Mobilità

Furti di bici nelle stazioni: la polizia non ha più tempo per occuparsene

Furti di bici nelle stazioni: la polizia non ha più tempo per occuparsene

In Gran Bretagna nell’ultima settimana è esplosa una polemica che sta scuotendo il mondo della mobilità sostenibile. La British Transport Police (BTP) – la forza di polizia che si occupa della sicurezza su treni e stazioni – ha confermato che non indagherà sui furti di biciclette lasciate per più di due ore presso le stazioni ferroviarie. Una decisione che, secondo molti, equivale a dire apertamente ai ladri di bici: “Fate pure, non vi daremo la caccia”.

Una regola che sembra uno scherzo

Tutto è iniziato con un servizio della BBC. Un pendolare londinese, Simon Feldman, ha raccontato di aver lasciato la propria bici per dieci ore vicino alla stazione, durante un turno di lavoro. Al suo ritorno non c’era più.

“Era proprio sotto una telecamera, quindi pensavo che sarebbe stato facile risalire al momento del furto”, ha raccontato. “Poi ho scoperto che se lasci la bici per più di due ore, la polizia non indaga. Sono rimasto scioccato: è come se il furto della mia bici fosse stato legalizzato”.

Le sue parole hanno acceso un dibattito che, nel giro di poche ore, si è esteso a tutto il Paese. Migliaia di pendolari si sono riconosciuti nella stessa frustrazione: si pedala fino alla stazione, si lascia la bici in un parcheggio che dovrebbe essere sicuro, ma se qualcosa va storto, nessuno muove un dito.

“Non possiamo controllare ore di video per ogni bici rubata”

La BTP ha difeso la propria scelta con argomentazioni di efficienza operativa: “Più tempo i nostri agenti passano a rivedere le registrazioni delle telecamere, meno tempo hanno per pattugliare le stazioni e i treni, o per indagare sui crimini che causano più danni”, ha dichiarato un portavoce alla BBC.

In pratica, la polizia si impegnerà a visionare solo due ore di filmati di videosorveglianza, una finestra temporale ritenuta “proporzionata” rispetto alle risorse disponibili. E se non ci sono testimoni o un orario preciso del furto, il caso verrà archiviato.

“Il nostro obiettivo non è minimizzare i furti di bici”, ha aggiunto la nota ufficiale, “ma concentrare gli sforzi dove ci sono reali possibilità di successo. Ogni denuncia, anche se non porta a un’indagine, contribuisce a creare un quadro informativo utile per orientare le pattuglie e prevenire futuri reati”.

Furti bici ladri di biciclette

“Così state depenalizzando il furto di biciclette”

Una giustificazione che non ha convinto nessuno. Le associazioni ciclistiche parlano apertamente di “depenalizzazione del furto di biciclette”.

“È una decisione disastrosa per chi sceglie la bici come mezzo di trasporto quotidiano”, ha dichiarato Tom Fyans della London Cycling Campaign. “La mancanza di parcheggi sicuri nelle stazioni, unita all’assenza di azioni concrete contro i ladri, sta rendendo la vita impossibile a chi pedala. Londra è indietro anni luce rispetto ai Paesi Bassi, dove quasi la metà dei pendolari raggiunge la stazione in bici. Qui, invece, chi subisce un furto spesso smette di pedalare del tutto”.

Lo conferma anche British Cycling, la federazione nazionale: “Le biciclette non sono solo oggetti da tempo libero, ma mezzi di trasporto essenziali per andare al lavoro, studiare o accedere ai servizi. Non indagare sui furti significa scoraggiare migliaia di persone dal pedalare, proprio mentre dovremmo fare di tutto per ridurre i viaggi in auto”.

Chi va a lavorare in bici è più a rischio

Il problema, sottolineano gli attivisti, colpisce soprattutto chi usa la bici in combinazione con il treno per raggiungere il posto di lavoro: “Se fai un turno di otto ore, inevitabilmente lasci la bici alla stazione più di due ore”, ha spiegato Sophie Gordon di Cycling UK. “Dire che dopo due ore la tua bici non rientra più nelle priorità della polizia è un messaggio devastante. Non è un piccolo furto, ma la perdita di un mezzo di mobilità essenziale. Per molte persone equivale a dire: arrangiati da solo”.

Telecamere inutili e ladri sempre più audaci

Molti pendolari denunciano che i parcheggi bici “sorvegliati” sono una farsa: “Queste telecamere non vengono mai guardate, non servono a nulla”, ha raccontato ancora Feldman. “Potresti coprirle con un sacchetto e nessuno se ne accorgerebbe. I ladri lo sanno, e ormai agiscono in pieno giorno, davanti a tutti”.

Un altro ciclista, intervistato a Watford Junction, ha spiegato di aver trovato una parodia di cartello installata da un gruppo di attivisti: “Benvenuti al Punto di Redistribuzione delle Biciclette. Qui la vostra bici troverà presto un nuovo proprietario”. Un gesto ironico ma amaro, che ha attirato centinaia di condivisioni sui social e riacceso il dibattito.

La replica: “Non è vero che ignoriamo i furti”

Dopo giorni di critiche, la British Transport Police ha pubblicato un lungo comunicato accusando i media di aver diffuso “notizie imprecise”. Ma nel tentativo di chiarire, ha finito per confermare tutto.
“Registriamo ogni furto di bici denunciato e seguiamo tutte le piste d’indagine realistiche”, si legge nella nota. “Non è corretto dire che i furti siano stati decriminalizzati, ma non possiamo impiegare ore a visionare filmati quando non esistono indizi, testimoni o un orario preciso del reato”.

La forza ha aggiunto di essere al lavoro per migliorare la copertura CCTV e collaborare con le aziende ferroviarie per identificare i sospetti, ma le parole non bastano a calmare le acque.

“Un messaggio pericoloso ai ladri”

“È un messaggio assurdo e pericoloso”, ha commentato Roger Dollimore di Cycling UK, intervistato dalla BBC. “Nessuno lascia la bici alla stazione per meno di due ore. Quindi, di fatto, la polizia sta dicendo che se rubi una bici in stazione, non verrai cercato. È come se il furto di biciclette fosse diventato un reato tollerato”.

Dollimore si è detto “incredulo” davanti alla giustificazione della BTP secondo cui controllare le telecamere sarebbe troppo dispendioso: “Non serve un agente per ore davanti a un monitor. Basterebbe restringere la finestra temporale: se arrivi alle otto e la bici sparisce alle sei, controlli a metà giornata. In dieci minuti puoi capire quando è successo. È una scusa, non una difficoltà tecnica”.

Un passo indietro per la mobilità sostenibile

La questione va oltre la singola decisione amministrativa. Proprio nel momento in cui il governo britannico prepara una nuova strategia di trasporto integrato che punta a combinare treno e bicicletta, il messaggio della polizia rischia di azzerare anni di lavoro per promuovere la mobilità sostenibile.

Come ha scritto The Guardian in un editoriale, “il furto di bici non è solo un problema di sicurezza: è una questione di fiducia pubblica. Se chi sceglie di muoversi in modo ecologico non si sente protetto, abbandonerà la bici e tornerà all’auto”.

E così, mentre nei Paesi Bassi o in Danimarca i parcheggi bici nelle stazioni ferroviarie sono esempi di efficienza e sicurezza per chi pedala, c’è invece qualcosa di paradossale nel Paese con più telecamere al mondo: registrano tutto, ma non servono a nessuno. Se lasci la bici più di due ore, puoi quasi metterti il cuore in pace: nessuno guarderà i filmati, nessuno cercherà il ladro. È questo il messaggio che arriva oggi ai ciclisti britannici: puoi scegliere la bici, ma sappi che lo farai da solo.

[Fonte]

Leggi anche: 4 soluzioni per non farsi rubare la bici

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Commenti

  1. Tiziano ha detto:

    Potrebbe dipendere dal tipo di software che viene utilizzato per registrare i video , che non permette di scorrere velocemente nella ricerca di un frame specifico?

  2. Alessandro ha detto:

    Ma quindi se la bici è stata rubata in meno di due ore, un poliziotto passa due ore a guardare il video?
    Hanno bisogno di aiuto.
    Questa cosa mi sembra peggio delle barzellette sui Carabinieri che ci raccontiamo in Italia.

  3. PedaloFelice ha detto:

    siamo sicuri che non sia una dichiarazione del ministro dei trasporti del ns paese?

  4. Vincenzo ha detto:

    Mi pare di capire che se lasci l’auto parcheggiata davanti alla stazione per piu’ di due ore e te la rubano la polizia non indaghera’, giusto ? ;-)

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