Antiche città di pianura, chiese, castelli, fortificazioni e cascine, centri abitati in orizzontale, a segnare la presenza dell’uomo nel paesaggio, fiumi e rogge che scorrono tra i campi, filari di alberi lungo le vie d’acque e le proprietà agricole. Tante strade da percorrere senza fretta, in bicicletta. Cremona e la sua provincia sembrano sussurrare, come nel film di Luca Guadagnino, ambientato a Crema, «Chiamami con il tuo nome». E i cicloturisti rispondono.
Non solo nei mesi di clima dolce, dove pedalare in Pianura Pedana è piacevolissimo, ma anche, imprevedibilmente, nei mesi più caldi.
«Il cicloturismo è in crescita. A luglio e agosto abbiamo avuto un incremento del 10% delle presenze alberghiere, riconducibili in larga misura ai turisti in bici» racconta Stefano Mazzotti, project manager per il cicloturismo e il turismo fluviale di Visit Cremona, la DMO (Destination Management Organization) creata a Cremona e sostenuta da diversi enti territoriali, tra cui i Comuni di Cremona, Crema, Soncino e Casalmaggiore e la Provincia di Cremona.
«Visit Cremona è stata lanciata dal gennaio 2025 proprio con l’obiettivo di promuovere il turismo nella nostra provincia. Le direttrici sono due: musica – liuteria e cicloturismo».

Le attrattive per chi pedala
Il territorio cremonese è particolarmente attrattivo per i cicloturisti, perché pianeggiante, paesaggisticamente interessante e con vie importanti, come la Vento e la Ciclovia dell’Adda. «I dislivelli non sono significativi. E ci sono tante strade a basso traffico, sterrate, piste ciclabili, vie lungo i canali e le rogge. La rete delle ciclabili è in fase di ampliamento. Si sta facendo un lavoro di progettazione e di collegamento delle ciclabili nei piccoli paesi, per agevolare i collegamenti tra un centro abitato e l’altro».
Nel Cremonese si mangia bene, c’è una buona qualità di vita e un benessere generale. Si trova nella bassa Pianura Padana: ancora Lombardia, tra Lodi, Milano, Bergamo, Brescia e Mantova, ma ai confini con l’Emilia-Romagna, con le province di Piacenza e Parma.
Chi arriva a Cremona
In generale, i turisti che arrivano sono per il 56% italiani, poi tedeschi, francesi, nordamericani, svizzeri, spagnoli e austriaci.
«In particolare i cicloturisti sono per lo più stranieri, impegnati in itinerari a lunga percorrenza. Si fermano nel territorio per una o due notti e proseguono. Poi ci sono quelli che non vengono con un mezzo proprio e affittano in loco una bici. Gli italiani spesso fanno toccata e fuga, arrivano da provincie limitrofe, anche in giornata. Crema è vicina a Milano, si pedala tramite la ciclovia del Naviglio della Martesana, dal Milanese fino all’Adda».
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Un’offerta che favorisca la permanenza
L’obiettivo è attrarre persone che restino qualche giorno in più, utilizzando Cremona e gli altri centri come punto di partenza per esplorare il territorio, grazie a ciclovie che lo attraversano e percorsi creati appositamente, dove ci sono belle cose da vedere e offerte dal territorio.
«La Vento segue il tratto cremonese del Po, entra da Crotta D’Adda ed esce dopo Casalmaggiore. La Ciclabile delle Città Murate, da Soncino a Pizzighettone, in parte in sede protetta, in parte su strade secondarie. Anche la Ciclovia dell’Adda non è tutta in sede protetta. C’è poi un itinerario che abbiamo tracciato noi, Infinito viaggiare, oltre 300 km su un doppio anello, come il simbolo dell’infinito. Si pedala su ciclabili e strade minori. Il percorso l’abbiamo segnalato su supporti esistenti, posizionando appositi adesivi. Ci ha dato una mano Fiab Cremona, per questa e altre operazioni. Stiamo collaborando anche con Fiab Cremasco, per la segnalazione dei punti critici».
Lavorare per la sicurezza
Il fatto di non avere a disposizione solo ciclabili con sedi protette da una parte dà l’occasione di scoprire vie secondarie e rurali, dall’altra può far correre pericoli ai ciclisti. Non sempre chi viaggia in auto o con mezzi a motore lungo le strade di campagna rispetta i limiti e presta attenzione alle due ruote. E i margini laterali nelle strade possono essere esigui.
«I nostri itinerari utilizzano il più possibile strade arginali e poderali chiuse al traffico, dove si possono incontrare al massimo mezzi agricoli. Anche quelli richiedono attenzione, ma in quelle vie il traffico è sostenibile». Resta la criticità delle piste da realizzare in sede propria. «Il problema sono i costi. Questi progetti fanno capo alla Provincia, alle prese con le conseguenze sello svuotamento di competenze e risorse. A Crema però sta lavorando il consorzio It, una società pubblica tra i Comuni cremaschi, che porta avanti progetti finanziati dalla Regione per i collegamenti intercomunali».

Dove trovare mappe e percorsi
Visit Cremona ha realizzato una mappa cicloturistica, con informazioni per chi viaggia e i principali itinerari: la ciclabile dell’Adda, quella del Serio, la Cremona Brescia, la Mantova -Sabbioneta (in una zona limitrofa al Cremonese), in contatto con la “Infinito viaggiare”. «Da gennaio 2026 sarà caricata sul nostro nuovo sito, visitcremona.com. Ora è disponibile, gratuitamente, nei punti di informazione turistica a Cremona, Crema, Casalmaggiore. Altri info point sono in fase di ristrutturazione e la offriranno, appena operativi. Poi abbiamo creato un profilo su Komoot».
Infrastrutture e servizi per chi pedala
La mappa riporta anche i negozi che vendono bici e fanno riparazioni e i punti noleggio. «Ci sono sette noleggiatori a Cremona, con un parco di circa un centinaio di bici. A Crema ci sono una trentina di bici, a Casalmaggiore un numero minore. Stiamo offrendo formazione alle strutture ricettive per creare un sistema di noleggio efficiente e diffuso, con cui gli alberghi e i b&b che non possiedono un loro parco bici possano ottenere in breve tempo i mezzi per i clienti che le richiedono. Il numero dei noleggiatori dovrebbe aumentare, ne siamo consapevoli. Servono nuovi punti noleggio lungo gli itinerari cicloturistici, in particolare la Vento, dove la crescita dei passaggi è percepibile. Mancano noleggi, devono aumentare le strutture ricettive, le ciclofficine, bisogna creare bicigrill e aree dedicate alla sosta di chi pedala, come è già avvenuto in altre zone d’Italia. Anche vicino a noi, sul Serio e sul Mincio.»

Il network tra operatori
«In un anno e mezzo abbiamo lavorato alla creazione di una rete tra hotel, b&b, affittacamere, associazioni di categoria (Confcommercio, Federalberghi, Federturismo…), pro-loco, agenzie turistiche, noleggi, cicloriparatori». L’obiettivo è creare momenti costruttivi di dialogo e confronto. «Abbiamo già fatto un incontro con 30 operatori, a Cremona. Il nucleo di una rete che non è facile aggregare, perché gli operatori coprono un territorio lungo e stretto, tra Rivolta d’Adda e Casalmaggiore, dove si trovano aree eterogenee».
Finora, Visit Cremona ha censito 20 strutture di accoglienza bike friendly, che offrono servizi come il noleggio, un locale custodito per i mezzi, menù personalizzati, accompagnatori per tour, mappe, e quattro tour operator specializzati (due a Cremona, uno a Crema, uno a Pizzighettone). «Non c’è un consorzio o una società di guide specializzate. C’è spazio per ampliare l’offerta e ci stiamo lavorando».
Formazione e fiere per farsi conoscere
Visit Cremona continuerà a offrire sessioni di formazione agli operatori. Sono già sette quelle in programma per il 2026. Coinvolgeranno esperti, per offrire una visione generale del fenomeno cicloturismo e raccontare buone pratiche di altri territori.
Tra i temi, l’utilizzo degli strumenti digitali, per esempio Komoot. «Saremo presenti con i nostri materiali nelle strutture bike friendly e presso gli operatori del network. Poi ci sono gli eventi, n Italia e in Europa. Continueremo le nostre attività promozionali nelle maggiori fiere del settore turistico, in particolare in quelle dedicate al cicloturismo, come la Fiera del Cicloturismo 2026 a Padova».



















La ghiaietta è stata una richiesta della soprintendenza per il rispetto del paesaggio infatti è stata posata nei luoghi più prospicienti al fiume per evitare di avere una striscia di nero asfalto. E’ molto piccola e compatta e non dà fastidio, nemmeno alle ruote da strada. Si chiama triplo strato (tipo slurry).
Lo sfalcio dell’erba è effettivamente un problema che si è presentato una volta sistemata la realizzazione del tratto della ciclovia Vento e si spera che la manutenzione vada a regime una volta sistemati gli accordi di gestione tra Regione e Province.
Il tratto Castelnuovo bocca d’Adda – Crotta d’Adda fa parte della Vento, ma non dell’Infinito Viaggiare di cui si parla nell’articolo.
Spero di tornare anche qui quando avranno completato delle ciclabili lunghe, in ordine e interconnesse tutte fra loro.
Quando poi leggo Cremona, ciclismo e “liuteria”, resto sempre affascinato dai miei ricordi, perchè penso in automatico a Miyazaki e mi viene ancor più voglia di tornarci, come per addentrarmi in una Fiaba onirica.
Un caro saluto ai cremonesi :)
ciclo via vento Castelnuovo crotta d’Adda bellissimo percorso lungo il fiume ma ormai invaso dall’ erba che non si è più provveduto allo sfalcio riducendo la strada ad un sentiero anche pericoloso perché l’erba alta impedisce la visuale nelle curve.Lo stesso in altre ciclabili.Altra nota negativa la ghiaetta che hanno messo su una asfaltatura appena fatta su alcuni tratti della vento , non capisco il senso della cosa se non a rendere pericoloso il percorso spece per le bici da corsa.Soldi buttati