Le donne che viaggiano in bici protagoniste alla Fiera del Cicloturismo 2026

Le donne che viaggiano in bici protagoniste alla Fiera del Cicloturismo 2026
Women's Bike Ride Brussels (foto di Zoran Popovici)

Dal 27 al 29 marzo 2026, la Fiera del Cicloturismo a Padova mette al centro le donne che viaggiano in bici. Il cicloturismo femminile sarà tra i protagonisti dell’evento: non si tratta solo di numeri in forte crescita, ma di un profondo cambiamento culturale guidato dal desiderio di autonomia, sicurezza ed esplorazione lenta.

Il messaggio è chiaro: la bicicletta è uno strumento di libertà. Le cicloturiste cercano viaggi condivisi, spesso organizzati attraverso community online, scelgono percorsi sicuri e ben segnalati, utilizzano sempre più l’intermodalità treno+bici e uniscono natura, cultura locale e benessere personale.

Secondo i dati più recenti, oggi rappresentano circa il 30% dei cicloturisti in Italia, con una forte presenza nella fascia 30-55 anni e una crescente richiesta di servizi come trasporto bagagli, guide e assistenza tecnica.

La vacanza in bici non è più un’impresa solitaria, ma un’esperienza consapevole e accessibile.

women in cycling

La bici come strumento di indipendenza

Alla guida della Fiera del Cicloturismo c’è Pinar Pinzuti, da anni impegnata per rendere il mondo della bicicletta più inclusivo, soprattutto per le donne.

Puntare sul cicloturismo femminile per noi è sempre stato importantissimo: per una donna, fare un viaggio in bicicletta significa scoprire quanto puoi contare su te stessa e sul mondo intorno. – ha commentato. – Ogni viaggio in bici ci insegna a decidere un percorso, a fidarti del nostro corpo, a scegliere quando fermarci e quando spingere. Per noi donne, tutto questo assume ancora più valore: imparare a muoversi in autonomia significa rompere barriere culturali e paure che spesso limitano la nostra libertà. La bici diventa così uno strumento di indipendenza, che ci permette di occupare spazio con fiducia, di esplorare senza aspettare il permesso di nessuno, e di riscrivere il nostro modo di stare al mondo”.

Alla Fiera del Cicloturismo 2026 a Padova tutto questo prenderà forma attraverso incontri, testimonianze e dialoghi che mettono al centro l’esperienza femminile sulle due ruote, fatta di viaggi, lavoro, attivismo e passione.

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Storie di viaggio, coraggio e quotidianità

Il cuore pulsante dell’evento saranno le storie. Viaggi lunghi migliaia di chilometri, pedalate con una bambina piccolissima, traversate solitarie in Sud America, cicloviaggi che intrecciano territorio, cibo e cultura. Racconti diversi ma uniti dallo stesso filo: la bicicletta come strumento per conoscersi e conoscere il mondo.

Ad esempio, Monica Consolini presenterà RideSmiles, un viaggio di oltre due anni e 31.000 km nel mondo; Silvia Camon condividerà l’esperienza del cicloturismo in famiglia con Ride with Nina; Caterina Zanirato unirà bici, cibo e territorio nel racconto degli itinerari; Ilenia Zaccaro narrerà il suo lungo viaggio in solitaria in Sud America; Paola Gianotti porterà il tema della sicurezza stradale e dell’empowerment femminile; Ilaria Fiorillo racconterà la bicicletta come mezzo di cambiamento culturale; Michela Fenili intreccerà podcast e cicloviaggi, soprattutto in Asia; Raffaella Bonomi promuoverà il viaggio in bici come esperienza quotidiana e accessibile; Paola Paonessa spiegherà come migliorare comfort e benessere in sella con attenzione al corpo femminile; Livia Panella presenterà il Grande Tour della Maremma come progetto di valorizzazione del territorio.

Ogni testimonianza aggiunge un tassello a un mosaico fatto di empowerment, condivisione e concretezza. Non eroine irraggiungibili, ma donne normali che pedalano e, pedalando, cambiano prospettiva.

Monica Consolini giro del mondo in bici

Ciclovie amate dalle donne

Le preferenze delle cicloturiste raccontano molto di questo cambiamento. Cresce l’interesse per itinerari culturali, pianeggianti, sicuri e ben organizzati, dove la bellezza del paesaggio si unisce alla semplicità logistica. Tra le mete più apprezzate emergono percorsi che valorizzano borghi, parchi naturali e coste, con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla possibilità di modulare le tappe.

Emblematica è la Treviso-Ostiglia, prima ciclovia al mondo certificata secondo criteri di sostenibilità internazionale: un tracciato pianeggiante, protetto e immerso nel verde, ideale per chi muove i primi passi nel cicloturismo.

Altri itinerari iconici come l’Alpe Adria, la Ciclovia del Mincio, la Ciclovia del Sole, quella dei Trabocchi o il giro del Trasimeno rappresentano esempi di come anche l’Italia possa offrire esperienze accessibili e affascinanti, perfette per chi cerca un’avventura senza stress.

Immaginare il futuro

In questo scenario si inserisce anche il Premio Mariateresa Montaruli, che torna per il terzo anno consecutivo per valorizzare le donne che promuovono la bicicletta e il cicloturismo attraverso racconti, progetti e impegno quotidiano. Un riconoscimento che rafforza l’idea che il cambiamento passa anche dalle narrazioni.

La Fiera del Cicloturismo 2026 non sarà solo una vetrina di destinazioni, ma un luogo dove immaginare un futuro in cui pedalare da donna non sia un’eccezione, ma una normalità. Una normalità fatta di strade sicure, storie condivise e di quella sensazione unica che si prova quando, salendo in sella, ci si accorge che il mondo è un po’ più vicino.

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Commenti

  1. Mauro ha detto:

    Qualche anno fa l hanno fatta a Bologna ,ora è a Padova. Magari tra qualche anno capiterà anche a Bergamo. Comunque credo le facciano dove c’è un maggior numero di persone che usa la bici.

  2. Giuseppe ha detto:

    come mai non si può organizzare la fiera del cicloturismo anche a Bergamo??

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