    A margine dell’articolo, il cui contenuto è a mio modo di vedere pienamente condivisibile, riporto quanto mi è accaduto ieri, venerdì 5 dicembre. Giunti a Sirmione come meta di un’uscita in bicicletta (“muscolare”) io e mio fratello abbiamo trovato che all’ingresso del centro storico, ztl, c’è una guardiola con tanto di vigilante che controlla gli accessi e che ci ha prontamente avvisato del divieto di ingresso in bici anche se condotte a mano come era nelle nostre intenzioni. Non so se in quel di Brescia sono particolarmente ostili alle bici, fatto sta che che tutti i bei ragionamenti sulla mobilità sostenibile in questo caso vanno a farsi friggere.
    P. S. : per la verità un presagio c’era stato, perché dalla bella e nuova ciclabile sulla strada Gardesana al centro storico (un paio di km) non esiste la pista ciclabile.

  15. Nadir ha detto:

    Meno e-bike e monopattini elettrici e più biciclette muscolari… Questa sarebbe la vera mobilità ecogreen

  16. Ric ha detto:

    le ebike potrebbero evitare di utilizzare i mezzi pubblici visto che possono essere assimilati a mezzi a motore
    discorso diverso x le biciclette muscolari

  17. Bianchi ha detto:

    In Spagna la stessa cosa nel cercanía (metro superficie e sotterranea) che effettua la tratta Malaga – Fuengirola, che effettua 20 fermate compreso Torremolinos, Benalmádena e l’aeroporto, però qui hanno vietato solo i monopattini, le bici elettriche no

  18. peter ha detto:

    Allora dovrebbero vietare a tutte le persone che hanno uno smartphone dietro di utilizzare la metro, visto che in più casi documentati ci sono state batterie che sono esplose

  19. GIANFRANCO GAZZOLI ha detto:

    Concordo con la scelta del comune di Brescia le biciclette elettriche sono un pericolo sui mezzi pubblici come anche le altre biciclette perché in caso di evacuazione rapida sarebbero un ostacolo e un rischio di inciampo.
    Bravissimo il comune a muoversi con questo sistema, la metro deve essere solo per i pedoni

  20. Nicola Forastiero ha detto:

    Allora anche nei treni dovrebbe essere vietato..

  21. Braio ha detto:

    Sono continue conferme di un paese che non ragiona fermandosi a pensare, ma agisce d’istinto, a caso pensando di essere efficace e sempre risolutivo… velocità, velocità, velocità.

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