È innegabile che negli ultimi tempi i viaggi in bicicletta e in generale il turismo legato alle due ruote, abbiano avuto (e continuano ad avere) una rapida e costante ascesa.
Per chi si approccia all’organizzazione di un ciclo-viaggio o pratica abitualmente cicloturismo (da solo, in piccoli gruppi o in tour organizzati) esiste una bici ideale da utilizzare? Meglio optare per una Mountain Bike (MTB) o per una Gravel?
In questo articolo analizzeremo le caratteristiche di Gravel e MTB e cercheremo di capire quale delle due possa essere più versatile e idonea per fare cicloturismo.
Faremo prima un rapido excursus sulle novità che hanno portato nei rispettivi periodi, l’avvento sul mercato delle MTB prima (metà-fine anni 80) e quindi delle Gravel (ultimi 10 anni circa con un incremento esponenziale a partire dal periodo post Covid).
Un concetto generale da tenere sempre a mente è quello che non esiste “la bicicletta perfetta” o una bicicletta migliore in assoluto. Ciò che esiste è la bicicletta più idonea alle nostre esigenze, ovvero all’uso che se ne pensa di fare.

Quindi, quando ci si approccia alla scelta (e acquisto) di una bicicletta, ricordiamoci sempre queste semplici cose:
- a cosa ci serve: in altri termini, quale sarà la sua funzione e/o in che modo la vogliamo utilizzare (semplice mezzo di trasporto per spostamenti casa-lavoro o per commissioni, svago e tempo libero, sportivo, viaggi-cicloturismo, agonismo-corse, ecc…);
- quali itinerari abbiamo intenzione di fare: sia a livello di percorsi (pianure, salite, discese estreme, ecc…), che di superfici (asfalto, sterrato, ghiaia, off-road tecnici e sconnessi, sentieri di montagna, ecc…);
- budget a disposizione: altro parametro fondamentale in grado di condizionare la nostra scelta.
- il proprio gusto: per ultimo ma non meno importante, la bicicletta ci deve soddisfare, deve appagare il nostro gusto e il nostro occhio (linea telaio, colore, finiture, ecc..).
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Anni ’80-’90: la rivoluzione della MTB
La storia più accreditata per gli inizi della MTB parla di un gruppo di amici che, intorno agli anni Settanta nella California settentrionale, iniziarono a pedalare su percorsi offroad con bici comuni, modificate e arrangiate per l’occasione.
La voce di una bici che permetteva di affrontare senza problemi gli sterrati, cominciò a girare nell’ambiente, tanto che iniziarono ad arrivare le aziende specializzate del settore.
Nel 1981 Specialized (con la Stumpjumper) creava il primo modello di mountain bike prodotta industrialmente, dando un impulso fondamentale al movimento, essendo l’unica azienda in grado di sostenere economicamente il progetto su larga scala. Questa data sancisce l’inizio di un’era meno pionieristica è più professionale. Negli Stati Uniti si sparse a macchia d’olio il fenomeno della MTB, arrivando in Italia verso la metà degli anni Ottanta, con il termine di “Rampichino”, costruito dalla Cinelli (1985).
Negli anni ’90 si iniziano a produrre delle vere e proprie MTB, senza pensare a prodotti adattati dalla strada. Ormai non esistevano più percorsi off-limits; l’avvento della MTB ha portato la piena libertà di pedalare su fuori dall’asfalto, su sentieri, strade forestali, ghiaiate, sentieri di montagna, aprendo tutto il mondo “off-road” alle due ruote.
Non solo, negli ultimi trent’anni il mondo MTB è stato anche il volano di numerose novità tecniche, portando innumerevoli innovazioni che si sono poi estese ad altri segmenti del mondo bici (strada da corsa, gravel, trekking bike, ecc..). Ricordiamo ad esempio:
- cambio indicizzato (Shimano Indexing System nel lontano 1984);
- introduzione delle sospensioni anteriore e (successivamente) posteriore;
- freni a disco idraulici che, introdotti nei primi anni ’90, hanno iniziato sin da subito a fare una bella differenza, in termini di performance e sicurezza nei confronti dei V-Brake;
- ruote da 29” (idea pionieristica di Gary Fisher nei primi anni Duemila), sdoganate poi dalla UCI e divenute oggi il riferimento delle ruote MTB;
- gomme senza camera d’aria, Tubeless, novità partita dal mondo MTB quando Mavic ha sposato la soluzione UST (Universal Standard for Tubeless);
- piede bloccato su pedali a sgancio, grazie al sistema SPD (Shimano Pedaling Dynamics) a partire dai primi anni ’90;
- reggisella telescopici (a partire dal 2010 circa);
- perni passanti (i primi con sezione da 20 mm sulle forcelle anteriori) in sostituzione del Quick Release, l’esile perno (sezione di 5 mm) a sgancio rapido ereditato dalla bici da corsa (oggi il perno passante si è esteso dalla MTB al mondo strada);
- trasmissione anteriore mono-corona.

L’avvento del Gravel
Se nel passato la bicicletta da corsa/strada è stata la sola e indiscussa protagonista della scena, mentre gli anni ’80 -‘90 hanno visto l’avvento e la diffusione planetaria delle MTB, è sotto gli occhi di tutti che oggi stiamo vivendo l’epoca del gravel.
Il gravel (nel mondo anglosassone gravel vuol dire “ghiaia”) è nato negli Stati Uniti, nelle grandi pianure del centro-nord America, dove ha trovato larga diffusione grazie alla particolare viabilità secondaria americana, caratterizzata da chilometri e chilometri di strade non asfaltate, di ghiaia appunto.
Il termine “gravel bike” ha iniziato a circolare nel primo decennio degli anni 2000, con il comparire man mano sul mercato delle prime biciclette gravel. A partire da una decina di anni a questa parte (e soprattutto dagli anni del Covid) si è assistito ad un vero e proprio boom della bicicletta gravel, al punto da farla diventare la regina indiscussa del mercato.
Le bici gravel sono diventate una scelta favorita grazie alla loro capacità di combinare comfort, avventura e prestazioni su vari tipi di terreno. Questa combinazione di caratteristiche le ha rese particolarmente attraenti sia per chi cerca la libertà di esplorare nuovi percorsi, sia per chi vuole una bici polivalente per la vita quotidiana o per lunghe avventure. Questa vale per tutti, sia per appassionati ed esperti del settore, sia per neofiti, sia per coloro che si accingono all’acquisto della loro prima bicicletta.
Qual è il vero elemento di novità? La carta vincente nasce dal vero elemento distintivo di questo mezzo, la sua versatilità. Su questo hanno tratto origine e sviluppo tutta una serie di impulsi che sono andati ben al di là della normale routine legata alla pratica del ciclismo. La bici gravel è presto diventata sinonimo di libertà, di scoperta e avventura, di riconnessione alla natura e alle cose semplici, a tal punto di arrivare a parlare di una vera e propria filosofia e cultura gravel.
Sul web e sui social (altro elemento nuovo rispetto al passato) è tutto un fiorire di pagine e gruppi che parlano di gravel, forum, community dove si disquisisce di telai, componenti, abbigliamento e borse, strade e percorsi, viaggi, ostelli e di tanti aspetti che vanno ben al di là della semplice bicicletta. Di fatto, si usa la stessa parola, cioè “gravel”, per definire tre concetti: l’attività, il mezzo e il terreno.
Il report annuale di Strava, una delle App più usate dagli sportivi, lo conferma: fra le attività registrate dagli utenti, quelle percorse con una gravel bike hanno subito un aumento del 60% rispetto all’anno precedente.
Come la bici da strada e la MTB hanno fatto al tempo, anche il gravel sta definendo nuovi prodotti (componenti, accessori, abbigliamento, app, ecc…) sempre più specifici, con una forbice di proposte, modelli e prezzi che si sta ampliando stagione dopo stagione. Grazie al continuo sviluppo tecnologico e alla crescente comunità di ciclisti gravel, è probabile che questa tendenza continui a crescere nei prossimi anni.

MTB vs Gravel: quali le differenze principali
Sebbene entrambe siano progettate per affrontare terreni accidentati, le differenze tra gravel bike e mountain bike sono evidenti sotto diversi aspetti.
Rispetto alle bici gravel, le mountain bike sono ottimizzate per diversi livelli di difficoltà sui sentieri ed in generali su tutti i percorsi off-road. La MTB front (con forcella ammortizzata solo anteriore) condivide in parte alcuni percorsi del Gravel e può essere sovrapponibile in alcune caratteristiche, mentre le MTB full (con doppio ammortizzatore) sono fortemente sbilanciate verso single track tecnici e percorsi in quota.
Gravel
- Per quel che riguarda la geometria, una bici gravel avrà un tubo sterzo più alto, un angolo più stretto e un movimento centrale più basso.
- Le gravel non hanno forcella ammortizzata o ammortizzatore. Sono “rigide”, il che le rende efficienti per i lunghi viaggi su strade sterrate ma non adatte a discese tecniche off-road.
- I freni a disco utilizzati sulle bici gravel tendono ad avere un disco piuttosto piccolo (in genere 160), il che li rende più leggeri.
- Curva manubrio svasata.
- Spazio massimo per gli pneumatici fino a sezione 50-53 mm. Generalmente, gli pneumatici gravel hanno piccoli tasselli per la trazione e il controllo su ghiaia e sporco.
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MTB
- Hanno un angolo del tubo sterzo più ampio, che le rende in grado di superare ostacoli (esempio rocce, radici e altre caratteristiche del sentiero). Un movimento centrale più alto semplifica il superamento degli stessi sul percorso anche con la ruota posteriore.
- Le MTB hanno una forcella anteriore ammortizzata (front) e talvolta un ammortizzatore posteriore (full) per assorbire gli impatti sul percorso. Maggiore è la corsa delle sospensioni, più comfort e stabilità si hanno lungo i single track. Tuttavia, tutte le sospensioni rendono le mtb più lente e riducono parte dell’efficienza della pedalata.
- Sono dotate di dischi più grandi (180 oppure 203) per disperdere il calore durante le frenate brusche per periodi di tempo prolungati.
- Le mountain bike hanno il manubrio piatto.
- Gli pneumatici da 2,2-2,6 pollici sono tipici della maggior parte delle mountain bike con tasselli più grandi per la guida su fango, terra, rocce e radici. Non ideali su asfalto e/o su superfici regolari a causa del maggiore attrito
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Cicloturismo e viaggi: quale bicicletta scegliere?
Le gravel bike e le MTB non sono tutte uguali e si differenziano anche significativamente a seconda del loro uso/specialità. Le gravel possono essere suddivise in tre macrocategorie (endurance, race e adventure), così come le MTB (cross country-XC, Trail e All Mountain, Enduro e Downhill).
Dal momento che parliamo di cicloturismo e viaggi in bicicletta approfondiremo il confronto tra gravel endurance e mtb cross country, che sono i segmenti più adatti allo scopo:
- le Gravel Endurance sono progettate per lunghe distanze e massimo comfort. Hanno geometrie rilassate, maggiore spazio per i copertoni e predisposizioni per borse e accessori da cicloturismo. Ideali per bikepacking e lunghi viaggi (su asfalto, percorsi misti e sterrato facile);
- le MTB da Cross Country (XC) sono leggere e pensate per velocità ed efficienza. Hanno sospensioni con escursione ridotta (80-120 mm) e geometrie che favoriscono la pedalata. Perfette per chi ama le lunghe distanze interamente in offroad su sentieri veloci.
Analizziamo diversi parametri e mettiamo alla luce vantaggi e svantaggi di entrambi i modelli.

Tipologia di terreno
Supponiamo di apprestarci a partire per un viaggio/vacanza in bicicletta oppure vogliamo pedalare una serie di itinerari cicloturistici. La prima domanda che dobbiamo porci è quale tipo di percorso / terreno ci troveremo ad affrontare. Valutiamo in breve come si compartano MTB e Gravel in condizioni diverse.
Asfalto
- Gravel endurance: grazie alla posizione più aerodinamica (simile alla bdc), ai copertoni più stretti e meno tassellati e ad un minor peso complessivo (a parità di livello/prezzo di componenti) la gravel è molto più indicata (efficiente) rispetto ad una MTB.
- MTB cross country (XC): più lenta e meno efficiente su asfalto, sia per geometrie che peso. La resistenza degli pneumatici al rotolamento è maggiore rispetto a una gravel.
Sterrato (fondo naturale in terra e/o erba) e Strade Bianche (ghiaia/brecciolino)
- Gravel endurance: ottima su sterrati leggeri e compatti quali ghiaia, strade bianche e terreno naturale battuto. Offre un ottimo equilibrio tra velocità e comfort.
- MTB cross country (XC): Su sterrato facile e regolare perde ancora dalla gravel. Su sterrato impegnativo e tecnico, molto sconnesso con buche e rocce, la MTB offre maggiore controllo e sicurezza.
Sentieri tecnici, single-track e terreni molto accidentati
- Gravel endurance: poco adatta a percorsi molto tecnici, dove si rischia di perdere controllo, soprattutto nelle discese difficili (causa assenza delle sospensioni).
- MTB cross country (XC): è il suo habitat naturale ed è decisamente preferibile rispetto alla gravel. Perfetta per discese ripide, rocce, radici e percorsi difficili grazie alle sospensioni, agli pneumatici più larghi e alla geometria più stabile.

Comfort e Posizione di Guida
Il comfort è un fattore determinante nella scelta, specialmente se si devono affrontare lunghe distanze (molte ore in sella) e/o terreni accidentati.
Posizione di guida
- Gravel endurance: posizione di guida più aerodinamica rispetto a una MTB, simile a quella di una bici da corsa ma decisamente più rilassata. Questo riduce la resistenza al vento e migliora l’efficienza sulle lunghe distanze.
- MTB cross country (XC): posizione più eretta. Meno performante su tracciati regolari, mentre offre maggiore controllo su terreni tecnici e riduce l’affaticamento su percorsi molto accidentati.
Assorbimento degli urti
- Gravel endurance: non avendo sospensioni, l’assorbimento delle vibrazioni dipende dai copertoni più larghi e dalla flessibilità del telaio (carbonio e titanio sono i materiali che hanno le migliori capacità di assorbimento delle vibrazioni).
- MTB cross country (XC): grazie alle sospensioni, una MTB assorbe meglio gli urti, riducendo lo stress su braccia e schiena. Questo la rende ideale per percorsi con molte radici, rocce e discese molto tecniche e impegnative.
Affaticamento sulle lunghe distanze
- Gravel endurance: più efficiente per pedalate prolungate su percorsi misti, grazie alla sua leggerezza e alla posizione più aerodinamica.
- MTB cross country (XC): più comoda su terreni accidentati, ma può affaticare di più su asfalto o lunghi tratti in salita a causa del peso maggiore.

Versatilità
- Gravel endurance: è la qualità principale e distintiva della bici gravel. Perfetta per un mix di asfalto e sterrato leggero. Possono affrontare strade asfaltate, ghiaia, sentieri; questo permette di avventurarsi in percorsi misti senza la necessità di cambiare bici.
- MTB cross country (XC): ottima su percorsi continui in off-road. A causa di peso, geometria e attrito copertoni non garantisce piena versatilità in ogni superficie e condizione.
Capacità di carico e Bikepacking
- Gravel endurance: altro punto a favore. Le bici gravel sono progettate per gestire il peso aggiuntivo del carico senza compromettere la maneggevolezza, grazie ai telai robusti e stabili. La possibilità di montare portapacchi, borse da telaio, parafanghi e accessori rende le gravel ideali per il bikepacking. Gli attacchi multipli (su forcella e telaio) permettono di portare con sé attrezzature da campeggio, vestiti e provviste per viaggi lunghi e avventurosi.
- MTB cross country (XC): hanno una capacità di carico decisamente inferiore rispetto alle gravel. Questo è dovuto sia al diametro della ruota, alla presenza di sospensioni, che alla mancanza di predisposizioni a telaio di agganci per il bikepacking.
Intermodalità con altri mezzi di trasporto
- Gravel endurance: In un contesto in cui sempre più persone si orientano verso soluzioni di trasporto sostenibile e intermodale, le gravel si adattano perfettamente anche ai percorsi urbani e allo spostamento su mezzi di trasporto (treni, metro, ecc..).
- MTB cross country (XC): maggior peso (da sollevare a mano) e maggior ingombro (volumetrico), hanno una adattabilità minore in relazione ai mezzi di trasporto.

Di seguito una tabella riepilogativa dell’opzione migliore Gravel/MTB in base all’utilizzo.
| UTILIZZO | MIGLIORE OPZIONE |
| Gite, lunghe distanze e cicloturismo (tutto o in prevalenza asfalto) | Gravel |
| Percorsi misti asfalto/sterrato/ghiaia Percorsi interamente sterrati | Opzione 1 – GravelOpzione 2 – MTB (se lo sterrato è molto tecnico o sconnesso) |
| Ciclo viaggi/vacanze (bikepacking) | Gravel |
| Viaggi/traversate su Single-track, sentieri di alta montagna, (sassi, radici, roccia) | MTB |
| Allenamenti su misto (strada e sterrato) | Gravel |
| Ambiti urbani e periurbani | Gravel |
Considerazioni finali
Come abbiamo visto, sia le gravel che le MTB hanno punti di forza e svantaggi. La scelta dipende dal tuo stile di guida e dai percorsi che ti troverai ad affrontare con maggior frequenza.
Dovessimo sintetizzare e schematizzare potremmo dire così:
- se i tuoi giri tipici sono sterrati come argini, strade bianche, colli facili e asfalto, e il tuo obiettivo è viaggiare a lungo e coprire lunghe distanze, la bici gravel vince per versatilità, scorrevolezza, comfort e capacità di carico e trasporto (bikepacking);
- se invece pedali esclusivamente offroad e ami percorsi tecnici e terreni impegnativi, la MTB è più adatta alle tue esigenze.
Detto ciò, è evidente come oggi il mondo gravel sia sempre più votato al cicloturismo e come rappresenti la scelta privilegiata per chi voglia praticarlo. Le gravel stanno infatti diventando, sempre più bici “tuttofare” per eccellenza, con una forte vocazione al viaggio.
Rispetto alle prime sperimentazioni, le gravel moderne offrono geometrie più stabili, passaggi ruota sempre più generosi, integrazioni intelligenti e una quantità di attacchi che le rende ideali per montare borse, portapacchi, parafanghi e sistemi di illuminazione. Il risultato è una bici che non teme né il commuting quotidiano né un viaggio di più giorni, caricata e lontana dall’asfalto perfetto.
Una bici sola e mille usi, questa la forza del gravel contemporaneo ed è per questo che sempre più ciclisti lo scelgono come compagno ideale per il cicloturismo sulle medie e lunghe distanze.
Infine, un’ultima considerazione. Scegli un percorso misto, in modo da poter affrontare diverse tipologie di terreno e altimetria. Pedala in sella a una gravel e poi ad una MTB. Sperimenta, buttati senza paura. Spingi sui pedali e passa ore in sella cercando di capire come ti trovi, scoprendo i pregi e i difetti dell’una e dell’altra. Alla fine, avrai una risposta “reale sul campo” su quale sia la bicicletta più adatta alle tue esigenze personali.





















Forse in questa dicotomia MTB/Gravel avete tralasciato di considerare un tipo di bici magari poco popolare in Italia, la “grande randonnée” o, nel mondo tedesco, “Tourenrad”, che è poi la bici da turismo, con ruote da 28″, gomme leggermente tassellate per adattarsi sia all’asfalto delle ciclabili a largo raggio, che ad uno sterrato leggero. Difficilmente-credo-in un viaggio di settimane e migliaia di km, si finisce su radici sporgenti, single tracks, o discese tecniche… E poi: classico cambio 3×10, posizione comoda, portapacchi posteriore e low rider anteriori per un’eventuale seconda coppia di borse. Comunque ormai la bici ce la si può costruire quasi come si vuole, ciascuno secondo le sue esigenze!
la trekking ammortizzata è la bici migliore per il cicloturismo