Non tutti, ma quasi, hanno svelato i propri obiettivi per il 2026. Mancano all’appello, almeno fra i Big, Jonas Vingegaard, Richard Carapaz, Paul Seixas e Oscar Onley.
Il Tour de France, manco ci fosse bisogno di ricordarlo, resta il centro di gravità permanente per tutti i campioni. Al via da Barcellona ci saranno ovviamente i “Big 3”: Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel. Perché se è vero che il danese non ha svelato ancora tutto il suo calendario, la partecipazione al Tour non resta comunque in discussione.
C’è solo da capire, semmai, se verrà anticipata da quella al Giro d’Italia. Idea che stuzzica Jonas per completare il discorso della tripla corona e provare a diventare, anche prima di Pogačar, l’ottavo corridore della storia a vincere almeno una volta tutti e tre i grandi giri.
E se in questi ultimi cinque anni Tadej e Jonas hanno fatto mediamente un Tour a parte, sarà interessante vedere cosa sapranno combinare insieme i due nuovi compagni alla RedBull Evenepoel e Lipowitz, rispettivamente terzi nel 2024 e nel 2025.

“Two is megl che one” recitava uno slogan pubblicitario di parecchi anni fa. Meglio essere in coppia per cercare di spezzare il dominio di quei due là davanti. Pogačar sarà scortato dal suo erede naturale Isaac Del Toro, mentre per conoscere i soldati a disposizione di Vingo dobbiamo avere ancora un po’ di pazienza.
Punterà sul Tour anche l’ex-Uae Juan Ayuso. Lo spagnolo cercherà di fare le fortune della Lidl-Trek per quanto riguarda la classifica generale, mentre Mads Pedersen punterà a tappe e maglia verde. Saranno della partita anche Cian Uijtdebroeks, nuovo capitano della Movistar, e probabilmente Oscar Onley, mentre la Bahrain farà debuttare sulle strade di Francia il nostro Antonio Tiberi al fianco dell’idolo locale Lenny Martinez.
A proposito di francesi, il paese spinge per vedere al via Paul Seixas, terzo all’ultimo Europeo, ma la Decathlon non ha ancora preso una decisione definitiva, anche se la sensazione è che alla fine ci sarà.
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Considerato questo puzzle, al Giro d’Italia chi verrà? La speranza è davvero che Vingegaard tenti l’accoppiata Giro-Tour ma, nel caso mancasse, alla corsa rosa non ci sarebbe un vero e proprio faro. Al momento hanno confermato la presenza Joao Almeida, Enric Mas, Felix Gall, Egan Bernal, Giulio Pellizzari, Jai Hindley e Santiago Buitrago. Potrebbe tornare Mikel Landa e magari Derek Gee, una volta formalizzato il suo accordo con la Lidl. Insomma, tutti corridori abbastanza sullo stesso piano e che potrebbero rendere il Giro magari meno spettacolare ma sicuramente aperto fino all’ultimo.

Di sicuro non mancheranno i nostri alfieri italiani: oltre a Pellizzari ci saranno Milan, Ganna e Ciccone, che però punterà alle tappe e non alla classifica. Alla startlist potrebbero aggiungersi pure Simon Yates, campione in carica (ma dipenderà dalla scelta di Vingo), e Richard Carapaz, lasciandoci così in dote un pacchetto di pretendenti indubbiamente gustoso.
In questi due scacchieri di Tour e Giro, poi, bisogna inserire anche le pedine dei velocisti e dei cacciatori di tappe, e quindi per intenderci corridori come Van der Poel, Van Aert, Pidcock, Healy, Simmons e compagnia. Ragazzi che hanno eccome il potere di nobilitare una grande corsa a tappe.
Inutile, invece, fare troppe previsioni o speculazioni sulla Vuelta di Spagna. Le uniche due certezze, al netto di infortuni, cadute o malanni vari, è che a fine agosto a Montecarlo vedremo al via Primoz Roglic, che andrà a caccia del quinto trionfo della sua carriera, e ancora Joao Almeida, quest’anno costretto a inchinarsi a Vingegaard.
Insomma, duelli ed emozioni non mancheranno a nessuna latitudine.

















buongiorno, una settimana assolutamente no, sarebbe al livello di una Tirreno-Adriatico o di un Delfinato! Ma 15 giorni potrebbe andare bene, cmq sarebbe una settimana in meno fi fatica e penso che tutti i corridori o quasi potrebbero correre benissimo 2 Grandtour.
cambia il ciclismo…bisogna cambiare le corse…. forse un giro d’ Italia su due settimane senza giorno di riposo , sarebbe più “appetibile” ai big 🚴. 14 tappe vere , montagna, crono, tappe x velocisti , varietà di lunghezza delle tappe , ma no tappe “trasferimento per capirsi”👋
Da anni il GRANDE GIRO o TOUR è uno solo, quello di Francia.
Giro e Vuelta sono corse ormai secondarie… e qui scatta la provocazione: visto che quasi tutti lamentano troppi giorni di gara e l’accavallarsi di corse in contemporanea si potrebbero ridurre ad una sola settimana sia il Giro che la Vuelta, così, magari, anche i GRANDI potrebbero avere più stimoli per partecipare.
Ciao e buone pedalate