Mobilità

Aumentano i morti in bici in Europa, ma le Nazioni Unite hanno un piano

Aumentano i morti in bici in Europa, ma le Nazioni Unite hanno un piano

Andare a piedi e in bicicletta non rappresentano solo modalità di trasporto sostenibili: sono strumenti di salute pubblica, equità sociale e rigenerazione urbana. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha recentemente pubblicato un toolkit in collaborazione con le Nazioni Unite (ONU), in occasione della Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale. Si tratta di una guida pratica pensata per aiutare governi e amministrazioni locali a promuovere l’uso della bici e della mobilità pedonale. Ma i dati contenuti nel documento mostrano un quadro allarmante, soprattutto in Europa, dove le morti tra pedoni e ciclisti sono purtroppo in aumento.

Un’occasione per cambiare modello di mobilità

Il toolkit parte da un dato di fatto: a livello globale gli spostamenti a piedi e in bici sono ancora trascurati nelle politiche pubbliche. Eppure, queste modalità di trasporto sono cruciali per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, dalla salute pubblica alla qualità dell’aria, dalla sicurezza stradale alla lotta contro i cambiamenti climatici. Secondo quanto riportato nel toolkit OMS/ONU più di un quarto delle morti sulla strada ogni anno nel mondo sono rappresentate da persone che erano a piedi o in bicicletta.

Vittime della strada nel mondo: più di un quarto sono pedoni o ciclisti

Secondo l’OMS, promuovere la mobilità attiva significa ridurre l’incidenza delle malattie croniche non trasmissibili, migliorare il benessere mentale, combattere l’inquinamento atmosferico e favorire economie locali più resilienti.

Europa: più morti su strada, meno sicurezza

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la situazione europea è tutt’altro che rassicurante. Nonostante l’interesse crescente verso le città più vivibili e meno dipendenti dall’auto, l’Europa registra un aumento delle vittime tra pedoni e ciclisti. In alcuni Paesi del Vecchio Continente, questi utenti vulnerabili rappresentano fino al 40 % delle vittime della strada.

Europa: un trend allarmante

Europa: ciclisti investiti e uccisi +50% dal 2011 al 2021 (fonte OMS)

Un’analisi dell’OMS evidenzia che, nonostante la lieve diminuzione dei pedoni uccisi, in Europa complessivamente le morti di ciclisti sono aumentate del 50 % tra il 2011 e il 2021. Questo dato mette in luce un’inversione di tendenza particolarmente preoccupante, che richiede interventi urgenti su infrastrutture protette – come piste ciclabili fisicamente separate – e misure di moderazione del traffico per garantire la sicurezza di chi va in bici e invertire questo trend negativo.

Le infrastrutture per bici sono (quasi) inesistenti

Infrastrutture ciclabili nel mondo sono solo lo 0,2% del totale delle strade

Il toolkit evidenzia con chiarezza uno dei principali ostacoli alla mobilità sostenibile: la carenza infrastrutturale. Solo lo 0,2 % della rete stradale globale è dotata di piste ciclabili. Nella maggior parte dei Paesi, le strade sono progettate ancora su misura dell’auto privata, ignorando i bisogni di pedoni, ciclisti, bambini, anziani o persone con disabilità.

In contesti a basso reddito, camminare e pedalare non sono una scelta ma una necessità. E proprio per questo motivo, l’assenza di infrastrutture sicure assume una valenza di giustizia sociale. L’inaccessibilità ai servizi essenziali – scuola, sanità, lavoro – diventa un moltiplicatore di disuguaglianze.

Le sette azioni chiave per i decisori politici

La guida propone sette aree strategiche per le politiche pubbliche:

  1. Integrare gli spostamenti a piedi e in bici in tutte le politiche, dalla salute all’urbanistica.
  2. Creare reti sicure e connesse, con percorsi ben mantenuti e accessibili.
  3. Progettare strade inclusive per tutti, adottando il “safe system”.
  4. Promuovere comportamenti sicuri, contrastando guida distratta e velocità eccessiva.
  5. Proteggere e dare priorità a pedoni e ciclisti, con zone a traffico limitato.
  6. Integrare trasporto attivo e pubblico, per una mobilità intermodale.
  7. Incentivare bici e cammino attraverso campagne, eventi e misure fiscali.
Guida Nazioni Unite per promuovere mobilità a piedi e in bici cover Pixabay

A supporto, il toolkit fornisce strumenti per monitorare i progressi, esempi virtuosi da vari Paesi e raccomandazioni per coinvolgere comunità e stakeholder.

Perché rendere sempre più sicuri gli spostamenti a piedi e in bici

Promuovere la mobilità attiva a piedi e in bicicletta non è solo una questione ambientale, ma una scelta strategica per la salute collettiva, la sicurezza stradale e la giustizia sociale. Il toolkit dell’OMS e dell’ONU non è solo un documento tecnico: è un appello all’azione. Perché camminare e pedalare non siano più gesti per pochi coraggiosi, ma opzioni sicure, accessibili e sempre più diffuse ovunque nel mondo.

[Fonte]

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Commenti

  1. sergio signanini ha detto:

    Bravi, grazie

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