Visite archeologiche in bicicletta in Valle Olona

Visite archeologiche in bicicletta in Valle Olona

Portare a pedalare tutti: ragazzi, famiglie, anche chi non lo fa da tanto tempo e chi non ha mai imparato. Fare gruppo ed esperienze culturali, esplorando le bellezze paesaggistiche, storiche ed archeologiche della provincia di Varese. Ecco gli obiettivi di Archeologistics, l’impresa sociale di Carnago (VA) che da dieci anni si occupa di gestione e valorizzazione dei beni culturali della zona. «In particolare, per la valorizzazione della Valle Olona offriamo attività cicloturistiche» racconta Elena Castiglioni, archeologa, una delle fondatrici dell’impresa. «Abbiamo una bella porzione del territorio percorribile su ciclabile. I vari tratti sono stati ormai uniti, per un totale di 38 km, da Castellanza fino in Svizzera, a Stabio, dove ci si connette alla rete ciclabile europea».

La storia dell’impresa

Archeologistics, partita come impresa nel 2013 e dal 2022 iscritta nel registro del 3° settore, è stata fondata da quattro archeologhe, ma oggi comprende diversi professionisti: storici dell’arte, antropologi, esperti di turismo, amministrativi. In tutto ci lavorano 19 persone. In sede, c’è la segreteria e si fanno riunioni e progettazioni, d’inverno. Poi, da marzo a fine ottobre si avvia la stagione delle escursioni e delle attività nei vari luoghi culturali.

Bicicletta e cultura: coppia vincente

Unire turismo culturale e bicicletta è possibile?

«Sì, e dà belle soddisfazioni, anche se in Italia è ancora un’attività di nicchia» spiega Castiglioni. «Esiste il turismo sportivo, in bici, guidato da trainer ed ex atleti. Ma il cicloturismo dove si guida il gruppo a incontrare paesaggi, luoghi e storie è ancora da creare. Le ciclabili però ci sono, siamo grati al lavoro degli enti locali, come la provincia di Varese, che hanno realizzato nel tempo tratti di ciclabili, che stanno unendo».

Ci sono ancora dei passi da compiere, però, per completare l’offerta territoriale con le necessarie infrastrutture tecniche. «Mancano noleggi e punti di assistenza: ciclisti, negozi di supporto, professionisti della riparazione. Noi abbiamo investito 20mila euro per creare un nostro parco di 10 ebike, ospitate al monastero di Torba. Sono robuste e richiedono poco manutenzione, che facciamo in un negozio specializzato. Una nostra guida però deve saper affrontare le piccole riparazioni d’emergenza. Questo limita la nostra proposta a itinerari in un’area circoscritta. Ma l’apprezzamento di chi viene è molto alto». 

Chi è il vostro cliente?

«Il 6-7% dei cicloturisti è straniero, percentuale che arriva al 20-25% sul Lago Maggiore. Questo pubblico si rivolge a noi per le informazioni, muovendosi poi in autonomia. Il resto sono turisti locali, persone che passano in zona uno o due giornate e arrivano da Milano, Bergamo, Mantova e dal Piemonte».

Come vi trovano?

«Partecipiamo a fiere sul turismo lento e sostenibile, abbiamo un ufficio stampa efficiente, collaboriamo con enti pubblici che promuovono i nostri programmi. Poi c’è il passaparola». I gruppi in bici hanno una guida e sono composti da 20 partecipanti. In una stagione si organizzano 20 uscite, per un totale di circa 300-400 partecipanti. «Sono ancora piccoli numeri, se si pensa che in un anno in luoghi come il monastero di Torba passano 20mila visitatori».

Tappe e gestione di un gruppo

Questa l’organizzazione abituale di una visita guidata in bici.

  1. Stabilire il punto di ritrovo e partenza in un luogo rilevante. Devono esserci parcheggio auto, ristoro, bagno. E le bici a noleggio per chi non ha un mezzo proprio.
  2. Presentazione della storia del luogo e delle tappe dell’escursione.
  3. Primo tratto del percorso (nella valle dell’Olona si pedala su un ex ferrovia e si incontrano elementi di archeologia industriale)
  4. Tappa intermedia (es: chiesa, villa, beni culturali minori).
  5. Tappa finale (es: centro didattico di un parco, monumento…).

«Il percorso può essere lineare o ad anello. Dopo l’ultima tappa con relative spiegazioni, di solito si pedala e basta, sulla via del ritorno. Il tragitto non deve essere lungo, circa 20 km in totale da percorrere in 3 ore, per includere nella proposta un pubblico di diverse età, preparazione fisica e abitudine all’uso della bici, con mezzi disomogenei (dalla MTB alla “Graziella”!). Poi ci sono le ebike, noleggiabili. L’obiettivo è aiutare tutti a trovare il gusto di muoversi con tranquillità, sapendo che qualche scomodità può esserci (clima, fango…), per riscoprire insieme la dimensione naturale. Non siamo nel mondo del professionismo ciclistico e della performance sportiva. Sono proposte di avvicinamento alla bici e all’ambiente, esperienze per conoscere, conoscersi e per stare insieme».

Proposte e costi

La gita lungo la Valle Olona propone la partenza dal Monastero di Torba, la visita al borgo rinascimentale di Castiglione Olona, tappa a Malnate, in Svizzera, con visita alle cave, e arrivo al Mulino del Trotto. Percorso di circa 15 km. Costo, 10 euro, cui si può sommare il noleggio ebike, 15 euro per mezza giornata.

«Le gite sono anche gratuite, se sostenute da enti locali. Con noi, per esempio, collabora il parco Pineta». Le guide in bici di Archeologistics sono Elena Castiglioni e Marina Albeni, in genere. Oltre alle escursioni, l’impresa propone un campus estivo per ragazzini di V elementare, I e II media. Nell’arco di due settimane, si percorrono vari itinerari in bici. «I ragazzi imparano a muoversi sulle ciclabili, ma anche a caricare le bici sui mezzi pubblici». Grazie all’organizzazione di Archeologistics, nelle escursioni i partecipanti affrontano anche i brevi tratti non ancora coperti dalle ciclabili.

Presente e futuro

Per ora, il cicloturismo è solo l’1,5 % del business dell’impresa, ma dovrebbe crescere fino al 10%. «Uno dei nostri obiettivi è lo sviluppo culturale del territorio: la bici è uno dei mezzi per raggiungerlo. In Italia la bicicletta sta vivendo un momento di grande favore, un’opportunità per chi organizza un’attività, soprattutto di servizio, come il recupero bici e la riparazione. Una nuova impresa può crescere e generare occupazione, come è stato per noi».

Castiglioni sottolinea l’importanza del supporto delle istituzioni, sul territorio. «Varese ha creato un progetto e un portale, Do You Bike, dove si trovano itinerari cicloturistici, luoghi da visitare, strutture di accoglienza. Nuove imprese possono diventare “official point” ed entrare nella rete del progetto. La filiera è ancora fragile, la rete noleggi esigua e sparpagliata. Ma ci sono molti alberghi che accolgono i cicloturisti e ospitano in sicurezza le bici. Alcuni offrono una piccola officina e alcuni mezzi a disposizione degli ospiti». 

Consigli per avviare un’impresa di cicloturismo e cultura

  1. Conoscere molto bene il territorio, i suoi punti di interesse, i proprietari dei beni culturali per creare una rete. O avere nel team uno con queste conoscenze.
  2. Amare la vita all’aria aperta
  3. Incontrare e guadagnare la fiducia delle istituzioni, dimostrando le proprie competenze culturali e organizzative. In genere sono disponibili.
  4. Offrire la messa a valore di luoghi chiusi e non utilizzati.
  5. Tenere conto della burocrazia, della possibile concorrenza (con cui si può collaborare), del tempo necessario per l’avvio (almeno due anni) prima di avere margine e remunerazione.

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