Nel cuore del Parco del Delta del Po si snoda uno dei percorsi ciclabili più affascinanti d’Italia: l’Argine degli Angeli, un tracciato sterrato lungo 5,4 chilometri che attraversa la parte meridionale delle Valli di Comacchio, tra la stazione di pesca Bellocchio e Volta Scirocco. È un luogo sospeso tra terra e acqua, dove la bicicletta diventa il mezzo ideale per scoprire un ambiente unico, delicato e suggestivo.
L’itinerario si percorre in circa mezz’ora in bici, ma ogni metro invita a fermarsi: per fotografare un fenicottero, osservare un airone tra i canneti o semplicemente ascoltare il silenzio. La biodiversità è uno degli elementi chiave dell’esperienza: qui la natura domina, e il cicloturista diventa ospite rispettoso di un ecosistema protetto.
Nel 2025 il quotidiano francese Le Figaro l’ha incoronata come “ciclabile più bella d’Italia” dopo che un suo reporter di viaggio, Jean Tiffon, l’ha pedalata raccontando ai lettori la sua esperienza: “Lungo tutto il percorso punteggiato da chiuse e casoni da pesca, si possono osservare migliaia di uccelli: fenicotteri ma anche gru, aironi, garzette, cormorani… Dopo una quindicina di chilometri verso le spiagge di Comacchio, ecco l’Argine degli Angeli, una stretta lingua di terra dove si pedala in mezzo alla laguna. Magico, soprattutto al tramonto”, si legge nel suo reportage.
Il tracciato della ciclabile dell’Argine degli Angeli

Il tracciato è accessibile solo a pedoni e ciclisti, con velocità limitata a 15 km/h, ed è regolato da orari stagionali: aperto dalle 7:30 alle 20:00 durante l’estate e dalle 8:00 alle 17:00 nei mesi invernali. Non sono ammessi veicoli a motore, né è consentita qualsiasi attività che possa danneggiare flora e fauna. Un piccolo “sacrificio” in cambio di un’esperienza autentica e rigenerante.
Sono due gli accessi principali all’Argine: da via degli Etruschi, appena dopo il ponte sul canale delle Vene, oppure dal traghetto di Sant’Alberto, lungo l’argine sinistro del fiume Reno. Entrambi gli ingressi si collegano alla rete ciclabile che consente di circumnavigare l’intero complesso delle Valli di Comacchio, per un totale di quasi 60 chilometri di percorso, tra sterrato, argini, ciclabili e strade a basso traffico.
Cosa vedere e i consigli

Chi ama il birdwatching troverà lungo il percorso torrette di avvistamento strategiche. In primavera e in autunno, la varietà di uccelli è sorprendente: fenicotteri rosa, cormorani, cavalieri d’Italia e rapaci sorvolano i cieli o si muovono lenti nelle acque basse delle valli. È consigliato portare con sé un binocolo, oltre a repellente per insetti e una buona scorta d’acqua.
Il sito ufficiale del Parco del Delta del Po (www.parcodeltapo.it) fornisce aggiornamenti in tempo reale su eventuali chiusure o limitazioni temporanee, oltre alla possibilità di scaricare mappe e tracce GPX/KMZ per orientarsi facilmente anche offline.
Un parco da pedalare: il Delta del Po e la Ciclovia Destra Po

Chi sceglie di pedalare lungo l’Argine degli Angeli, si trova nel cuore di uno dei più straordinari paesaggi italiani: il Parco del Delta del Po, una delle aree naturalistiche più ricche di biodiversità d’Europa, riconosciuta dal 1999 come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Esteso tra le province di Ferrara e Ravenna, questo parco è un mosaico di lagune, valli salmastre, pinete e boschi secolari che convivono in perfetto equilibrio con la presenza dell’uomo. È proprio questo intreccio tra natura e cultura a rendere il Delta un luogo speciale, capace di offrire esperienze lente, immersive e sostenibili.
Il mezzo migliore per scoprirlo? La bicicletta, naturalmente. La Ciclovia Destra Po rappresenta la dorsale cicloturistica del territorio: un tracciato lungo 125 chilometri, interamente pianeggiante, che segue il corso del grande fiume dal confine occidentale della provincia di Ferrara fino a Gorino Ferrarese, dove il Po si apre verso il mare. Questo percorso fa parte della rete EuroVelo 8, che unisce Cadice ad Atene, e regala al ciclista la possibilità di attraversare paesaggi fluviali, campi coltivati, riserve naturali e piccoli borghi ricchi di storia. Il bello è che ogni tratto può essere esplorato con calma, anche alternando la bici con brevi tratte in motonave o escursioni naturalistiche.
Quando andare

Primavera ed autunno sono i momenti migliori per vivere questa esperienza: il clima è mite, la natura esplode di colori e le iniziative locali – dalle passeggiate guidate al birdwatching, dai mercatini ai laboratori per famiglie – rendono ogni weekend una scoperta.
E se la pedalata stuzzica l’appetito, la gastronomia del territorio non delude: tra riso del Delta IGP, anguille di Comacchio, vongole di Goro e vini del Bosco Eliceo, ogni pausa può diventare un piccolo viaggio nei sapori autentici della cucina ferrarese.
L’Argine degli Angeli è quindi più di un semplice percorso ciclabile: è un invito a rallentare, ad ascoltare la natura e a riconnettersi con ritmi lenti e paesaggi autentici. Perfetto per chi cerca un’avventura in sella lontano dalle rotte più battute, in un’Italia dove la bellezza non ha bisogno di rumore.










Basta un occhiata su internet per leggere centinaia di recensioni sulla bellezza della ciclabile Argine degli Angeli, addirittura c’è chi afferma che la ciclabile più bella d’Italia è proprio questa.
Non sono assolutamente d’accordo e vi spiego il perché e la mia esperienza.
Partenza dal Lido di Spina con le proprie e-bike il 30 aprile 2026; siamo in due, ex colleghi di lavoro che approfittando di una splendida giornata di sole non vediamo l’ora apprezzare questa terra-cielo e mare.
Si percorre inizialmente uno sterrato di medie dimensioni su di un argine con parecchie buche ed ai lati vegetazione ormai alta un metro che ti costringe viaggiare al centro.
Il sole splende, ma purtroppo le previsioni non sono perfettamente ideali per un giro in bici al mare.. c’è un forte vento freddo che poi verrà da noi molto apprezzato.
Passiamo il fatidico cancello per inoltrarci sull’argine degli angeli.
Restiamo subito delusi dallo sterrato, mal tenuto e dove il tempo ha formato le buche, vengono riempite di ghiaino le cui ruote della bici sprofondano rischiando sbandamenti pericolosi; il tragitto è strettissimo ossia quando due bici in senso opposto s’incontrano è buon senso fermarsi per non cadere ai lati dove esistono migliaia di tronchi infilati sull’acqua per contenere l’argine. Non oso pensare nei giorni festivi la pericolosità per il traffico.
Dicono che questa pista in mezzo al mare sia una bellezza… il mare non c’è.. trattasi di barena coperta di 15 centimetri di acqua marrone puzzolente e per concludere ringrazio il cielo del vento perché su una decina di km percorsi abbiamo incontrato nuvole di zanzare ad altezza viso che s’infilavano nei capelli, orecchie, passavano sotto gli occhiali da sole, ti entravano perfino sulle narici ed evitavi di respirare ad ogni passaggio… una tragedia! E se non ci fosse stato il vento?
Paesaggio: oltre alla vista di branchetti di fenicotteri rosa ad una distanza importante e qualche anatide comune, sei circondato da km e km di zona valliva di una monotonia unica… non esistono punti di ristoro ne alberi per una fermata all’ombra… niente di tutto ciò.
Questa è la ciclabile più bella d’Italia….
Abbiamo percorso. l’anello delle valli l’8 giugno, stupendo paesaggio e tanti fenicotteri, aironi, cormorani, ecc. Assenza di zanzare e moschini vari e non tanta gente.
Il giro è veramente facile, con noi una persona disabile con la handbike, ed è impossibile perdersi.
Unica nota, in giugno fa già quasi troppo caldo, noi abbiamo beneficiato del provvidenziale vento ma senza vento sarebbe stato troppo caldo.
Io ci sono stata subito dopo Pasqua, posto magnifico! C’erano moscerini ma mi sono salvata perché porto gli occhiali e sulla bocca ho messo un fazzoletto a mò di cowboy! Ho visto fenicotteri e limicoli , cavalieri d’Italia, totani mori , volpoche etc etc etc
Beh che dire…un posto meraviglioso…sembra di entrare in un’altra dimensione…natura stupenda. Appena possiamo ci ritorniamo sempre volentieri!!!
sono nata ad Ariano Polesine, ma da 30 anni vivo a Torino. Che nostalgia mi viene a rivedere i posti della mia gioventù! Ho ancora tanti veri amici li e compagni di scuola. Grazie per questi servizi.
Ciao, ci siamo andati il 21 aprile 2025.
purtroppo si è rivelato un incubo a causa di migliaia di insetti che non permettevano di aprire la bocca ma nemmeno gli occhi. Alcuni turisti avevano dei cappelli con retina quindi erano al corrente del problema.
mi sento fortunato passare le vacanze a spina godere di tanta bellezza, veramente tanta roba un vero piacere x i sensi e solo chi vive la natura sa di cosa parlo.
ma non solo visivamente anche la gastronomia locale non è da meno sto parlando sopratutto dei ‘frutti’ che ci offrono gli ambienti vallivi .
Domenica, ho percorso un tratto del percorso, panorama incantevole un lembo di terra in mezzo all acqua davvero incantevole! Questa stagione poi e’ l ideale per ammirare i fenicotteri…
Peccato che alcuni ciclisti non rispettavano i limiti di velocità e andavano veloci disturbando chi invece voleva semplicemente godere del panorama e della bellezza!
Per allenamenti e competizioni meglio fare altre scelte.
Domenica 18 Maggio sono andato a percorrere l’anello cicloturistico delle valli di Comacchio e naturalmente l’argine degli Angeli, insieme al gruppo CRAL di Castelfranco. Giornata meravigliosa, soleggiata e ventilata…ci sembrava di essere sospesi tra il cielo e il mare. Tanti turisti perchè tutti vogliamo immergersi in quel che resta della natura e storia del passato e pensare al futuro delle nuove generazioni con più consapevolezza e meno cemento. Grazie infinite a chi ha preservato e accudito a questa inestimabile bellezza per il nostro cuore e anche per la nostra anima…
un indirizzo mail al quale chiedere informazioni, grazie
[Salve Massimo, abbiamo aggiunto in calce all’articolo un link al sito del Parco Delta del Po – Bikeitalia.it]
bè, che dire; “senza parole”sarebbero inutili di fronte a cotanta bellezza!! sicuramente non mi sfuggirà; un affettuoso saluto a tutti i “cicloturisti” che come me, amano consumare i copertoni in sella su piste come queste, ciaonè
ciao..sono Anna nata a comacchio ma vivo a Genova da diversi anni..quando vedo questi servizi mi commuovo perché vedo paesaggi stupendi che io non ho mai visto e penso che devo trovare il tempo per andare a vedere qualcosa di meraviglioso a cui non ho mai dato importanza…
io e mia moglie muniti di MTB muscolare abbiamo fatto questo percorso già 3 volte..2 volte da Marina di Ravenna fino a lido di spina passando naturalmente sull’ argine degli angeli e la 3 volta fino a raggiungere Comacchio passando dalle sue valli.. percorso bellissimo….unica pecca venendo da Casalborsetti bisogna passare sotto il cavalcavia della Romea per poi tornare sul cavalcavia stesso nella parte pedonale e quindi scendere verso l’argine.. purtroppo questa ultima parte non è molto agevole specialmente per chi non ha dimestichezza con la bici, causa il sentiero sconnesso. Magari con un po’ più di manutenzione sarebbe più agevole anche x famiglie con bambini al seguito.