In Valtellina pedalare è un modo per sentirsi parte di un territorio che, anno dopo anno, sceglie la bici come linguaggio comune. E i numeri lo confermano con forza. Se c’è un luogo in Italia dove le due ruote non sono un accessorio, ma una vera identità culturale, quel luogo è questa lunga valle alpina che accompagna l’Adda fino allo Stelvio.
Il 2025 è stato un anno da record. Il progetto Enjoy Stelvio, ormai un punto di riferimento internazionale, ha portato in valle oltre 25.000 ciclisti, con più del 60% di presenze dall’estero. Un risultato che da solo basterebbe a raccontare il peso crescente del cicloturismo, ma che è solo una parte di un quadro molto più ampio.
Un territorio che cresce insieme alla bici
Questa crescita non è casuale. È il risultato di un lavoro lungo e coordinato, presentato nella Sala Consiliare della Provincia di Sondrio nel report annuale del Progetto Cicloturismo 2025. Ed è un lavoro di squadra: Provincia di Sondrio, BIM Adda, ERSAF, Parco Nazionale dello Stelvio, Comunità Montane e Comuni hanno affidato dal 2018 il coordinamento al Consorzio Turistico Media Valtellina, diretto da Pierluigi Negri.
Il modello valtellinese è all’insegna delle sinergie: istituzioni, operatori, forze dell’ordine, volontari e protezione civile lavorano insieme per rendere ogni evento possibile e sicuro. E quando un territorio si muove all’unisono i risultati arrivano.
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Gli eventi che trainano l’economia della Valtellina
La Valtellina vive di ciclismo dodici mesi l’anno, tra strada, mountain bike, gravel e cicloturismo. Nel 2025 la valle ha brillato grazie a eventi capaci di combinare sport e racconto del territorio: Granfondo Santini, Mapei Day, La Gravellina (che porta i ciclisti tra i paesaggi terrazzati valtellinesi), Roda Tellina oltreché la Valchiavenna Gravel Escape.
E poi il Giro d’Italia, che con l’arrivo inedito al Mottolino di Livigno – la tappa più vista del Giro 2024 – e il ritorno a Bormio ha regalato al mondo immagini spettacolari, amplificando il valore del territorio. Non stupisce che siano già in corso le trattative per riportare la Corsa Rosa nel 2027.
Grazie a questo mix di grandi eventi e iniziative diffuse, a Bormio le presenze alberghiere estive hanno ormai raggiunto quelle invernali: un risultato che racconta molto più di qualunque slogan.
Il 2026: un calendario più ricco, più internazionale
Il nuovo anno porterà novità importanti. Anche senza il Giro, la Valtellina resterà protagonista dello scenario ciclistico mondiale: il Tour de Suisse tornerà in valle, e questa volta dovrebbe essere Sondrio a ospitare la tappa.
Non solo strada: il 2026 sarà anche l’anno del Trofeo Downhill Rider Cup, inserito nel circuito di Coppa Italia e dedicato ai bike park di Bormio, Aprica e Madesimo, segno della volontà di crescere anche nel mondo gravity. A questo si aggiunge Teglio MTB 2026 a Prato Valentino, dedicato anche alle ebike, simbolo di un ciclismo che cambia e include sempre più persone.
E poi, naturalmente, ci sarà ancora Enjoy Stelvio Valtellina, la manifestazione che ha cambiato il modo di vivere i passi alpini.


La visione condivisa: crescere senza perdere l’anima
«Il cicloturismo è oggi uno dei volani più importanti per la promozione del nostro territorio» ha affermato Davide Menegola, presidente della Provincia di Sondrio. È una dichiarazione che trova conferma nei numeri e nella qualità delle iniziative.
E l’immagine più autentica è forse racchiusa nelle parole di Elio Moretti, presidente di APF Valtellina:
«Si dice che pedalare è il modo più semplice di volare rimanendo con i piedi per terra. Speriamo che sempre più persone vengano a spiccare questo volo in Valtellina. Noi le aspettiamo».
[Fonte]


















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